Inter-Shakhtar Donetsk (5-0): analisi tattica e considerazioni

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analisi tattica Sassuolo-Atalanta

L’Inter accede alla finalissima di Colonia battendo 5-0 lo Shakhtar Donetsk in semifinale. Una vittoria convincente tanto sotto il profilo della dimensione del risultato quanto per il gioco proposto. In particolare, dopo il vantaggio siglato da Lautaro Martinez, i neroazzurri hanno schiantato gli avversari con un secondo tempo da urlo. L’argentino è stato il migliore in campo ma tutta la squadra è apparsa grintosa e vogliosa di vincere. Di seguito l’analisi tattica della sfida tra Inter e Shakhtar Donetsk.

Conte ha schierato il suo solito 3-5-2, rinunciando ancora una volta ad Eriksen. Centrocampo più robusto con Gagliardini e Barella al fianco di Brozovic. Godin preferito a Skriniar e Lu-La imprescindibile davanti.

Castro ha invece optato per un 4-2-3-1 spavaldo, puntando tutto sul quartetto offensivo potenzialmente estroso e imprevedibile.

Primo tempo: la rete di Lautaro sblocca il match.

La prima frazione di gioco è molto tesa ed equilibrata: l’Inter prova con dei lanci lunghi da centrocampo ad innescare i due riferimenti offensivi; dall’altra parte, gli ucraini provano a giocare nello stretto sfruttando l’elevato tasso tecnico degli elementi d’attacco.

Un clamoroso errore nel rinvio da parte di Pyatov apre la strada a Barella, che affonda e crossa per la testa di Lautaro, che non fallisce di testa.

Il centrocampista sardo è la vera spina nel fianco nei primi 45 minuti: interviene su ogni palla vagante e le sue incursioni creano diversi pericoli alla difesa avversaria.

Lo Shakhtar fa tanto possesso palla e prova a scardinare Godin e compagni agendo nello stretto, ma l’unica occasione vera arriva con un tiro dalla distanza di poco alto.

Chiave tattica principale è il pressing altissimo della squadra interista, capace di limitare le azioni d’attacco e di portare spesso all’errore gli avversari.

Secondo tempo: l’Inter prende il largo.

Nella ripresa c’è solo l’Inter: la squadra neroazzurra, dopo aver rischiato sul colpo di testa di Moraes, esce fuori e mostra una superiorità tecnica pazzesca.

La seconda rete è frutto di un preciso corner battuto da Brozovic e dall’ottimo inserimento di Danilo D’Ambrosio, lasciato colpevolmente libero di battere a rete dal diretto marcatore.

Poi, Lautaro si erge a protagonista assoluto: prima segna la rete che chiude definitivamente i giochi, poi offre l’assist a Lukaku con una bella giocata che consente di evitare di lanciare in fuorigioco il compagno.

Il quinto centro è il manifesto dello strapotere fisico neroazzurro: il belga palla al piede riesce a segnare con apparente semplicità, mettendo il sigillo ad un incontro dominato.

Analisi tattica Inter-Shakhtar Donetsk: le considerazioni finali.

Uno Shakhtar troppo morbido ed un’Inter molto pressante: queste, in sintesi, potrebbero essere le chiavi di lettura del match.

Gli ucraini hanno dei talenti importanti in rosa ma non sono mai venuti fuori. Troppo possesso palla e pochissima aggressività in campo (appena tre i falli commessi in novanta minuti).

I neroazzurri hanno invece convinto sotto tutti i punti di vista. La superiorità della squadra è apparsa totale. Ultimo atto prima di acciuffare il trofeo in programma venerdì 21 agosto alle ore 21. Avversario il Siviglia, club vincitore di ben cinque edizioni della Europa League.

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