Italia-Turchia, Spallletti dobbiamo preoccuparci?

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Il pareggio del Dall’Ara contro la Turchia non è un buon segnale per l’Italia di Luciano Spalletti che, dopo quattro giorni di ritiro, sembra aver bisogno di una quadra. Uno 0-0 che pone dei dubbi, anche se il mister predica calma e aspetta la partita contro la Bosnia.

L’Italia non va in rete contro la Turchia, Spalletti predica calma

Il Renato Dall’Ara fischia e i tifosi tornano a casa annoiati da un’Italia-Turchia terminata 0-0 e che in una sera di giugno diventa un esotico Cagliari-Empoli di Serie A. Una partita noiosa con 2 tiri in porta per ciascuna delle compagini e poca intensità, anche se Luciano Spalletti dice tutt’altro. Per carità, è solo un amichevole, ma qualcosa si pretendeva di comprendere in vista di un Europeo in Germania dove non siamo favoriti, ma almeno dovremo provare a difendere il titolo con le unghie e con i denti.

Spalletti senza Barella e Scamacca prova il 4-2-3-1 o 4-2-1-3 con Pellegrini avanzato nella trequarti, sostenuto da Jorginho e Cristante. Nonostante la presenza di due registi, la palla gira poco in maniera fluida, Chiesa e Orsolini non incidono, mentre la difesa per fortuna non si lascia impensierire da una Turchia imprecisa e poco in partita. Retegui non riesce a prendere bene la mira e a leggere i cross, mentre vicini al gol ci vanno Pellegrini su punizione e Cristante con un palo di testa su calcio d’angolo battuto dalla destra.

Nel secondo tempo Spalletti si gioca le carte Zaccagni e Cambiaso, adattato esterno alto come provò Allegri contro la Lazio. Si rimane sul 4-2-3-1. Il primo quarto d’ora sembra vedere una squadra diversa che tiene bene la palla e va anche vicina al gol con Retegui e Zaccagni. La Turchia impensierisce poche volte Vicario, ma in difesa sembra essere tutto a posto, anche se Mancini dovrebbe stare più sereno.

Gli ultimi venti minuti sono un’agonia per entrambe le tifoserie. La partita non decolla e l’ultimo lampo dell’Italia è quello di Raspadori prima del fischio finale. Da sottolineare l’utilizzo della difesa a 3 con l’ingresso di Calafiori e con Cambiaso spostato esterno con Di Lorenzo.

Note positive di Italia-Turchia: occhio a Fagioli 

La Turchia sicuramente è un avversario da non sottovalutare in vista dell’Europeo, perché c’è chi la considera una sorpresa e chi una mina vagante. Una squadra che vanta uno dei migliori centrocampisti d’Europa (Calhanoglu), talenti come Yildiz o Guler, ma anche vecchie conoscenze come Celik o Demiral

Il fatto di non aver preso gol probabilmente è positivo, anche perché Vicario viene impegnato giusto due volte e anche gli avversari non riescono a mirare bene. Magari servirebbe più attenzione e la necessità di commettere meno falli.

Italia-Turchia, Spallletti dobbiamo preoccuparci?

2/4 della Roma hanno giocato bene. Cristante in qualche modo è stato propositivo recuperando palloni e nel primo tempo prima tentando l’assist per Retegui e poi con il palo allo scadere. Pellegrini invece ha sbagliato poco, è stato vicino al gol con un tuffo di testa, ma dimostra atteggiamenti da leader (speriamo la botta al ginocchio non sia grave). Bene anche Fagioli, che rispetto a Jorginho pulisce bene i palloni e riesce a cambiare molto bene lato, ma che potrebbe essere utile anche ipotizzando una costruzione dal basso.

Note negative di Italia-Turchia: Chiesa dove sei?

Eppure Montero sembrava averlo resuscitato chissà con quale stregoneria, ma ieri sera non c’è stata alcuna vampata di Chiesa. Attualmente ci affidiamo a lui perché sappiamo il suo potenziale e perché senza Berardi, la fantasia probabilmente è poca. Magari è solo un calo, non allarmiamoci per un’amichevole. 

Mancini rispetto a Bastoni è stato poco tranquillo, troppi errori, anche se è l’unico dei difensori che giochi sia a tre che a quattro nella Roma. Magari può diventare fondamentale sfruttarlo per i lanci in avanti, un po’ come Bonucci, ma purtroppo è un’ipotesi.

Zaccagni ha l’occasione di andare all’europeo, ma non sembra sfruttarla al massimo. Spalletti conosce le sue qualità, ma ieri sera è durato giusto 10, sbagliando anche il possibile gol del vantaggio. Eppure avremmo bisogno dell’attaccante visto nell’annata 2022/2023.

Retegui è sembrato un pesce fuor d’acqua. Male davanti porta, intraprendente, ma non decisivo. Troppi errori per un attaccante che vuole contendersi la titolarità con Scamacca. L’argentino sarà utile e ha delle qualità importanti, ma servirà una scossa prima di andare in Germania.

Dimarco e Di Lorenzo saranno probabilmente i titolari, ma dovranno essere pronti. Ieri sera il capitano del Napoli è sembrato poco connesso, mentre il capitano dell’Inter stanco e poco capace di attaccare.

Italia-Turchia, Spallletti dobbiamo preoccuparci?

Conclusioni

È solo un’amichevole e il campo della Germania parlerà a tempo debito. Spalletti l’unica cosa che adesso deve fare è scegliere un modulo: che sia il 3-4-2-1, che sia il 4-3-3, ma serve dare un’identità a questa squadra. Probabilmente il suo undici titolare ce l’ha e queste partite gli servono solo per completare i convocati, ma ci aspettiamo di più. Quando saremo in Germania ci sarà qualcosa in ballo e sicuramente l’atteggiamento sarà diverso.

Probabilmente questa Nazionale ha bisogno di leader, quindi saranno fondamentali Donnarumma e Barella (assenti ieri sera), aggiungendo anche Pellegrini. L’obiettivo è dare il massimo e puntare al massimo. Non possiamo pretendere che Spalletti faccia magie in pochi mesi, quindi riponiamo la nostra fiducia nel nostro condottiero senza esagerare con critiche senza senso. Diamogli il tempo di forgiare la corazzata, d’altronde ci ha messo due anni per portare il Napoli a vincere lo scudetto.

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