Inter-Real Sociedad (0-0): analisi tattica e considerazioni

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Si conclude con un pareggio a reti inviolate la fase a gironi di Inter e Real Sociedad, dopo una partita molto intensa, ma anche povera di emozioni e di cui a breve andremo a svolgere l’analisi tattica. Lo 0-0 del “Meazza” premia gli spagnoli, che chiudono al primo posto nel Gruppo E, relegando i nerazzurri alla seconda piazza. I padroni di casa pagano un atteggiamento non pienamente convincente, nonostante la necessità di vincere per assumere il comando del proprio raggruppamento e confidare così in un sorteggio benevolo per gli ottavi di finale. Tale sorte spetta invece ai baschi che, con merito, arrivano a Milano con la tranquillità di avere a disposizione 2 risultati su 3, ma comunque giocano con grande personalità e conservano il dominio per lunghi tratti di questi 90 minuti. 

Andiamo a ripercorrere la storia di Inter-Real Sociedad soffermandoci sugli spunti salienti sotto il profilo dell’analisi tattica. Prima, però, andiamo come sempre a presentare brevemente le formazioni.

Inzaghi rimaneggia solo leggermente la squadra rispetto alla trasferta di Lisbona. Tra i pali c’è Sommer, linea difensiva guidata da Acerbi, con Darmian e Carlos Augusto come braccetti. A sinistra c’è ovviamente Dimarco, mentre sulla destra spazio per Cuadrado. L’unica novità in mediana riguarda la presenza di Frattesi, con Mkhitaryan e Çalhanoğlu a completare il reparto. Davanti, scelto Sánchez come partner di Thuram.

I baschi rispondono con quello che, almeno sulla carta, viene presentato come un 4-4-2. In porta Remiro, retroguardia con la coppia centrale Le Normand-Zubeldia e i terzini Traoré e Muñoz. A centrocampo agiscono Merino e Zubimendi, con Zakharyan e Oyarzabal sugli esterni. In attacco, il riferimento più avanzato è Sadiq, accompagnato da Kubo.

Analisi tattica Inter-Real Sociedad, il primo tempo: gli ospiti dominano, ma latitano le occasioni

Non è stata la solita Inter quella vista contro la Real Sociedad, con gli spagnoli che hanno sicuramente tanti meriti, dei quali andremo ad occuparci in questa prima parte dell’analisi tattica. 

Il 4-4-2 presentato all’inizio cela invece un 4-3-3. Oyarzabal gioca a sinistra, ma molto più alto, in linea con Sadiq e Kubo, spostato largo sulla destra. A centrocampo, Zubimendi funge da regista davanti alla difesa, con Merino e Zakharyan che lo affiancano e, in fase di possesso, si alzano, come delle vere e proprie mezz’ali, a caccia di spazi tra le linee.

Inter-Real Sociedad (0-0): analisi tattica e considerazioni
Martín Zubimendi Ibáñez, fulcro del gioco basco.

Questa disposizione è in parte giustificata dalla volontà di Alguacil di attuare un pressing non soltanto molto alto e feroce, ma anche canalizzato in un’aggressione uomo su uomo. Una pressione che si uniforma in tutte le zone del campo e che per quasi tutto il primo tempo soffoca ogni tentativo di uscita dei nerazzurri.

L’Inter impiega un po’ a trovare delle efficaci contromisure al palleggio basco. In costruzione, gli ospiti partono con i 4 difensori in linea e il play a imbastire la manovra, sempre palla a terra e con grande personalità. Se necessario, una delle mezz’ali si abbassa per aiutare, oppure si va direttamente dal centravanti Sadiq, molto generoso a venire incontro e a lavorare spalle alla porta.

Sia recuperando alta il pallone, sia col palleggio, la Real Sociedad arriva con facilità nella trequarti avversaria, ma da qui in poi nascono i problemi. Abbondando giocatori molto tecnici, abituati a giocare palla nei piedi e non particolarmente strutturati fisicamente, le azioni si concludono con un nulla di fatto a causa dell’aridità di maglie spagnole in area di rigore.

Lo stesso Sadiq agisce sempre lontano dalla porta e rappresenta l’anello debole della squadra dal punto di vista tecnico. Poco incisivo e farraginoso, diviene emblema della nullità offensiva della sua squadra

La risposta nerazzurra verso il tramonto della prima frazione

L’Inter soffre molto il palleggio e l’aggressività della Real Sociedad così come abbiamo evidenziato in questa prima parte dell’analisi tattica. La squadra di Inzaghi viene soffocata dal pressing a uomo, che neutralizza anche le due punte, seguite ovunque dai centrali baschi. In fase di non possesso, invece, i nerazzurri cercano di non allungarsi troppo per evitare di aprire pericolosi spazi tra le linee e concedere incursioni e attacchi diretti all’area.

Inter-Real Sociedad (0-0): analisi tattica e considerazioni

Thuram e Sánchez si sdoppiano nell’uscire sul giro-palla tra Zubeldia e Le Normand e schermare Zubimendi, mentre Cuadrado e Dimarco sono spesso incerti nel prendere alti i due terzini per non esporre i braccetti all’uno contro uno. Soprattutto l’ex Parma, nella cui zona gravita Kubo, il più temibile e ispirato del tridente offensivo di Alguacil. 

Al di là di qualche transizione generata da errori tecnici nella gestione del pallone da parte degli ospiti, i padroni di casa faticano a proporre concretamente delle trame di gioco. Qualche sprazzo arriva sul finire del tempo, con Cuadrado che rimane più basso per avere superiorità numerica nella costruzione da dietro e trovare una punta che venga incontro. Generalmente è Thuram a effettuare questo movimento, grazie al quale riesce a scatenare la sua velocità giocando in appoggio ai compagni e attaccando poi lo spazio.

Nonostante le difficoltà di gestione, in virtù dei limiti in fase di finalizzazione degli spagnoli, la squadra di Inzaghi riesce a portare lo 0-0 all’intervallo.

Analisi tattica Inter-Real Sociedad, il secondo tempo: copione e punteggio non cambiano

Nella ripresa, il canovaccio dell’analisi tattica di Inter-Real Sociedad rimane invariato, nonostante un’illusoria parvenza di miglioramenti da parte dei nerazzurri. Gli uomini di Inzaghi provano ad alzare a loro volta l’intensità del pressing e sparigliano un po’ le carte per togliere riferimenti ai baschi. In avvio di manovra, Carlos Augusto si apre sulla sinistra, consentendo a Dimarco di avanzare. A destra, invece, Cuadrado rimane leggermente più alto, ma viene a giocare più internamente, quasi da centrocampista aggiunto.

Per riprendere in mano la partita, Alguacil, poco dopo l’ora di gioco, inserisce un palleggiatore in mezzo al campo, Turrientes, in luogo di Sadiq. La Real si ridisegna con Oyarzabal punta centrale e Zakharyan ala sinistra. Il cambio sortisce gli effetti sperati e gli ospiti riassumono il comando delle operazioni. Senza un attaccante di peso, però, la fase offensiva si sbilancia in maniera monotematica tutta sulla corsia di destra, dove agisce Kubo. Il classe 2001 è un’autentica spina nel fianco e quando converge puntando l’area di rigore crea non poche apprensioni. 

Inzaghi, al 64′, risponde con un triplo cambio che porta al rinnovamento totale dell’attacco, con gli innesti di Arnautović e Lautaro per Sánchez e Thuram, assieme a Barella che rileva Mkhitaryan. Il Toro agisce ovviamente da centravanti che va in profondità, mentre l’austriaco gli gira alle spalle per legare il gioco. Il rebus per il tecnico piacentino rimane comunque sempre la corsia mancina con lo scatenato giapponese. Per cercare di limitarlo, al 77′ viene mandato dentro Bastoni al posto di Dimarco, con Carlos Augusto spostato a fare il quinto.

Contemporaneamente, tra le fila basche entrano anche Elustondo e Magunazelaia ai posti, rispettivamente, di Zubeldia e Zakharian. Con lo 0-0 che non accenna a schiodarsi, i due allenatori varano nel finale le ultime mosse offensive. Alguacil chiude con un vero 9, inserendo Carlos Fernández. L’Inter, invece, nel recupero, si sbilancia alzando Bastoni e portando Acerbi in attacco. Nemmeno questi accorgimenti si rivelano però sufficienti a superare la parità.

Inter-Real Sociedad, le considerazioni finali

Concludiamo questa analisi tattica di Inter-Real Sociedad con qualche riflessione. In una sfida dal peso specifico rilevante, i nerazzurri non riescono a tirar fuori quella voglia e quella determinazione necessarie. Nel primo tempo, la squadra di Inzaghi è stata quasi sempre fuori dalla partita. Nel secondo, quando a sprazzi si è intravisto qualcosina di più con l’ingresso di Lautaro, non è comunque stata in grado di fare la sua partita. Quella in cui domina in lungo e in largo, con la qualità del suo centrocampo e il coinvolgimento degli esterni. Un po’ troppa intermittenza per una squadra che, giocando in casa, con una vittoria avrebbe potuto regalarsi un destino meno tortuoso nel prosieguo della competizione.

Dal canto loro, gli spagnoli ottengono il massimo col minimo sforzo. Una squadra che incarna appieno lo spirito calcistico iberico, con tanta personalità, ricerca del gioco palla a terra e con tanti tocchi, ricca di talento e perizia tecnica che vuole dominare e dettare i ritmi. Unica pecca la penuria offensiva! Poco importa però per un club, tornato nella massima manifestazione continentale dopo 10 anni e che dopo 20 andrà a giocarsi nuovamente un ottavo di finale. Conquistato con merito e da prima della classe.

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