Inter-Bayer Leverkusen (2-1): analisi tattica e considerazioni

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analisi tattica Sassuolo-Atalanta

L’Inter accede alle semifinali di Europa League battendo il Bayer Leverkusen con il risultato di 2-1. Una partita molto tesa, con i neroazzurri per larghi tratti superiori, ma che non riescono a chiudere il match, lasciando ai tedeschi margini per provare a rimettere la gara in parità. Alla fine, il parziale ottenuto dopo i primi 25 minuti tiene fino all’ultimo e gli uomini di Conte possono festeggiare il passaggio del turno. Il tecnico salentino si è dichiarato soddisfatto al termine della gara, pur sottolineando quanto sia importante blindare il risultato. Di seguito l’analisi tattica della sfida tra Inter e Bayer Leverkusen.

Classico 3-5-2 per la squadra milanese: linea a 3 con Godin confermato al posto di Skriniar. In mezzo, nessun trequartista: in campo ancora Gagliardini, che agisce da quinto di centrocampo. In attacco, solito tandem Lukaku-Lautaro.

4-2-3-1, invece, per Bosz. Il tecnico olandese deve rinunciare a S.Bender, gemello del capitano, infortunatosi durante il riscaldamento. Al suo posto Tah. Davanti, Havertz schierato a destra, ma con licenza di muoversi senza vincoli su tutto il versante offensivo.

Primo tempo: Inter parte forte, il Bayer accorcia

L’inizio della gara è molto intenso: l’Inter parte fortissimo, sfruttando gli spazi aperti dal grande lavoro di Lukaku, a mani basse il migliore in campo. Molto interessante l’intesa tra l’attaccante belga e Young: da questa combinazione nasce la rete del 2-0 in cui si possono notare l’assistenza dell’esterno e la grande caparbietà del centravanti, che subisce fallo da rigore ma riesce ugualmente a insaccare. Poco prima, rete di Barella che nasce da una corta respinta della difesa tedesca.

In generale, la tendenza è cercare per vie verticali Lukaku o Lautaro, agendo sugli esterni con minor costanza rispetto al solito.

Inter-Bayer Leverkusen (2-1): analisi tattica e considerazioni

Dopo il grande sforzo iniziale, la squadra neroazzurra lascia campo agli avversari, che ne approfittano immediatamente grazie ad Havertz: come anticipato, gioca praticamente senza una reale collocazione tattica, agendo liberamente. Non trova però molta collaborazione dai compagni. Diaby offre qualche spunto ma niente di concreto.

Sul risultato di 2-1 da segnalare un episodio rivisto al VAR: l’arbitro Del Cerro assegna il penalty all’Inter per presunto tocco di braccio di Sinkgraven, che in realtà evita il contatto col pallone.

Secondo tempo: gara tesa, ma alla fine la spunta l’Inter

Nella ripresa girandola di cambi, i quali non modificano fondamentalmente l’assetto tattico delle due squadre.

L’Inter approfitta degli innesti per costruire alcune ghiotte occasioni: Eriksen ispira ma Sanchez non riesce ad approfittare del preciso taglio del danese. Anche nella ripresa il ruolo di Lukaku è vitale: il belga lotta costantemente per creare varchi e sfruttare al meglio la sua fisicità.

Il Bayer Leverkusen prova ad andare maggiormente all’attacco ma la migliore chance arriva su un tiro dalla distanza di Demirbay respinto da Handanovic. Merito indubbiamente della tenuta difensiva dell’Inter: superba la prestazione di Godin.

Da segnalare gli interventi del portiere Hradecky. Molto interessanti le sue uscite a tu per tu con il tiratore: si abbassa e riesce a coprire un ampio specchio della porta, limitando notevolmente i danni.

Inter-Bayer Leverkusen: le considerazioni finali

L’analisi tattica della gara disputata a Dusseldorf tra Inter e Bayer Leverkusen ha evidenziato alcuni elementi già intravisti nei due schieramenti.

L’importanza di Lukaku come punto di riferimento è stata ancora una volta confermata: l’abile lavoro dell’ex United, unito ad un ritrovato Lautaro e all’apporto di Young e Barella, hanno contribuito alle reti risultate decisive.

Importante anche l’ingresso di Eriksen, che offre sicuramente molta più imprevedibilità dal punto di vista tecnico.

Nei tedeschi, oltre al già citato portiere, molto bene il capitano Bender: tenace, è stato uno dei più brillanti e vivaci. Bravissimo Havertz, che ha fatto il possibile.

Il risultato ha rispecchiato l’andamento della gara, anzi, il passivo avrebbe potuto essere molto più largo in favore dell’Inter, che dopo 10 anni ritrova le semifinali di una competizione europea.

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