Inter-Atalanta (4-0), Inzaghi: «Frattesi sta bene e speriamo non sia grave»

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L’Inter non sbaglia il recupero e con la vittoria sull’Atalanta allunga le mani sempre di più verso lo scudetto, che sarebbe il primo per Simone Inzaghi. Una vittoria che arriva dopo la vittoria su Lecce, che conferma la forza di questa squadra e che intimorisce mezza Europa. Il tecnico piacentino ha parlato alla fine del match del Meazza.

Inzaghi su Inter-Atalanta: «Bravi nel reagire ai primi minuti»

Al Meazza l’Inter brilla in maniera impressionanti e con questo 4-0 contro l’Atalanta va a +12 sulla Juventus. Una partita che permette a Inzaghi di avvicinarsi sempre di più allo scudetto e a quella seconda stella che la Milano nerazzurra sta aspettando. Una partita dove c’è stata la rete di Darmian all’inizio, una magia del solito Lautaro Martinez, il tap-in di Dimarco e infine il solito Frattesi. Nell’Atalanta (a cui viene annullato un gol a inizio primo tempo) si prende la scena solo Carnesecchi, che para un rigore a Lautaro Martinez al 54′. Nel finale di gara ovviamente non poteva mancare l’appuntamento con Simone Inzaghi, visibilmente entusiasta della vittoria di questa sera.

Sulla partita comincia così la sua analisi: «Sì, sono stati bravissimi. Abbiamo avuto i primi minuiti in cui l’Atalanta veniva a pressarci molto in alto e quindi non abbiamo approcciato come facciamo di solito. Poi siamo stati bravi a reagire, trovare il gol e mantenere ordine. Sono ottimi segnali del nostro percorso, che deve continuare senza sosta».

Dopo il 3-0 Dimarco ha detto a Inzaghi che il gol era proprio dell’allenatore piacentino. Inzaghi ha raccontato: «Vi spiego. Ho parlato con lui durante il check del VAR e gli ho detto di stare vicino l’area per la respinta e di dirlo anche a Dumfries. È stato bravo Federico con i tempi, a non entrare in area prima del previsto. È stato importantissimo». Poi aggiunge scherzando: «Quello anche quando li calcia Calhanoglu dobbiamo farlo sempre. È importantissimo. È una cosa nata dopo il rigore della partita contro il Verona. Sono dettagli e c’è sempre qualcosa da imparare».

Sulla sua Inter commenta: «È inutile negare che la squadra in questo momento stia giocando bene. Sono due anni e mezzo che sto godendo, perché abbiamo vinto cinque titoli, fatto una finale di Champions e in campionato stiamo viaggiando. È dalla partita con la Juventus che sappiamo il nostro valore e che abbiamo creato un enorme distacco».

Sul fatto che tutti i giocatori si sentono coinvolti e lo spirito creatosi aggiunge: «Ho una squadra che cambia gli uomini e rimane con i suoi principi. Credo che sia una grande soddisfazione, assieme a quello che si è creato con i tifosi. Per me è difficile adesso fare delle scelte. Vi faccio un esempio. Dumfries domenica scorsa era stato bravo, mentre oggi sono partito con Darmian, che è da due mesi che non sbaglia una partita. Ha fatto benissimo e l’ho cambiato perché ammonito. Devo fare delle scelte, ma ho dei ragazzi che stanno dando tutto».

In società Marotta e Zhang cominciano anche a parlare di futuro, mentre i club stranieri prendono informazioni. Inzaghi frena e commenta: «Sì, io sto benissimo qui con la società e con questi ragazzi, con i tifosi e tutto l’ambiente. Abbiamo questi ultimi mesi in cui dobbiamo tenere una forte concentrazione, in questo momento però non mi interessa parlare di futuro. Credo che siano contenti di vedere un’Inter che gioca così».

C’è della preoccupazione per Frattesi, uscito malconcio per infortunio. Inzaghi ne ha parlato così: «Ho voluto accertarmi. Era stato straordinario, ma aveva crampi. Oggi era entrato, è uno dei più penalizzati, perché sta avendo un ottimo rendimento. Sta giocando parecchio ultimamente, è un elemento importante e anche i compagni lo sanno. Sarebbe un peccato perderlo perchè è straripante».

Su Bastoni invece non poteva mancare un elogio: «Non posso che parlarne bene. Alessandro (Bastoni) con me in due anni e mezzo avrà sbagliato solo una o due partite su centoventicinque. È un calciatore veramente di un’intelligenza unica, è innamorato dell’Inter e siamo contenti di lui. Mi dispiace per l’ammonizione, perché è importantissimo. Si riposerà e dovrà essere pronto per la prossima».

Sulla corsa scudetto non spende molte parole: «No, i titoli sono pochi, per ora. Ce n’è stato uno solo con la Supercoppa a gennaio. Ora c’è da pensare al Genoa che verrà agguerrito per vincere e fare la sua partita». 

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