Flop Germania ai Mondiali: i motivi della seconda eliminazione consecutiva ai gironi

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Nonostante la vittoria per 4-2 sulla Costa Rica, la Germania di Hans-Dieter Flick è stata eliminata ai gironi per mano del Giappone e della Spagna, rappresentando il secondo flop di fila ai Mondiali. Troppo poco per i tedeschi, storicamente competitivi e spesso vincenti sia con la Nazionale che con i club. Ad aggravare ancora di più questo mancato passaggio agli ottavi di finale, è sicuramente il fatto che si è ripetuto per la seconda volta di fila. In Russia, la Germania fece solo 3 punti nel girone perdendo clamorosamente contro Corea del Sud e Messico. Il girone lo passarono la Svezia e il Messico. Nel 2018, l’eliminazione ai gironi dei tedeschi rappresentò la prima volta nella loro storia, ma quella di oggi è la seconda di fila e costituisce un campanello d’allarme per tutto il calcio tedesco.

Flop Germania ai mondiali: i motivi e le analogie con il 2018

Sicuramente è normale chiedersi quali siano i motivi di questo doppio fallimento, ma cerchiamo di analizzare l’attuale squadra e le analogie con quella dello scorso mondiale.

Carenza di terzini e di un centravanti di spessore

La squadra di quattro anni fa in Russia, presentava due problemi: i terzini e il centravanti. Nella lista convocati di Löw i migliori terzini erano Hector, che giocava nel Colonia, e Plattenhardt dell’Herta Berlino. Gli attaccanti convocati dal CT erano Timo Werner, ancora troppo acerbo nel 2018, Thomas Müller, più un trequartista che un centravanti, ed infine Mario Gomez. In Qatar la situazione è analoga, con lo stesso problema in questi due reparti. L’unico centravanti vero è stato Füllkrug, attaccante classe 1993 del Werder Brema.

Flop Germania ai Mondiali: i motivi della seconda eliminazione consecutiva ai gironi

Carenza di un’identità di gioco forte e definita

Storicamente la Germania è sempre stata una squadra rocciosa, fisica e che faceva del pressing la sua arma migliore. Con l’avvento di Pep Guardiola sulla panchina del Bayern Monaco nel 2013, tutto il calcio tedesco è stato influenzato dalla filosofia del tecnico ex Barcellona. Questa evoluzione tecnico-tattica in Germania, ha avuto un forte impatto anche in Nazionale, che è diventata sempre più palleggiatrice e propositiva. I risultati sono stati buoni all’inizio, perché proprio la squadra di Löw nel 2014 vince e convince nel mondiale in Brasile. Sia in Russia che in Qatar, la Germania non convince anche sotto il piano del gioco. Tanta confusione in campo per la squadra, che troppe volte è apparsa sfilacciata e vulnerabile ai contropiedi avversari.

Non solo demeriti, ma anche sfortuna

Se nel 2018 la Germania chiuse il suo girone con solo 3 punti, quest’anno i tedeschi possono vantare un solo punto in più. La sconfitta contro il Giappone alla prima giornata è stata fatale e come se non bastasse, la Spagna non ha aiutato avendo perso 2-1 proprio contro i nipponici. La Germania torna a casa con 4 punti nel girone, 6 gol fatti e 5 incassati. Per differenza reti, sono passati proprio gli uomini di Luis Enrique.

Flop Germania ai Mondiali: i motivi della seconda eliminazione consecutiva ai gironi

Flop Germania ai Mondiali: da dove ripartire?

Giocatori come Musiala (19), Sané (26), Kimmich (26), Havertz (23), Gnabry (27) e Goretzka (27), rappresentano il punto di ripartenza per i tedeschi. I giocatori di qualità non mancano, ma servirà aggiungere dell’altro, soprattutto un centravanti e dei terzini qualitativamente più forti. Sarà importante ripartire con un progetto chiaro e definito per la Nazionale, che indubbiamente vorrà tornare ad alti livelli.

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