Juventus-Cagliari (2-0): analisi tattica e considerazioni

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analisi tattica Sassuolo-Atalanta

Juventus e Cagliari si affrontano nell’anticipo del martedì del turno infrasettimanale che chiude il 2021 della serie A. Grazie alle reti di Kean nel primo tempo e di Bernardeschi nella ripresa, i bianconeri si impongono per 2-0, rimanendo così in corsa per il quarto posto. Per la squadra di Mazzarri arrivano, invece, la terza sconfitta consecutiva e il penultimo posto in classifica, a testimonianza di un momento molto difficile. Diamo un’occhiata all’analisi tattica di Juventus-Cagliari, iniziando come sempre dalle formazioni iniziali.

Allegri si affida ancora al 4-3-3, con qualche variazione rispetto alla vittoria di Bologna. In porta c’è ovviamente Szczesny, con la linea difensiva completata da Cuadrado e Alex Sandro terzini e coppia centrale Bonucci e De Ligt. A centrocampo, si rivede dal primo minuto Arthur in cabina di regia, con Bentancur e Rabiot ai suoi lati. Davanti, il tridente è composto da Morata riferimento centrale e Bernardeschi e Kean sugli esterni.

Mazzarri cambia ancora modulo e schiera un 4-4-1-1. Davanti a Cragno giocano Bellanova, Zappa, Ceppitelli e Carboni. A centrocampo Dalbert e Lykogiannis partono sulle fasce, con la coppia centrale costituita da Gatti e Deiola. In attacco, Joao Pedro è l’unica punta, supportato da Pereiro che gioca alle sue spalle.

Primo tempo: la Juventus macina gioco e chiude in vantaggio

L’analisi tattica di Juventus-Cagliari ci mostra due squadre che vivono un momento diametralmente opposto e che si riflette nel diverso atteggiamento in campo. Mazzarri predispone una squadra molto prudente. Pereiro ha il preciso compito, in fase di non possesso, di francobollarsi ad Arthur, mentre sugli esterni a centrocampo giocano di fatto due terzini per cercare di contenere la superiorità della Juventus in quella zona del campo. Per tutto il primo tempo, i sardi mantengono le due linee di difesa e centrocampo molto compatte, evitando di concedere corridoi verticali.

La Juventus, invece, non trovando molti spazi centralmente, cerca sfogo sugli esterni, anche attraverso il prezioso lavoro di Morata, che viene incontro a fare gioco. Mentre a destra Bernardeschi si accentra per liberare la fascia alle discese di Cuadrado, a sinistra i bianconeri attaccano con le combinazioni tra Alex Sandro e Rabiot, che si sovrappone e attacca lo spazio lasciato libero da Kean quando va a riempire l’area. La squadra di casa riesce così a prendere possesso della partita con manovre avvolgenti, ma fatica a rendersi veramente pericolosa.

Juventus-Cagliari (2-0): analisi tattica e considerazioni

Col passare dei minuti, i bianconeri perdono un po’ di brio, specialmente Morata, che dopo un buon inizio e tanto movimento va via via spegnendosi. Intorno al minuto 37, per ravvivare lo spagnolo, Allegri decide di invertirlo di posizione con Kean, ma in realtà a beneficiare della mossa del tecnico livornese è lo stesso giocatore classe 2000. Pochissimi minuti dopo, infatti, si fa trovare pronto a deviare di testa un tiro-cross di Bernardeschi, battendo Cragno e portando la Juventus in vantaggio.

Secondo tempo: ancora tanta Juve, ma con qualche pericolo in più

Nella ripresa, la Juventus estremizza i concetti tattici proposti nel primo tempo. Bernardeschi gioca stabilmente in mezzo al campo, praticamente in posizione da trequartista. Kean continua a fungere da riferimento centrale, mentre Morata, confermato a sinistra, comincia finalmente a ricevere palloni fronte alla porta, potendo così puntare la difesa con la sua velocità. Ad aggiungere vivacità alla squadra ci pensa poi McKennie, entrato al posto di Rabiot, che va subito a posizionarsi in linea con gli attaccanti e a portare superiorità numerica sulla sinistra.

Il ritmo dei bianconeri rimane alto, il palleggio è veloce, i giocatori si muovono tanto e occupano gli spazi giusti. Nonostante la mole di gioco costruita, però, la squadra spreca qualche occasione di troppo per chiudere la partita. A metà tempo, gli uomini di Allegri calano leggermente l’intensità e iniziano a concedere qualche sbavatura di troppo in difesa. Il Cagliari prova ad approfittarne e trova il modo di rendersi pericoloso, soprattutto grazie alle costanti discese e ai cross di Bellanova. Mazzarri, allora, decide di giocarsi la carta Pavoletti, per dare più consistenza al suo attacco, con Joao Pedro alle sue spalle.

Juventus-Cagliari (2-0): analisi tattica e considerazioni

La Juventus risponde invece cercando di sfruttare gli spazi che i sardi concedono. Per questo Allegri ritorna a un 4-3-3 più canonico, facendo entrare Kulusevski al posto di Kean. Lo svedese va a posizionarsi a destra, con Bernardeschi a sinistra, ma stavolta stabilmente largo sulla fascia, e Morata centravanti. La mossa produce i suoi frutti, perché al minuto 83 i bianconeri recuperano palla a metà campo e avviano un fatale contropiede finalizzato proprio da Bernardeschi, che batte Cragno per la seconda volta con un bel sinistro ad incrociare. Nel finale, Mazzarri potenzia ulteriormente l’attacco con l’ingresso di Keita, ma il Cagliari non riesce più a riaffacciarsi nella metà campo avversaria. 

Analisi tattica Juventus-Cagliari: le considerazioni finali

Il 2021 si chiude nel migliore dei modi per la Juventus, che centra la quarta vittoria nelle ultime 5 partite. Al giro di boa, la squadra di Allegri torna prepotentemente a dire la sua per la corsa alla zona Champions, riuscendo a rosicchiare anche due punti all’Atalanta, fermata sullo 0-0 dal Genoa al Ferraris. Nei bianconeri spicca su tutti la prestazione di Bernardeschi, giocatore rinato sotto la gestione del tecnico livornese, che dopo tre assist consecutivi, torna finalmente a segnare dopo più di un anno di digiuno. Con la sosta natalizia, la Juventus ha tempo per recuperare alcuni uomini chiave infortunati, per poter affrontare al meglio un mese di gennaio di fuoco.

Per il Cagliari, invece, la situazione si fa sempre più critica. La penultima posizione pesa come un macigno sulle spalle di Mazzarri, che non è ancora riuscito a dare lo slancio decisivo ad una squadra che può comunque beneficiare di tanto talento in rosa. Lo spogliatoio spaccato, poi, non aggiunge purtroppo serenità ad un gruppo che mostra in campo tutte le proprie paure e insicurezze. La sosta può in questo senso giovare ai sardi per cercare di ristabilire innanzitutto un equilibrio interno e cercare di ritrovare la giusta fiducia e la consapevolezza che servono per percorrere con coraggio il cammino verso la salvezza.

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