Il “Flaminio” stadio della Lazio: il presidente Lotito ci prova

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Lo stadio “Flaminio” di Roma nuovamente casa della Lazio: un’idea che Claudio Lotito sta provando a rendere fattibile, nonostante la presenza di alcuni ostacoli. Nei giorni scorsi, stando a quanto riporta La Repubblica, il presidente biancoceleste avrebbe effettuato un doppio sopralluogo con i tecnici comunali del dipartimento Urbanistica. L’intento è iniziare a valutare le possibilità di un recupero dell’impianto, che attualmente versa in condizioni di abbandono e degrado. È necessario anche capire come superare i vincoli del Campidoglio in merito alle questioni di carattere storico e archeologico legate all’impianto, che rendono più complicate eventuali migliorie.

Lotito vuole regalare il “Flaminio” ai tifosi della Lazio: quali ostacoli?

L’impresa non è semplice, ma Claudio Lotito sembra puntare con decisione a una rinascita dello stadio “Flaminio”. Il patron delle Aquile avrebbe ottenuto già la copia del progetto elaborato dalla Sapienza in collaborazione con la Getty Foundation. La prima condizione per un possibile utilizzo dell’impianto è l’aumento della capienza a 40mila posti, in modo da non avere problemi con la UEFA. Dal momento che lo stadio ne conta 30mila, servirebbe l’aggiunta di altri posti a sedere: un’operazione sarebbe possibile solo con la sopraelevazione delle tribune. In secondo luogo è necessaria una copertura, la cui assenza è impensabile per gli stadi moderni.

Ampliamento e copertura sono due operazioni non semplici, visto che il “Flaminio” è sotto tutela della Soprintendenza speciale delle Belle Arti. Inoltre, per rendere lo stadio fruibile e facilmente raggiungibile bisogna garantire soluzioni idonee per i parcheggi e la viabilità. Un progetto complesso e ampio, che non riguarda solo il recupero dell’impianto ma anche la creazione di una grande area sportiva nei dintorni, con diversi campetti dedicati ad altri sport e un parco per famiglie. Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, sta insistendo sul “Flaminio” e proverà a regalare alla compagine biancoceleste una casa tutta sua.

Breve storia del “Flaminio”: nel 2006 l’ultimo incontro di calcio

Progettato dall’architetto Antonio Nervi con la collaborazione di suo padre Pier Luigi, lo stadio “Flaminio” fu realizzato tra il 1957 e il 1958, mentre l’inaugurazione avvenne il 19 marzo 1959. Costruito sull’area del preesistente stadio Nazionale, demolito nel 1957, il nuovo impianto fu costruito in occasione del torneo olimpico di calcio del 1960. Fino al 2011, anno dal quale è inutilizzato, lo stadio ha ospitato le gare casalinghe dell’Atletico Roma, società professionistica di calcio che militava in Lega Pro.

Utilizzato quasi esclusivamente per il rugby, il “Flaminio” ha ospitato diverse gare della di Coppa Italia della Lazio. Negli anni Ottanta ci ha giocato come impianto fisso la Lodigiani, all’epoca terza società professionistica calcistica della Capitale. Nella stagione sportiva 1989-90 Lazio e Roma utilizzarono congiuntamente l’impianto perché lo stadio “Olimpico” era inagibile per i lavori di risistemazione in vista dei Mondiali di calcio del 1990. In via eccezionale lo stadio “Flaminio” ha ospitato nell’agosto 2006, a tutt’oggi per l’ultima volta, un incontro ufficiale dei biancocelesti. Si trattava del primo turno di Coppa Italia contro il Rende.

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