Italia femminile-Belgio (0-1): De Caigny condanna le azzurre

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Italia femminile-Belgio (0-1): De Caigny condanna le azzurre

Serviva una vittoria all’Italia femminile contro il Belgio per qualificarsi, e invece è arrivata una sconfitta per 1-0 firmata da Tine De Caigny. Una bella conclusione della centrocampista nella ripresa condanna le azzurre all’eliminazione. Con tanto di ultimo posto in classifica, in un girone non così tanto ostico, Francia a parte. La Nazionale allenata da Serneels se la vedrà con la Svezia nei quarti. Un’uscita piuttosto prematura dalla competizione per le nostre ragazze, viste le aspettative (forse un po’ troppo alte?) che ne hanno accompagnato la fase di preparazione. Purtroppo, anche stasera si sono ripetuti sinistramente i medesimi spettri emersi nelle altre due partite. Proviamo a ripercorrere questa serata negativa per i nostri colori nel nostro approfondimento del match.

De Caigny e il Belgio piegano l’Italia femminile

Innanzitutto, non possiamo esimerci dal fare i complimenti alle nostre avversarie. Senza giocate scintillanti, né colpi incredibili, il Belgio conquista la qualificazione grazie alla semplicità e alla capacità di sfruttare le incertezze avversarie. Qualità che invece noi non abbiamo saputo mettere a frutto. E così, al minuto 49, Tine De Caigny colpisce con una bella conclusione e affossa le speranze dell’Italia femminile.

De-Caigny Italia femminile-Belgio (0-1): De Caigny condanna le azzurre

Con la Francia per lunghi tratti in vantaggio contro l’Islanda, alle nostre avversarie sarebbe bastato anche il pareggio. La possibilità di avere a disposizione due risultati su tre e, soprattutto, la mancanza di pressione o comunque di dover dimostrare necessariamente qualcosa, consente al Belgio di approcciare con maggiore tranquillità. La squadra alterna il giro palla paziente dei difensori con la verticalizzazione immediata verso le esterni offensive. Una gestione semplificata da alcune giocatrici-chiave in punti nevralgici del campo.

Su tutte, Vanhaevermaet, signora incontrastata del centrocampo, e la fuoriclasse Wullaert. Quest’ultima gioca buona parte della prima frazione all’altezza del centrocampo, per aiutare l’impostazione contro la pressione italiana. Nella ripresa, invece, con le azzurre sbilanciate in avanti, si proietta in avanti. Solo il palo nel finale le nega la gioia del gol.

Wullaert Italia femminile-Belgio (0-1): De Caigny condanna le azzurre

Se dalla cintola in su, dunque, il Belgio può contare su giocatrici esperte e di qualità, non si può dire altrettanto della retroguardia. Nonostante questo, la squadra regge. E le motivazioni non sono da ricercare soltanto nei demeriti delle nostre. A fare la differenza è anche l’estremo difensore Evrard. Sempre attenta e reattiva ad opporsi ai nostri tentativi e a coprire i buchi della propria linea. 

Il Belgio, in virtù di questo successo, chiude il gruppo D al secondo posto, alle spalle della Francia, con 4 punti. Affronterà pertanto nei quarti la Svezia, nella gara in programma venerdì 22 luglio alle ore 21.00 (CET).

Italia, che succede?

Come dicevamo nell’introduzione, anche stasera emergono delle incertezze, divenute ormai ataviche in queste uniche 3 partite disputate. Errori che purtroppo ci conducono ad un’eliminazione arrivata troppo presto rispetto al nostro vero potenziale. Cerchiamo di condensare gli elementi determinanti venuti a galla anche contro il Belgio.

A differenza delle sfide con Francia e Islanda, non si può dire che l’approccio delle azzurre sia sbagliato. Concediamo relativamente poco alle nostre avversarie, ma non per questo non paghiamo dazio. Col gol di De Caigny, l’Italia femminile registra una statistica poco confortante contro il Belgio: quella di essere andata in svantaggio in tutte le gare di questo Europeo. Dover sempre inseguire nel punteggio sottrae energie, sia fisiche che, soprattutto, psichiche. Eppure non dobbiamo attendere lo schiaffo del gol subito per cambiare passo. Già nel primo tempo, infatti, le azzurre danno, a tratti, l’idea di poter essere pericolose.

Un altro elemento su cui vale la pena riflettere è di natura tattica. Bertolini manda in campo la terza formazione diversa in 3 gare. Come sempre, le rotazioni più importanti riguardano il reparto avanzato. Girelli e Bonansea tornano titolari. A sorprendere, invece, è l’esclusione di Sara Gama. La nostra c. t. vuole puntare sull’estro dell’esterna bianconera e sulla fantasia di Giugliano, schierata da mezz’ala, ma poi avanzata nel corso della gara da trequartista fra le linee in una sorta di 4-2-3-1.

Giugliano Italia femminile-Belgio (0-1): De Caigny condanna le azzurre

La scelta ha una sua ratio, dato che il Belgio aveva dato segnali di difficoltà difensiva sugli esterni contro l’Islanda. Fino all’interruzione del cooling break, però, la Nazionale non dà l’impressione di poter dominare tecnicamente e mentalmente la partita. Subiamo la pressione a centrocampo e siamo approssimative nella gestione della palla e nelle scelte.

Poi, una mossa che ci dà una leggera scossa. Inversione di fascia per Bonansea e Bergamaschi, ed ecco che iniziamo a trovare maggiore fluidità, proprio sugli esterni.

La reazione dell’Italia femminile al gol di De Caigny

Nella ripresa ci giochiamo il tutto per tutto. Prima con l’intraprendenza di Bonfantini. Poi, dopo il gol di De Caigny, l’Italia femminile riempie ulteriormente l’area con l’ingresso di Giacinti, sacrificando Simonetti.

Il monologo azzurro dell’ultima mezz’ora produce tante conclusioni, ma nessuna veramente pericolosa. Eccezion fatta per la traversa di Girelli. L’affannoso forcing azzurro ha in Bonansea la sua perfetta fotografia esplicativa. Tanta stanchezza e un po’ di confusione, che comportano poca lucidità e mancanza di qualità. E, di conseguenza, errori non forzati e qualche buona chance sciupata.

Bonansea Italia femminile-Belgio (0-1): De Caigny condanna le azzurre

L’Italia continua a impinguare il proprio arsenale offensivo. Entrano Sabatino, Caruso e anche Cernoia, negativizzatasi dal covid da pochissimo. Il tempo scorre e l’ansia e la fretta ci conducono ad errori evitabili e, soprattutto, a non sfruttare ripartenze importanti. Non è tanto la quantità, né il peso dell’attacco azzurro a non incidere. Il grande assente del nostro Europeo è il killer instinct. Quella capacità che hanno le grandi squadre di colpire alla minima occasione e di affondare psicologicamente l’avversaria. 

Senza lucidità, idee chiare e qualità, però, è impossibile metterlo in atto. La partita dell’Italia si chiude con dati statistici altisonanti. Ma quelli che raccontano la dura e amara verità di questa sconfitta e che sono sintomi delle nostre lacune sono essenzialmente due. I corner, ben 12, senza però creare il ben che minimo pericolo. I fuorigioco, 4: troppi per una squadra che avrebbe bisogno di maggiore concentrazione, tempismo e coraggio per raggiungere l’obiettivo.

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