Juventus-Atalanta (2-2): analisi tattica e considerazioni

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Pareggio emozionante con gol tra Juventus e Atalanta nell’impegno domenicale delle ore 18:00 della giornata 28 di campionato, di cui a breve andremo a svolgere l’analisi tattica. Un punto ciascuno che però non accontenta nessuna delle due squadre, soprattutto quella bianconera che, in virtù della vittoria del Milan sull’Empoli nel pomeriggio, si ritrova ora al terzo posto. Dopo qualche difficoltà iniziale, gli uomini di Gasperini passano in vantaggio nella seconda metà della prima frazione grazie all’esecuzione magistrale di uno schema su calcio di punizione. Koopmeiners finalizza l’azione col suo preciso mancino. Nella ripresa, la Vecchia Signora ha un sussulto d’orgoglio e trascinata da Chiesa e dalle assistenze di McKennie agguanta pareggio e sorpasso in 5 minuti con Cambiaso e Milik. Neanche il tempo di difendere il vantaggio ed ecco che i nerazzurri colpiscono nuovamente, ancora con l’olandese, che fissa il punteggio sul 2-2 finale.

Andiamo a ripercorrere i momenti salienti di questa sfida tra Juventus e Atalanta attraverso la nostra analisi tattica. Prima, però, presentiamo brevemente le formazioni.

Allegri deve fare i conti con la pesantissima assenza di Vlahović, ma recupera McKennie in extremis. Il suo 3-5-2 si compone pertanto con Szczesny tra i pali, linea difensiva guidata dal centrale Bremer e dai braccetti Gatti e Danilo. A centrocampo, Locatelli agisce in cabina di regia, affiancato da Miretti e dal texano, mentre sulle fasce troviamo Cambiaso e Iling Jr. Davanti, la coppia formata da Chiesa e Milik.

Gasperini risponde con un 3-4-1-2 fortemente rimaneggiato rispetto all’impegno infrasettimanale contro lo Sporting. Tra i pali torna Carnesecchi, mentre per la retroguardia vengono confermati Hien, come centrale, e Djimsiti, con Scalvini a completare il reparto. In mezzo al campo, accanto ad Éderson, c’è Pašalić, con Zappacosta e Ruggeri sulle fasce. In attacco agiscono Scamacca e De Ketelaere, sostenuti alle spalle da Koopmeiners.

Analisi tattica Juventus-Atalanta, primo tempo: bianconeri fatui e nerazzurri cinici

Come ogni analisi tattica che coinvolga la Juventus che si rispetti, anche in questa della partita contro l’Atalanta la prima osservazione che emerge è il buon avvio dei bianconeri. La squadra ha un atteggiamento aggressivo e tiene molto alto il baricentro per non concedere gioco facile agli ospiti. 

Locatelli e Miretti si alzano immediatamente a prendere i due centrocampisti bergamaschi a inizio azione, seguiti dalla linea difensiva. Milik va sul centrale Hien, mentre sui braccetti escono Chiesa e McKennie. Questa pressione organizzata costringe l’Atalanta, nelle prime battute, a dover scavalcare la mediana andando direttamente alla ricerca di Scamacca. Il centravanti di Gasperini, però, ha vita dura braccato dalla marcatura di Bremer (soprattutto) e di Danilo.

Juventus-Atalanta (2-2): analisi tattica e considerazioni

In fase di possesso, invece, la squadra di Allegri continua a presentare alcune situazioni ormai costanti. Ovvero sia, l’impostazione con la difesa a 4, con Gatti a destra che si apre e spinge e Iling dalla parte opposta. Proprio sul binario di destra, Cambiaso e McKennie si scambiano continuamente di posizione, cercando di garantire sia ampiezza che sostegno in area di rigore. Quello che, dalla sponda opposta, Miretti non fa mancare mai con la consueta generosità e gli ottimi tempi di inserimento. Il ragazzo classe 2003 agisce nei corridoi intermedi, talvolta da vero e proprio trequartista tra le linee, lasciando la fascia all’inglese o a Chiesa. 

Oltre alle soluzioni esterne, la Juventus cerca anche qualche traccia verticale in più, soprattutto per Milik. L’attaccante polacco, ben tenuto da Hien, viene spesso a cercare palla fuori, allontanandosi dall’area di rigore come appoggio. Nonostante i buoni propositi, però, la squadra di Allegri non riesce a macinare così tante occasioni realmente pericolose e finisce progressivamente per concedere campo anche agli uomini di Gasperini.

Juventus-Atalanta (2-2): analisi tattica e considerazioni

L’Atalanta entra in ritmo e sblocca il risultato

Per ovviare alla pressione bianconera, l’Atalanta cerca di adattarsi per far entrare in partita i propri giocatori offensivi. In particolare Koopmeiners e De Ketelaere, che si spartiscono il fronte offensivo agendo sulle zone laterali con Scamacca riferimento centrale. Per allentare il pressing e costringere la Juventus ad abbassare il baricentro, in fase di possesso Gasperini apre i braccetti, abbassando poi Éderson, e li porta su per dare sostegno esternamente ai quinti.

Con le corsie ben coperte, il belga e l’olandese possono accentrare i rispettivi raggi d’azione, dove possono rendersi pericolosi ricevendo tra le linee. I bergamaschi riescono così finalmente ad affacciarsi stabilmente nella metà campo avversaria, muovendo palla sulla trequarti e costringendo la Juventus a indietreggiare. I bianconeri sono però frettolosi di recuperare palla e questa smania talvolta non paga. Come al minuto 38, quando Bremer stende inutilmente Scamacca provocando un calcio di punizione grazie al quale gli orobici sbloccano il risultato. 

L’esecuzione è perfetta con uno schema mortifero che coglie la difesa di Allegri impreparata. Pašalić finge di calciare in porta e serve una palla rasoterra verso il centro dell’area. Dal lato debole, in cui i padroni di casa si fanno trovare clamorosamente in inferiorità numerica, sbuca Koopmeiners, completamente libero, che infila Szczesny con un mancino preciso.

Juventus-Atalanta (2-2): analisi tattica e considerazioni

Lo svantaggio subito toglie certezze alla Juventus, che non riesce a dare cenni di reazione nell’immediato.

Analisi tattica Juventus-Atalanta, secondo tempo: rimonta bianconera e pari agguantato dai bergamaschi

Nella ripresa, Allegri decide di confermare gli stessi 11, ma protagonista dell’analisi tattica di Juventus-Atalanta diventa l’estrema confusione della squadra bianconera

I padroni di casa cercano di aggredire nuovamente alti, ma i reparti sono slegati e i bergamaschi riescono a palleggiare con facilità appoggiandosi ancora sui loro fantasisti offensivi. In particolare De Ketelaere, che si abbassa molto e gode di grande libertà perché Danilo non lo segue per tutto il campo. Inoltre, con la Juventus sbilanciata e messa male tatticamente, si aprono spazi interessanti per andare in contropiede. Per questo motivo, al minuto 57, Gasperini decide di inserire Lookman per Scamacca. L’attacco nerazzurro perde fisicità, ma guadagna maggiore velocità e imprevedibilità, perché i tre giocatori offensivi non danno punti di riferimento.

Juventus-Atalanta (2-2): analisi tattica e considerazioni

I bianconeri si ritrovano sfiduciati, senza grande idee e attorniati da una miriade di imprecisioni ed errori tecnici. Nel buoi più totale, l’unica soluzione su cui appoggiarsi è quella di forzare palle in profondità per Milik, che però si rivelano inconcludenti. Non rimane dunque che aggrapparsi letteralmente alla foga, alla voglia e a qualche strappo individuale. Su tutti, emerge Chiesa, che parte dall’amata fascia sinistra e cerca di inventare una giocata per risollevare le sorti dei suoi.

La scoppiettante ultima mezz’ora

A furia di sgasate e azioni di sfondamento personali, la Juventus riesce a costruirsi qualche pertugio importante. Al minuto 66, Chiesa propizia un recupero, lanciando la transizione supportato da McKennie e Cambiaso. Il texano, ricevuta palla, imbecca in verticale il taglio dentro l’area dell’ex Genoa, che brucia Carnesecchi con un tocco di punta. È 1-1.

Stante il buon momento di Chiesa, Gasperini corre ai ripari e inserisce da quella parte Hateboer per Zappacosta, mentre Toloi rileva Scalvini. Nonostante la mossa conservativa, la Juventus sfonda ancora sulla fascia mancina, stavolta con Iling Jr. Il suo cross trova ancora McKennie, che di petto accomoda il pallone per Milik. Il polacco raccoglie l’invito e con una conclusione immediata di contro balzo trova la rete del vantaggio.

Juventus-Atalanta (2-2): analisi tattica e considerazioni

Ritrovatasi davanti nel punteggio, la Juventus acquisisce un minimo di fiducia, ma non ordine in campo e subisce un altro gol a difesa schierata. Siamo al minuto 75 e Djimsiti riesce a sfondare sulla sinistra. Bremer esce tardivamente su di lui, mentre alle sue spalle sfila Koopmeiners. L’olandese viene servito in verticale dal compagno e prima che Danilo possa arrivare fredda Szczesny con un diagonale mancino, trovando la doppietta personale e il pareggio.

Allegri rompe gli indugi e si affida agli uomini dalla panchina. Subito dopo il gol dell’Atalanta, manda dentro Nicolussi Caviglia e Kean per Milik e Miretti. Pochi minuti dopo inserisce Weah e Alex Sandro per Iling e Cambiaso, ma la mossa più significativa è l’ingresso di Yildiz per McKennie al minuto 88. Col turco si passa ad un 4-2-3-1, con Chiesa sotto punta, Weah alto a destra e Gatti e Alex Sandro terzini. La Juventus si lancia in un assedio finale che però non produce gli effetti sperati.

Juventus-Atalanta, le considerazioni finali

Concludiamo questa analisi tattica di Juventus-Atalanta con qualche riflessione.

Nuovo stop per gli uomini di Allegri che hanno perso ogni certezza e continuano a risentire di stati emotivi altalenanti. La Vecchia Signora è ormai regredita ad un fanciullo immaturo, che ha bisogno dello schiaffo per reagire, ha un atteggiamento volubile, discontinuo, frutto di un’identità non solida e che quando s’impegna, riesce anche a raggiungere buoni risultati. Semplicemente, però, non si applica mai quanto dovrebbe davvero e continua a non imparare nulla dai propri (reiterati) errori.

Pareggio che quanto meno dà morale, invece, per l’Atalanta anche in vista del ritorno di Europa League. Gasperini ha cambiato tanto nella formazione iniziale, ricevendo risposte positive per almeno un’ora di gioco. Nonostante i 10 minuti di sofferenza che hanno portato la Juventus a ribaltare il risultato, la squadra non è mai uscita dalla partita e alla prima occasione utile è tornata a colpire. Un punto che comunque non può allontanare ancora il problema trasferte per i bergamaschi.

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