Il trequartista: la scomparsa del ruolo per come lo conosciamo

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In un calcio che cambia in modo continuativo, abbiamo assistito negli anni alla scomparsa di un ruolo: il trequartista. Andiamo a fare chiarezza. Il giocatore che si posiziona sulla trequarti, è quel giocatore che fa da raccordo tra centrocampo e attacco. Di estro e fantasia, è il rifinitore della manovra, colui che illumina con l’ultimo passaggio decisivo e spesso trova anche la via del gol. Aveva pochi vincoli tattici in fase difensiva, una pressione sul play avversario e poco altro. In fase di possesso, invece, era libero di svariare in zona luce, in modo da rompere costantemente le linee avversarie e farsi trovare in una posizione scoperta. Tra i più noti possiamo trovare Rui Costa, ex di Milan e Fiorentina, Zidane ex Real Madrid e Juventus, Zico, Platini, Riquelme e la lista potrebbe continuare per pagine e pagine.

Il trequartista: la scomparsa del ruolo per come lo conosciamo

Il trequartista: come si è evoluto

Il trequartista si è rivoluzionato, il movimento classico era orizzontale, ondeggiare tra le linee allo scopo di ricevere il pallone tra i piedi. Nel calcio moderno, invece, il fantasista cerca la profondità, corre in verticale liberando spazio tra le linee che qualcun altro andrà a coprire. Anche in fase di non possesso è variata l’interpretazione: se prima aveva pochi vincoli, legati al play o alla copertura, ora aggredisce il portatore di palla. Ha quindi una partecipazione più attiva in fase di transizione negativa. Un esempio pratico può considerarsi Spalletti. Già ai tempi della Roma mise Perrotta tra le linee, non per le sue capacità tecniche da “numero 10”, ma per la sua abilità negli inserimenti e la duttilità in fase di non possesso. Lo stesso Spalletti che poi nello stesso ruolo mise Nainggolan, un giocatore più tecnico ma al contempo con molta più corsa e capacità nel recupero palla.

Conclusioni

In un calcio più liquido in cui il movimento senza palla è determinante, il trequartista classico è sparito. Il ruolo è rimasto, è cambiata la sua interpretazione. Anche il nome, infatti, intende una zona di campo, non la funzionalità del giocatore. Per intenderci non si chiama “play avanzato”, ma contiene “trequarti” nella sua nomenclatura.  Era scontato dunque che si evolvesse, e sicuramente si evolverà ancora e ancora, come tutto nel calcio.

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