Jovetic sfida il suo passato: in finale di Conference c’è la Fiorentina

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Jovetic sfida il suo passato: in finale di Conference c’è la Fiorentina

La serata di mercoledì 29 Maggio, ad Atene sarà sicuramente speciale vista la finale di Conference League in programma per Olympiakos e Fiorentina, ma lo sarà un pò di più per Stevan Jovetic che si troverà a sfidare il suo passato. 

Il montenegrino infatti, in una delle serate più importanti della sua carriera si troverà di fronte la squadra che l’ha lanciato nel grande calcio. E per cui ha ancora oggi una riconoscenza ed un amore incredibili, come dimostrato nelle sue dichiarazioni. 

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Il 34enne nativo di Podgorica infatti, ha dichiarato che in caso di gol nonostante l’importanza della sfida, non esulterebbe. Questo gesto, che comunque i tifosi viola si augurano di non dover vivere, vale tantissimo nel calcio odierno. E che va a ripagare il pubblico di Firenze per tutto l’amore dato al fantasista in passato.

Una serata storica per entrambe le squadre dunque, che mette però un pò di ansia in più in Jovetic. Per Jo-Jo infatti, qualunque sia l’esito del match, ci sarà da convivere con sentimenti contrastanti

Jovetic, ecco i numeri nella Fiorentina in attesa della sfida in finale di Conference

La carriera di Jovetic inizia a livello professionistico nel lontano 2006, data in cui esordisce in Serbia con il Partizan, dove gioca fino al 2008. Lì viene notato ed acquistato dalla Fiorentina, dove diventa un leader tecnico in pochissimo tempo, nonostante abbia solo 18 anni. 

L’intuizione del DS Corvino si rivela vincente fin da subito, appena superati i primi mesi di fisiologico ambientamento.

Veloce, rapido nei dribbling, tecnico e freddo sotto porta impiega pochissimo per far innamorare il pubblico fiorentino. E al tempo stesso lui si innamora di Firenze, dove resta per ben 5 anni, disputando ottime partite. 

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A frenarlo sono solamente alcuni gravi infortuni, che lo costringono spesso a rimanere a guardare i compagni dalle tribuna dello stadio. Quando gioca invece, è semplicemente inarrestabile e trascina la Fiorentina a grandi traguardi. Come la qualificazione in Champions League nella stagione 2009-2010, dove fa sognare tutta Firenze con giocate da urlo. 

I 40 gol realizzati in 135 partite, con notti magiche come contro il Liverpool e il Bayern Monaco, danno l’idea della forza del montenegrino. Un giocatore stellare che lascia la Fiorentina ormai uomo, per andare a vincere nel Manchester City, ma che non ha mai smesso di amare i viola

Jo-Jo, un soprannome che è parte della sfida tra il montenegrino e il suo passato

Arrivato ragazzino a Firenze, Jovetic viene soprannominato per via del suo cognome e data la sua grande abilità a far sparire e riapparire il pallone alle spalle dei marcatori avversari, Jo-Jo

Il soprannome, che prende inevitabilmente spunto dal famoso giochino chiamato Yo-Yo per cui il disco lasciato cadere torna indietro appeso a un filo, è perfetto per indicare questa partita. 

La finale di Conference League infatti, chiude un cerchio nella carriera e nella vita del calciatore di Podgorica. Ironia della sorte proprio come uno Yo-Yo, il filo della memoria si riavvolge e Jovetic si ritrova ragazzino appena arrivato a Firenze.

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I ricordi ci saranno sicuramente fino a pochi minuti prima del calcio d’inizio e torneranno nel post partita. Nel mezzo per 90′ o forse 120′ più rigori, Jovetic e la Fiorentina saranno avversari, ma mai nemici. Perchè l’amore che lega le due parti è troppo, e neanche un match così importante può spezzare il filo di questo legame.

Con la possibilità non troppo remota poi che il montenegrino possa decidere di vivere a Firenze tra qualche anno, appesi gli scarpini al chiodo. Perché appunto, come per uno Yo-Yo, i giri che può far fare la vita sono molteplici, ma poi alla fine si torna dove si sta bene. E Jo-Jo a Firenze è sempre stato benissimo.  

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