Italia, Donnarumma contro la Spagna e i fischi

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Per Gianluigi Donnarumma a San Siro stasera ci sarà un avversario in più da fronteggiare con la sua Italia oltre alla Spagna. I fischi dei tifosi rossoneri, infatti, potrebbero essere copiosi per la vicenda PSG avvenuta in estate. 

Donnarumma-Italia, un’accoglienza rumorosa

La Curva Sud rossonera ha preparato uno striscione per “accogliere” alla Scala del Calcio il classe 1999. Su di un ponte, lampeggia la dicitura “A Milano non sarai più il benvenuto, uomo di m…“. Si preannuncia, dunque, uno scontro di fuoco, con i suoi ex beniamini, che già in passato avevano mostrato rabbia nei suoi confronti. L’episodio risale all’estate 2017, quando con la coppia Mirabelli-Fassone l’accordo per un rinnovo sembrava più che lontano. Nel campionato Europeo Under-21, in quell’occasione, piovvero banconote sul malcapitato guardiano ex Milan, con il nuovo nomignolo “Dollarumma” sempre più gettonato. Un soprannome che per alcuni sembra più che mai essere tornato attuale.

A tal proposito, l’ex allenatore di Milan e Juventus, tra le altre, Fabio Capello, ha commentato la vicenda. “Se Donnarumma ha chiesto di non essere fischiato a San Siro spero venga accontentato, perché ha dato un contributo importante per il titolo europeo. Però voglio dire una cosa Donnarumma è stato irriconoscente verso il Milan andando al PSG. Per tutto ciò che il che il club aveva fatto per lui e la famiglia quando era ragazzino. Avrebbe dovuto comportarsi diversamente“. Il tutto mentre all’ombra della Tour Eiffel è costretto a fare da sparring partner a Keylor Navas, spesso alternandosi a lui nelle scorse gare. Una mancanza di continuità, che finora il talento sembra trovare solo con la maglia dell’Italia. Quell’Italia che lo ha issato nell’olimpo della gloria di Euro 2020

Tuttavia, Gigio ha spesso dimostrato di essere forte, spazzando via le critiche e rispondendo a suon di prestazioni. Da quel lontano 25 ottobre del 2015, il suo debutto appena 16enne contro il Sassuolo, ne è passata di acqua sotto i ponti. Sono cambiati allenatori, tempi, situazioni. Qualunque cosa sia successa nella sua vita sportiva, lui ha sempre risposto con la sua arma migliore: le parate.

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