Inter-Getafe, le dichiarazioni di Conte alla vigilia

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Concluso il campionato con il secondo posto a un punto dalla Juventus, l’Inter di Conte si prepara alla sfida secca contro il Getafe negli ottavi di Europa League. I nerazzurri si tuffano nuovamente in campo europeo dopo il lungo stop. La gara con gli spagnoli sarà in turno unico, come deciso dalla UEFA per terminare le competizioni continentali nel minor tempo possibile e senza grandi stravolgimenti. Si gioca, come è noto, senza pubblico e in una sede unica, in questo caso la Germania (la Champions in Portogallo). Inter-Getafe si giocherà domani sera alle ore 21,00 alla “Veltins Arena” di Gelsenkirchen, lo stadio “astronave” casa dello Schalke 04.

Dal punto di vista della condizione e della fiducia, l’Inter si presenta alla sfida col Getafe nel migliore dei modi. Il finale di campionato è stato un crescendo per i nerazzurri, che hanno chiuso la Serie A con otto risultati utili consecutivi e tre vittorie contro Genoa, Napoli e Atalanta. Resta forse qualche rimpianto per non aver centrato il grande obiettivo, ovvero lo scudetto: la Juve ha concluso in testa al campionato con un solo punto in più dei nerazzurri. Lukaku e compagni hanno lasciato qualche punto di troppo per strada, soprattutto nelle gare casalinghe del post lockdown contro Sassuolo e Bologna. Senza dimenticare il pareggio di Verona arrivato quasi in extremis.

A preoccupare, invece, sono le dichiarazioni di Conte nel post gara con l’Atalanta. Il tecnico non ha risparmiato bordate, più o meno indirette, alla società rea di non aver difeso l’operato della squadra e dell’allenatore quando attaccati dai detrattori. La successiva telefonata di Conte con il presidente Zhang è stata l’occasione non tanto per ricucire quanto per una tregua, utile a disputare la coppa nel migliore dei modi. Dopo, ci saranno tanti nodi da sciogliere per il futuro nerazzurro del tecnico.

Inter-Getafe, Conte: «Conta il noi, non l’io. Europa League importante per tutti»

Alla vigilia di Inter-Getafe, ecco le parole di Antonio Conte in conferenza stampa. «L’Europa League non è importante solo per me bensì per tutti noi, per l’Inter. Qui conta il “noi” e non l’ “io”. Bisognerà dare il massimo, non sappiamo dove ci porterà ma quello che conta è non avere rimpianti. Abbiamo la giusta pressione, quella che avevamo per finire il campionato nel migliore dei modi nonostante l’abbia vinto qualcun altro. La nostra pressione è stata recuperare posizioni in classifica e mantenerle. Abbiamo dimostrato che questa squadra sta facendo tanti miglioramenti, soprattutto nelle gare contro Genoa, Napoli e Atalanta. Di questo sono contento, e spero che la partita di domani sia un ulteriore passo per confermare quello che stiamo facendo, aldilà del risultato».

L’allenatore salentino è soddisfatto per il campionato della sua squadra e punta a proseguire fino in fondo il cammino in Europa League. «La squadra ha raccolto i punti che ha meritato, anche se in questo campionato puoi seminare poco e raccogliere tanto o viceversa. A conti fatti, penso che abbiamo raccolto qualcosa in meno ma è giusto aver chiuso con 82 punti in classifica. E’ stato un campionato positivo, abbiamo fatto tanti progressi da ogni punto di vista e ora ci giochiamo questa competizione, che per noi è importante. Vincere l’Europa League? Sarebbe sicuramente utile, vincere aiuta a vincere: i successi portano autostima e convinzione, aumentando la consapevolezza nei propri mezzi».

L’analisi sugli spagnoli: «Squadra ostica, gli avversari fanno sempre fatica»

Il tecnico nerazzurro fa il punto sull’undici spagnolo allenato da Josè Bordalas. «Siamo pronti, ci aspetta una gara ostica contro un avversario duro. Mi aspetto una partita sporca e dunque anche noi dovremo sporcarci, ma la squadra è ormai matura per calarsi in gare come questa. Abbiamo studiato molto il Getafe, è una squadra forte che ha giocato partite poco spettacolari anche contro le big spagnole. Gli avversari, però, hanno sempre fatto fatica. Giocano con palle lunghe e seconde palle. Bisognerà meritare il passaggio del turno, andremo avanti solo se saremo più bravi di loro».

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