Juventus-Atalanta (2-2): analisi tattica e considerazioni

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analisi tattica Sassuolo-Atalanta

La Juventus resiste agli assalti dell’Atalanta, squadra più in forma del momento, pareggiando 2-2 e ottenendo un punto importante per la lotta scudetto.

Analizziamo gli schieramenti delle due squadre e lo svolgimento tattico della partita.

Sarri ritrova i rientranti dalla squalifica De Ligt e Dybala. In difesa schierato sempre Danilo dato che Alex Sandro non ha ancora i 90′; sorpresa a centrocampo dove nel ruolo di regista gioca Bentancur al posto di Pjanic con l’inserimento di Matuidi nel ruolo di mezzala sinistra nel 4-3-3.

Gasperini perde nel riscaldamento Gosens al suo posto gioca Castagne. In attacco insieme a Zapata e Gomez spazio a Ilicic nel solito 3-4-2-1.

Primo tempo: fantastica Atalanta ma la Juve resta viva

I primi cinque minuti della Juve fanno ben sperare Sarri ma in realtà è solo un fuoco di paglia perchè i bergamaschi iniziano ad avere il dominio del gioco gestendo il possesso palla e costringendo i bianconeri a stare nella propria metà campo.

I campioni d’Italia in fase difensiva sono schierati con un vero e proprio 4-4-2 con Matuidi che si allarga per coprire Ronaldo mentre a destra si occupa della fascia Bernardeschi.

Il grosso problema dei bianconeri è la posizione di Gomez che, come ormai accade sempre quest’anno, gioca da vero playmaker abbassandosi sulla linea dei centrocampisti per fare gioco.

In pratica l’Atalanta è come se avesse sempre un passaggio facile perchè si crea una costante superiorità numerica a centrocampo anche per la velocità del possesso palla.

Il Papu non si limita a stare a centrocampo ma svaria su tutto il fronte offensivo e, da una sua imbucata, nasce il vantaggio di Zapata che spazza via fisicamente Bentancur.

Juventus-Atalanta (2-2): analisi tattica e considerazioni

La Juve si ostina a cercare il fraseggio ma la pressione alta degli orobici impedisce questo tipo di manovra; non a caso la prima chance per i padroni di casa arriva su un lancio lungo in profondità verso Dybala, decisamente il migliore dei suoi, ma la difficile conclusione dell’argentino finisce a lato.

L’unico lato positivo per Sarri è chiudere il primo tempo solo sotto di un gol con possibilità quindi di poter rimontare anche perchè difficilmente l’Atalanta potrà tenere questo ritmo.

Secondo tempo: più equilibrio ma alla fine è sempre CR7  a salvare i suoi

Effettivamente qualcosa nella ripresa cambia: la pressione della Dea diminuisce, la Juve prende fiducia e al 55′ conquista un rigore che CR7 realizza.

La partita da qui in poi è in equilibrio e i due allenatori cercano forze fresche dalla panchina: dentro Douglas Costa, Alex Sandro e Higuain nella Juve mentre Gasp cambia tutto il tridente offensivo inserendo Malinovskyi, Muriel e Pasalic.

Nelle situazioni di equilibrio possono essere decisive le giocate dei singoli ed infatti ancora con un lancio lungo (non a caso) per lo scatto in profondità di Ronaldo, la Juve sfiora il vantaggio ma Gollini nega il gol al portoghese.

Cresce nella parte finale del match l’Atalanta grazie alle energie dei nuovi entrati: se prima con Zapata si sfruttava la sua fisicità e bravura nel far da sponda, adesso con Muriel si punta sulla velocità e la tecnica. Proprio il colombiano pesca al limite dell’area l’altro neo entrato Malinovskyi che riporta in vantaggio i suoi.

Da segnalare che la Juve ha perso due volte palla nella sua trequarti nell’azione del gol prima con Douglas Costa e poi con Bentancur. Errori che con l’Atalanta non puoi permetterti.

I bianconeri non mollano e ancora su rigore al 90′ pareggiano col solito CR7 che con questa rete sale a quota 28 in campionato in altrettante partite per il 2-2 finale.

Juventus-Atalanta (2-2): analisi tattica e considerazioni

Juventus-Atalanta: le considerazioni finali

La Juventus esce da questa partita con un punto guadagnato perchè non solo tiene a distanza la stessa Atalanta ma allunga anche sulla Lazio, distante adesso otto punti.

Gli altri aspetti positivi sono la condizione di Dybala e Ronaldo che punta al record di gol di Borel (lo juventino che ne ha segnati di più in un unico campionato con 31 reti) e la solita capacità di non mollare mai.

Le note dolenti sono molte: dalla difesa che non sembra essere imperforabile alla totale assenza in zona gol dei centrocampisti. 

C’è da concludere nel migliore dei modi il campionato tenendo alta l’attenzione dato che le prossime partite saranno contro un Sassuolo in grande forma e la Lazio, in vista della Champions di agosto.

Poco da dire sulla fantastica Atalanta: doveva essere un banco di prova per la Champions e si può affermare che la squadra è all’altezza. 

L’unico appunto che si può fare è che, una partita come questa, la Dea avrebbe dovuto vincerla: ancora c’è la sensazione di una squadra formidabile in attacco ma fragile in difesa. Ma si cerca il pelo nell’uovo per un club che molto probabilmente giocherà anche l’anno prossimo in Champions League.

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