Inter-Atlético Madrid (1-0): analisi tattica e considerazioni

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Notte europea da sogno per l’Inter che batte l’Atlético Madrid nella gara d’andata degli ottavi di Champions League dopo una prova straordinaria che sarà oggetto della nostra analisi tattica. Decide l’incontro la rete di Arnautović, entrato a inizio ripresa al posto dell’infortunato Thuram. L’austriaco fallisce diverse occasioni, ma al 79′ centra la porta, regalando un’immensa gioia a tutta San Siro. Gli spagnoli, con alcune defezioni prima e durante la partita, provano a limitare i danni giocando a intermittenza, ma finiscono per calare e cadere preda dei nerazzurri. Andiamo dunque a gustarci questo trionfo dell’Inter ai danni dell’Atlético Madrid attraverso il racconto dell’analisi tattica. Non prima, però, di aver dato un’occhiata alle scelte di formazione dei due allenatori.

Inzaghi vara ovviamente il 3-5-2 con solo due novità rispetto alla partita contro la Salernitana. Si tratta dei due esterni di centrocampo, rimpiazzati da Darmian e Dimarco. Per il resto tutti confermati. Quindi Sommer tra i pali, linea difensiva guidata ancora da De Vrij, affiancato da Bastoni e Pavard, in mediana Çalhanoğlu con Barella e Mkhitaryan. Infine, coppia d’attacco inamovibile Thuram-Lautaro Martínez.

Il Cholo risponde con un assetto perfettamente speculare con l’unica incognita riguardante il reparto avanzato. In porta c’è Oblak, terzetto arretrato guidato da Giménez con i braccetti Hermoso e Witsel. I quinti sono Molina e Lino, mentre la zona centrale è presidiata da Koke in cabina di regia e dalle mezz’ali De Paul e Saúl. Davanti, stante la partenza dalla panchina di Morata, viene adattato Llorente nel ruolo di punta assieme a Griezmann.

Analisi tattica Inter-Atlético Madrid, primo tempo: bene i nerazzurri, ma regna l’equilibrio

L’analisi tattica della partita tra Inter e Atlético Madrid ci restituisce due squadre che, pur schierandosi nella stessa maniera, affrontano in maniera opposta l’impegno. I nerazzurri sono molto più costanti e cercano di imporre il proprio ritmo con manovre avvolgenti. Gli ospiti, invece, sono più bloccati e si limitano a qualche situazione intermittente, preoccupandosi soprattutto di non concedere spazi.

È in virtù di ciò che gli uomini di Simeone si dispongono con un ordinato e serrato 5-4-1 in fase di non possesso. Griezmann rimane da solo in avanti a portare pressione ai primi portatori di palla di Inzaghi, mentre Llorente si abbassa sulla linea dei centrocampisti fungendo da laterale mancino. L’attaccante francese si occupa in prima battuta di schermare Çalhanoğlu, lasciando però un comodo giro-palla ai tre centrali, che possono così avviare l’azione. Diverso atteggiamento è invece riservato alle due punte, con Witsel e Giménez prontissimi a uscire e a braccarle con arcigne marcature, impedendo loro di ricevere fronte alla porta.

Inter-Atlético Madrid (1-0): analisi tattica e considerazioni

Arginata l’uscita sulle punte, l’Atlético non si fa problemi ad abbassare il proprio baricentro, schierandosi a protezione della propria trequarti. L’Inter ha così modo di guadagnare metri, prendendo possesso della metà campo avversaria con molti uomini. È chiaramente sugli esterni che la squadra nerazzurra prova a costruire le proprie fortune. Nei primi 10 minuti è soprattutto la corsia di destra a mettersi in luce con un attivissimo Barella, che si apre in verticale rispetto a Darmian.

Col passare del tempo si mette in moto, però, anche il binario di sinistra, dove i padroni di casa cercano di costruire la superiorità numerica aprendo la difesa spagnola. Dimarco parte largo, ma taglia dentro al campo per liberare spazio a un Bastoni molto coinvolto in fase di spinta, quasi come un terzino. Il terzo uomo in appoggio o in sovrapposizione da questa parte è poi Mkhitaryan, per attirare Witsel fuori dall’area di rigore e concedere un po’ di libertà in più agli attaccanti.

Qualche sussulto dalla squadra di Simeone

L’Inter è tonica e determinata, anche se impiega un po’ a trovare modi per servire le proprie punte, anche per via di un’insolita imprecisione nelle rifiniture. Thuram riesce a essere innescato soprattutto in velocità, quando la squadra recupera velocemente palla e ribalta il fronte con immediatezza. Più difficile è, invece, la gara per l’Atletico, che senza una punta di ruolo fatica ad affacciarsi in avanti. Griezmann come sempre abbassa il proprio raggio d’azione per aiutare Koke e De Paul nella prima costruzione, mentre l’altra mezz’ala Saúl si alza per allungare la squadra. 

Inter-Atlético Madrid (1-0): analisi tattica e considerazioni
Marcus Thuram, incontenibile con i suoi strappi in campo aperto.

Dopo un inizio di sofferenza sul pressing forte dei nerazzurri, gli uomini del Cholo cominciano a trovare ristoro palleggiando. Gestendo il pallone, gli spagnoli guadagnano campo e riescono a trovare il proprio pupillo in zone del campo dove può essere più pericoloso. Ad esempio alle spalle dei centrocampisti di Inzaghi. Dentro l’area, però, la supremazia interista è pressoché assoluta, per cui le poche azioni manovrate degli ospiti si concludono con un nulla di fatto. 

Analisi tattica Inter-Atlético Madrid, secondo tempo: cambi determinanti

Nella ripresa, il copione dell’analisi tattica di Inter-Atlético Madrid non cambia. A variare, però, sono alcune pedine importanti. I nerazzurri perdono Thuram per un problema all’adduttore, sostituito da Arnautović. Simeone deve invece rinunciare a Giménez, al posto del quale entra Savić. Il danno maggiore lo subiscono proprio gli spagnoli. Witsel va ad occupare la posizione di centrale difensivo, ma senza l’uruguayano l’atteggiamento della retroguardia madrilena cala drasticamente.

Il reparto arretrato del Cholo non riesce più ad accorciare sulle punte di Inzaghi come accadeva nel primo tempo e così possono dialogare tra di loro oppure essere servite direttamente, anche con palla lunga. L’Inter riprende immediatamente il comando delle operazioni, ma stavolta arriva con maggiore facilità a concludere le azioni, anche se purtroppo mai in maniera precisa. 

Il tecnico argentino non tarda a inserire Morata al posto di Saúl, aumentando il peso offensivo dei suoi e dirottando Llorente da mezz’ala destra. L’ingresso dello spagnolo alleggerisce la pressione sui Colchoneros, perché viene incontro offrendo sponde ai compagni, con Griezmann e Lino ricevitori preferiti. È dalla fascia sinistra, infatti, che arrivano gli unici pericoli del secondo tempo per Sommer con qualche iniziativa dentro l’area dell’esterno brasiliano.

Simeone ha però bisogno di forze fresche anche dietro e così al 68′ manda dentro Reinildo e Barrios per Molina ed Hermoso. Il mozambicano prende il posto di braccetto di sinistra, il classe 2003 viene a fare la mezz’ala, mentre Llorente cambia ancora ruolo, finendo come esterno di destra. Inzaghi risponde subito inserendo Carlos Augusto e Dumfries per i due quinti e pochi minuti dopo anche Frattesi per Mkhitaryan. Con l’energia dei nuovi innesti e un Atlético che non riesce più a ripartire (stante anche l’infortunio di Girezmann), l’Inter domina negli ultimi 20 minuti, macinando occasioni su occasioni.

Quella vincente arriva però al minuto 79. La difesa spagnola gestisce malamente un innocuo pallone sulla pressione dell’ex centrocampista del Sassuolo, che frutta un prezioso recupero lanciando in porta Martínez. Il Toro viene stoppato da Oblak, sulla cui respinta però Arnautović riesce a trovare la rete, consegnando una vittoria preziosissima al popolo nerazzurro.

Inter-Atlético Madrid (1-0): analisi tattica e considerazioni

Inter-Atlético Madrid, le considerazioni finali

Concludiamo questa nostra analisi tattica di Inter-Atlético Madrid con qualche riflessione

I nerazzurri proseguono il loro momento d’oro, conquistando la nona vittoria consecutiva considerando tutte le competizioni. La squadra di Inzaghi vince con ampio merito, anche se può recriminare per un risultato troppo stretto rispetto a quanto costruito. Aver portato a casa questa sfida d’andata rappresenta un passaggio importantissimo, tanto in ottica ritorno, dove ci sarà comunque da faticare, quanto per la credibilità internazionale che ormai questa squadra continua a consolidare legittimamente  partita dopo partita, a suon di grandi prestazioni.

Per gli spagnoli, invece, le trasferte di Champions in Italia continuano a essere indigeste, soprattutto quando si giunge alla fase finale della competizione. Sebbene ci fosse qualche attenuante, la squadra del Cholo ha fatto vedere troppo troppo poco per sperare di cavarsela con un risultato accettabile in casa della formazione più forte d’Italia, nonché vice-campione d’Europa. Sicuramente per la gara di ritorno c’è da attendersi tutt’altro Atlético, sia per il fattore-stadio sia per il recupero della miglior forma da parte di alcuni uomini-chiave. In primis lo stesso Morata.

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