L’Italia deve ripartire dai giovani: le parole di Gravina devono diventare fatti

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L’Italia deve ripartire dai giovani: le parole di Gravina devono diventare fatti

L’Italia deve ripartire dai giovani. Dopo il disastroso Europeo, il presidente della FIGC Gravina ha tenuto una conferenza stampa in cui ha parlato anche di questo tema. “Abbiamo ragazzi straordinari che a volte non giocano nemmeno in Primavera”: così si può sintetizzare il suo intervento. Delle parole giuste e coerenti con quanto sta accadendo in Italia ma in totale contraddizione con le ultime mosse della Lega Serie A e non solo.

“L’Italia non ha giovani talentosi”: se non giocano…

Proprio come nel mondo del lavoro, anche nel calcio italiano si sta vivendo un periodo in cui l’ingresso nel mondo “professionistico” è sempre più tardivo. Questo porta, proprio come ha detto Gravina, ad avere dei giovani talentosi che “hanno zero presenze con i club”. In particolare il presidente della FIGC ha fatto riferimento alle recenti vittorie dei settori giovani degli Azzurri. “Abbiamo valorizzato le seconde squadre, ma alcune squadre Primavera hanno il 100% di stranieri. Purtroppo la ricerca continua del risultato sportivo a tutti i costi e in breve tempo non ti si concilia con la valorizzazione di questi ragazzi”.

“Avete visto l’Under 17 come ha vinto l’Europeo contro il Portogallo? Abbiamo ragazzi straordinari che a volte non giocano nemmeno in Primavera. Ma perché la federazione non può incidere su questo?. Ci sono leggi nazionali e internazionali che impediscono alcune scelte legate all’utilizzo dei giovani. È un fatto culturale: il 67% dei calciatori sono stranieri in Serie A, noi abbiamo 32-33% di selezionabili“.

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Il Lecce, che ha vinto l’anno scorso il Campionato Primavera, nella finale scudetto non contava un italiano nella formazione titolare. Sempre più spesso questo si vede anche in Serie A dove i top club hanno, a volte, 3 o 4 italiani in campo. Ma il problema maggiore, che va in pieno contrasto con le parole di Gravina, è l’innalzamento del limite d’età proprio nel Campionato Primavera 1. 

Nazionale italiana, giovani intrappolati nei settori giovanili

Dal prossimo anno le Under19 diventeranno Under20. In questo modo sempre più ragazzi rimarranno “intrappolati” nel settore giovanile senza aver possibilità di fare esperienza (anche se esistono ovviamente i prestiti) e di entrare nel mondo professionistico a tutti gli effetti. “In tutta Europa si cerca di ridurre l’età, mentre la nostra Primavera ha aumentato di un anno il limite d’età”. Questo porta ad avere una Nazionale italiana con giovani che hanno pochissimi minuti nelle gambe.

L’esempio più lampante è Camarda che, per sua fortuna, gioca in una delle poche squadre italiane all’avanguardia per il tema vivai, ovvero il Milan. L’attaccante classe 2008 gioca titolare in Primavera e dal prossimo anno sarà fondamentale nell’attacco del Milan Futuro. Il talento è innegabile e si è visto anche agli Europei U17 dove ha mostrato di essere sopra categoria. Perché non osare e dargli spazio in Serie A? Yamal e tanti altri talenti della sua età sono titolari nei campionati stranieri ma, purtroppo, in Italia la cultura calcistica è molto diversa.

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Si spera che le parole di Gravina vengano convertite in realtà il prima possibile: “Coltivare i vivai non è un costo, ma è un investimento: dobbiamo essere tutti d’accordo su un progetto di valorizzazione dei giovani“.

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