Il rispetto nel mondo del calcio

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Tre episodi dell’ultimo weekend hanno riportato alla ribalta il concetto di rispetto nel mondo del calcio: Dybala dopo Roma-Juventus esulta con i compagni di squadra al termine di una partita equilibrata e molto importante per il campionato di 2 squadre: la sua attuale e la sua ex.

Sempre in Roma-Juventus Kean viene coinvolto in un confronto di lotta greco romana con un avversario e reagisce con un calcione. Espulsione sacrosanta dopo una manciata di secondi dall’ingresso in campo. Sfiorato il record assoluto di velocità.

Il Liverpool colpisce sette volte il Manchester United in un match che al 66’ era già chiuso dopo 4 goal, continuando a macinare gioco fino al termine della partita.

Andiamo ad approfondire questi tre episodi in merito al significato di rispetto nel mondo del calcio.

Il rispetto nel mondo del calcio: l’errore di Kean

Su uno solo di questi episodi penso che si possa trovare la quasi unanimità di opinioni. Kean ha mancato di rispetto soprattutto a se stesso, vanificando in pochi secondi la possibilità di diventare protagonista della serata mandando al macero il lavoro di tutta una settimana. Si lavora per questo, essere pronti nel momento della chiamata in capo per dare il proprio contributo alla squadra.

In Roma-Juventus, Kean ha mancato di rispetto ai compagni di squadra, ai tifosi, agli avversari al pubblico in generale. Ma non bisogna legare il giocatore ai sui sbagli. Kean deve farne tesoro, pagarne le conseguenze e crescere perché è dagli sbagli, anche quelli marchiani come quello di domenica che si può imparare a crescere e diventare giocatori e uomini migliori. Noi come osservatori, così come i tifosi non dobbiamo fare di un errore grave un marchio a fuoco del quale non ci si può liberare.

Il rispetto nel mondo del calcio: un 7-0 che brucia

Su Liverpool-Manchester United le opinioni possono differenziarsi. È mancare di rispetto a un avversario giocare la partita fino in fondo raccogliendo i frutti di quanto si produce? Oppure si manca di rispetto se, raggiunto un risultato confortevole, si ferma il proprio impeto in maniera evidente evitando la goleada. Sarebbe giusto per un giocatore rinunciare a una delle gioie più grandi che si possano raggiungere in un campo da gioco, ovvero la giocata, l’assist il goal? Noi da sportivi ringraziamo e ci godiamo le giocate di ottima fattura che la partita ci ha regalato.

Il rispetto si è visto, al termine della partita, nelle strette di mano tra i tecnici e i giocatori, nella compostezza di chi ha vinto e nel non abbassare lo sguardo di chi ha perso. Anche questo resta un episodio che non segna certo la storia di due club che hanno migliaia di pagine piene di vittorie e sconfitte. Per squadre come il Manchester United, risorto dopo il dramma del disastro aereo del 6 febbraio 1958 non si può fare un dramma di una sconfitta anche se così pesante.

Il rispetto nel mondo del calcio

Il rispetto nel mondo del calcio: la Joya

Si è unito il pubblico, soprattutto di fede juventina, nel considerare l’esultanza di Dybala dopo Roma-Juventus come una assoluta mancanza di rispetto nei loro confronti. In alcune risposte si è notata l’assoluta mancanza di rispetto e cultura sportiva. Nessun gesto o comportamento tenuto da Dybala dopo la partita giustifica il vomito d’odio che gli è caduto addosso. Non dobbiamo dimenticare che stiamo parlando di una parte anche minoritaria del tifo juventino. Altri ancora gli dimostrano affetto e gratitudine per gli anni pieni di vittorie passati insieme. Altri, immagino, abbiano pensieri più grandi e importanti che occuparsi del comportamento di un giocatore a fine partita. A tutti la risposta migliore l’ha data il giocatore stesso.

Siamo tutti tifosi

Ma questo comportamento non è solo da attribuire ai tifosi esagitati. Molta retorica gratuita si è costruita in questi anni intorno alla cosiddetta “fine delle bandiere” per cui ogni volta che un professionista del calcio, perché di questo stiamo parlando, compie una scelta professionale e cambia il proprio percorso lavorativo, si alza sempre da qualche parte il coro dei delusi che richiamano alla mancanza di rispetto e ingratitudine. Questo fa presa sul tifo più becero di ogni colore e latitudine ed è vissuto quasi come un male accettabile.

Non è così. È insopportabile vittima di questo clima anche il giocatore che soffoca la gioia del goal per non mancare di rispetto ai propri ex tifosi o che si rivolge loro chiedendo scusa. Ecco, in questo dobbiamo tutti fare un passo in avanti verso la maturità. Il giocatore che esulta dopo un goal non vuole mancare di rispetto a nessuno. Sta celebrando un momento quasi magico per cui tutti noi siamo lì sugli spalti o in televisione. Una gioia che chi ha praticato calcio a qualsiasi livello conosce bene. Quel momento che da tifosi si aspetta con ansia: festeggiare il goal, festeggiare una vittoria sportiva.

Esultino serenamente i giocatori e tutti quelli che raggiungono un risultato sportivo importante.

E a nessuno è dato il diritto di sentirsi offeso per questo.

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