Inter-Sampdoria, la conferenza stampa dello staff di Conte

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In vista di Inter-Sampdoria, match della 35^ giornata di Serie A in programma domani, non c’è mister Antonio Conte in conferenza stampa ma tutto il suo staff, autore dello scudetto nerazzurro dopo 11 anni assieme al tecnico salentino. Un allenatore da solo non può nulla senza il lavoro dietro le quinte di collaboratori e preparatori. Per questa ragione, oggi la scena in conferenza stampa è tutta per loro in quanto artefici del tricolore assieme all’allenatore, ai giocatori e alla società.

Inter-Sampdoria, in conferenza parla lo staff di Conte. Il vice Stellini: «Scudetto grandissima emozione»

Queste le parole del vice-allenatore Cristian Stellini: «La conquista dello Scudetto è una grandissima emozione, il giusto premio per tutti i sacrifici affrontati e per il periodo difficile passato da tutti. Purtroppo non eravamo insieme quando è arrivato il momento della vittoria, ma al fischio finale di Atalanta-Sassuolo si è sprigionata tutta la nostra gioia. Io sono sempre stato un tifoso dell’Inter fin da bambino, quindi approdare all’Inter per me è stata un’emozione grandissima, sprizzavo gioia da tutti i pori. La società aveva bisogno di un allenatore vincente: l’obiettivo era lontano, sapevamo che volevamo raggiungerlo e tutto il nostro lavoro è stato in funzione di quello. Conte è bravissimo in questo e trascina tutte le persone attorno a sè, facendo avvicinare l’obiettivo».

Il collaboratore tecnico Gianluca Conte: «Alle vittorie non ci si abitua mai, è come se fosse la prima volta. Questa vittoria è da dedicare ai tifosi e alla società. I giocatori si sono sacrificati davvero tanto per raggiungere questo obiettivo, il mister ci ha inculcato una grande cultura del lavoro. Lavoro con Antonio da 13 anni e sono abituato al suo modo di vivere la partita. Lui è un passionale, sappiamo benissimo che se potesse scenderebbe in campo con i ragazzi, in panchina è come un leone in gabbia. Questa passione lo travolge e cerca di trasmetterla».

Le parole di Vanoli e Pintus

Il collaboratore tecnico Paolo Vanoli: «Per me lavorare all’Inter e vincere uno Scudetto rappresenta un sogno che cullavo fin da bambino. La bellezza di questo lavoro è il confronto tra tutti i componenti dello staff. Il mio compito è seguire un po’ la fase difensiva e cercare di far crescere il singolo. Non è facile giocare con una difesa a tre, ci sono concetti da interiorizzare. Le soddisfazioni maggiori sono arrivate quando entrava un giocatore che, nonostante fosse stato poco impiegato, ha sempre fatto bene come Ranocchia e Kolarov, ma ce ne sono tanti altri».

Il preparatore atletico Antonio Pintus: «L’emozione per questa vittoria straordinaria è molto grande: ho associato la vittoria dello Scudetto alla nascita dei miei due gemellini. Le basi di questo successo sono state messe già nella scorsa stagione: abbiamo sfruttato il periodo di lockdown per lavorare da casa, con un lavoro ogni due giorni via zoom, quando cercavamo di tenere la condizione, pur allenandoci nei salotti di casa. Post-lockdown non abbiamo fatto una vera e propria preparazione ma un richiamo, cercando di sfruttare qualsiasi momento per lavori individuali con i giocatori, anche nei post-partita. Un grazie ai giocatori che si sono messi sempre a disposizione, anche in allenamenti post-partita alle ore 23, quando non è facile allenarsi. Lukaku? Ha una fisicità e potenza impressionante, 100 kg di muscoli: come diceva il mister, Romelu è assimilabile a un giocatore di football americano».

Inter-Sampdoria, in conferenza lo staff di Conte. Coratti e Bruno: «Si fa fatica a descrivere queste emozioni»

Il preparatore atletico Costantino Coratti: «Faccio fatica a descrivere le sensazioni che provo in questo momento a parole. Voglio ringraziare tutti, specialmente il mister e i ragazzi che mi hanno dato l’opportunità di arrivare a questo traguardo, di provare questi sentimenti così forti e importanti. Non c’è stato un momento particolare che ci ha portato a ottenere questi risultati che riteniamo molto buoni, ma il lavoro giornaliero e la voglia di migliorarsi ogni giorno».

Il preparatore atletico Stefano Bruno: «Descrivere l’emozione per la vittoria di un campionato non è facile. Per me è stata grandissima perchè sono interista fin da bambino e ho fatto un percorso lungo per raggiungere questo traguardo. Il merito è di tutti quelli che lavorano nella società perchè per vincere ci vuole tanto sacrificio e stando dentro sai quanto sacrificio serve. Io ho iniziato la mia carriera di pari passo con mister Conte: era il 2007, lui era ad Arezzo io a Livorno, poi siamo stati insieme a Bari. Oggi non è lo stesso allenatore di 13 anni fa per certi aspetti ma la sua ossatura è quella. Ha sempre mantenuto la caratteristica del lavoro, ha sempre lavorato per un unico risultato, ora è cambiato per l’esperienza che l’ha portato a capire molte cose».

I preparatori dei portieri Bonaiuti e Castelli

Il preparatore dei portieri Adriano Bonaiuti: «L’emozione è grande perchè dopo anni qui all’Inter in cui abbiamo sofferto abbiamo raggiunto un obiettivo incredibile, grazie al mister che ci ha trasmesso il sapore di dover vincere. Per chi gioca a calcio vincere lo scudetto è incredibile, c’è una felicità immensa. Viene in mente il percorso fatto per raggiungerlo, tanto sacrificio e lavoro dentro e fuori dal campo, quindi condividerlo con i tifosi è stupendo. Handanovic? Se parliamo di numeri personali Samir ne ha fatti tanti in questi anni ma vincere è qualcosa di diverso, è il coronamento del lavoro fatto in questi anni».

Il preparatore dei portieri Paolo Castelli: «È stata una gioia immensa. Ho avuto la fortuna di vivere il mondo Inter da ragazzo nel Settore Giovanile, da tifoso allo stadio, da allenatore del Settore Giovanile in seguito. Ora ho avuto la fortuna di aver vissuto questa esperienza con uno staff di primo livello. Sono stato chiamato per un caso fortuito, l’impatto è stato forte nel passaggio, devo ringraziare Adriano Bonaiuti perchè mi ha dato sempre appoggiato e supportato. Mi ha facilitato molto il lavoro, è stata un’esperienza grandissima avere a che fare con portieri di questo livello e un allenatore come Adriano. Vedere come ricercano la perfezione durante l’allenamento, come si lavora sul particolare».

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