Home estero Israele-Irlanda, il 3-0 passa in secondo piano: i gesti degli irlandesi

Israele-Irlanda, il 3-0 passa in secondo piano: i gesti degli irlandesi

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Israele-Irlanda, il 3-0 passa in secondo piano: i gesti degli irlandesi

Alla fine si è giocata, Israele e Irlanda sono scese in campo a Debrecen per la sfida di Nations League, ma la presenza della nazionale irlandese è arrivata al termine di un confronto interno tutt’altro che semplice. La squadra ha discusso a lungo sulla possibilità di disputare l’incontro e, alla vigilia, i calciatori hanno votato nello spogliatoio. Tra chi ha mantenuto una posizione contraria c’è stato Gavin Bazunu: il portiere ha deciso di lasciare il ritiro e di non partecipare alle partite.

I gesti prima del fischio d’inizio di Israele-Irlanda

La tensione si è poi trasferita sul terreno di gioco. Durante l’inno israeliano, la delegazione irlandese ha scelto di rimanere con il capo abbassato. Un’immagine che ha preceduto un’altra presa di posizione: nessun saluto tra i capitani.

Dara O’Shea e Manor Solomon non si sono stretti la mano prima dell’inizio della gara e non hanno effettuato nemmeno il consueto scambio dei gagliardetti. Un comportamento insolito, immediatamente diventato uno dei simboli della serata.

La fascia nera e il bacio di Moylan

A completare il quadro, la fascia nera indossata dai giocatori irlandesi per tutta la partita. La Federcalcio irlandese aveva spiegato che il lutto al braccio sarebbe stato portato come segno di riconoscimento per le vittime del conflitto a Gaza.

Il gesto è tornato al centro dell’attenzione al momento del terzo gol. Jack Moylan ha infatti celebrato la rete dello 0-3 baciando proprio la fascia nera. L’Irlanda ha così chiuso la serata con una netta vittoria, ma il risultato è rimasto intrecciato ai diversi messaggi lanciati dalla squadra nel corso dell’intera partita.

I segnali della nazionale irlandese sono arrivati quindi in diversi momenti della serata, costruendo un filo conduttore che è andato oltre i novanta minuti. Dalla scelta dei giocatori durante l’inno fino alla fascia indossata in campo, ogni gesto ha contribuito a rendere particolarmente delicato il confronto. Una posizione manifestata senza rinunciare alla partita, con la squadra che ha comunque portato avanti il proprio impegno sportivo fino al triplice fischio.

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