Inter-Juventus (1-1): analisi tattica e considerazioni

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analisi tattica Sassuolo-Atalanta

Il derby d’Italia numero 242 tra Inter e Juventus, che chiude la nona giornata di serie A, si conclude sull’1-1. La partita è stata intensa ed emozionante fino alla fine, anche se non esattamente spettacolare. Di seguito l’analisi tattica di Inter-Juventus.

L’Inter scende in campo col consueto 3-5-2 e cambia tre uomini rispetto alla partita di Champions. In mezzo al campo ritrova il posto da titolare Hakan Calhanoglu, impiegato al posto dell’influenzato Vidal. Completano il centrocampo Brozovic e Barella, con Perisic e Darmian sugli esterni. Si ricompone il terzetto difensivo davanti ad Handanovic formato da Skriniar, De Vrij e Bastoni, quest’ultimo al posto di Di Marco. In attacco confermata la coppia Dzeko-Lautaro Martinez.

La Juventus risponde con un apparente 4-4-2. Anche qui ci sono alcune novità rispetto all’impegno europeo infrasettimanale. In difesa ritrovano il posto da titolari Alex Sandro e Chiellini, mentre McKennie viene confermato in mezzo al campo accanto a Locatelli. In avanti, Allegri schiera Kulusevski al fianco di Morata, lasciando un po’ a sorpresa Chiesa in panchina.

Primo tempo: l’Inter gioca meglio e chiude in vantaggio

Le squadre si affrontano con uno schieramento tattico pressoché speculare, perché la Juventus, in fase di non possesso, abbassa Cuadrado sulla linea di difesa, che diventa così a 5. A centrocampo, invece, Bernardeschi stringe la propria posizione più dentro il campo, portando così parità numerica a centrocampo. Questo fa sì che si crei un gioco delle coppie in vari punti del campo, i cui duelli divengono decisivi per le sorti della partita. Cerchiamo di capire come, attraverso l’analisi tattica di Inter-Juve.

La differenza fondamentale tra le due squadre, che emerge nella prima frazione, è l’approccio. L’Inter appare decisamente più convinta, mentre la Juventus parte col solito atteggiamento prudente. Ciò è testimoniato dalla posizione di Kulusevski che in fase di non possesso si francobolla a Brozovic per impedirgli una facile impostazione. La squadra di Inzaghi comincia allora ad affidarsi al lavoro incontro alla palla di Dzeko, in assoluto uno dei migliori, e alle incursioni sulla destra di Barella, vera spina nel fianco difensivo della Juventus. Ed è proprio su questo lato che origina il gol del vantaggio dei padroni di casa. I neroazzurri approfittano della momentanea inferiorità numerica dei bianconeri e costruiscono l’azione che porta al tiro di Calhanoglu, deviato da Locatelli, che si stampa sulla traversa e rimbalza in zona Dzeko, lesto nel ribadire il tap-in a porta vuota.

Inter-Juventus (1-1): analisi tattica e considerazioni

La Juventus gioca un primo tempo di grandissima difficoltà, soprattutto nel produrre azioni manovrate. Le uniche occasioni arrivano da situazioni di palla inattiva o su errori nell’impostazione da dietro della difesa dell’Inter. I bianconeri faticano a innescare la velocità delle punte e nemmeno Cuadrado riesce a trovare lo spunto decisivo, complice il grande lavoro di sacrificio in copertura di Perisic. Il croato si rende poco pericoloso in avanti, ma riesce ad annientare il colombiano, fornendo un preziosissimo aiuto in ripiegamento.

Secondo tempo: entra Dybala e la Juve trova il pari

Nella ripresa, la Juventus entra in campo con tutt’altro atteggiamento. L’unica variazione apportata da Allegri è quella di invertire le posizioni di McKennie e Bentancur. L’uruguayano, entrato nel primo tempo per l’infortunato Bernardeschi, passa a destra per dare copertura alle sortite offensive di Cuadrado. Il texano, invece, viene dirottato a sinistra per cercare di accompagnare l’azione e attaccare il secondo palo. Col passare del tempo, i bianconeri divengono sempre più aggressivi e cominciano a prendere in mano il pallino del gioco.

In particolare, la squadra di Allegri prova a variare le soluzioni offensive, sfruttando sia le incursioni laterali con Kulusevski prima e Chiesa poi, sia con le verticalizzazioni per Morata. l’Inter capisce che il momento è favorevole agli ospiti e così si abbassa e cerca di difendersi con ordine e ripartire in contropiede. Inzaghi decide di invertire le sue mezz’ali, portando Barella a sinistra per dar manforte alla difesa contro le sortite offensive di Cuadrado e Chiesa. La svolta per la Juventus arriva però con l’ingresso di Dybala che va a posizionarsi sulla trequarti e fa vedere di essere pienamente recuperato.

Inter-Juventus (1-1): analisi tattica e considerazioni

Verso la fine, grazie anche ai tanti cambi offensivi, la Juventus produce il massimo sforzo, schiacciando l’Inter a ridosso della propria area. Ed è proprio grazie a questa pressione insistente che la squadra di Allegri trova l’episodio per riagguantare la partita. Dumfries commette un fallo ingenuo su Alex Sandro appena dentro l’area di rigore, procurando così il calcio di rigore. Dal dischetto Dybala non sbaglia e riporta in parità il risultato.

Analisi tattica Inter-Juventus: considerazioni finali

Il pareggio è forse il risultato più giusto per due squadre che hanno dominato alternativamente la partita. Certo è che entrambe perdono l‘occasione di fare un passo decisivo in classifica, ma tutto sommato possono essere soddisfatte della prestazione.

L’Inter può sicuramente essere felice di Dzeko, sempre più capocannoniere e uomo squadra, nonché di Perisic e Barella, autori di una grande partita fatta di tanta corsa e sacrificio a disposizione della squadra. Unica nota poco lieta è la prestazione di Lautaro, apparso un po’ in ombra, mai decisivo e avulso dal gioco. La Juventus, invece, continua la sua serie di risultati utili consecutivi e ritrova un Dybala in ottima forma. Da rivedere, piuttosto, Cuadrado, autore di una partita sottotono e ben lontano dai suoi standard.

Entrambe ora devono recuperare presto le energie per prepararsi alle partite insidiose del prossimo turno. La Juventus ospita un Sassuolo decisamente in salute, mentre l’Inter fa visita all’Empoli, una delle sorprese più positive di questo inizio di stagione.

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