Juventus: come cambia il centrocampo col ritorno di Arthur?

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Arthur Melo si è finalmente ristabilito dall’infortunio che lo ha reso indisponibile in questo inizio di stagione. Il centrocampista brasiliano aveva rimediato una botta nel dicembre scorso nella sfida contro l’Atalanta. Nonostante il dolore cronico, era riuscito a terminare la stagione, per sottoporsi poi solo a luglio all’operazione per rimuovere la calcificazione ossea. Il giocatore, risolto il problema, si è sottoposto a una lunga riabilitazione che lo ha tenuto lontano dal campo e gli ha impedito un’adeguata preparazione alla stagione. Il giocatore si è aggregato al gruppo solo di recente ed è tornato a disposizione solo per il derby. Adesso però sembra venuto il suo momento e quindi come può cambiare il centrocampo col ritorno di Arthur?

Allegri ha ora a disposizione una nuova risorsa per il suo centrocampo. Dopo il test positivo contro l’Alessandria per mettere un po’ di benzina nelle gambe, per il tecnico livornese si presenta ora un quesito. Nella scorsa stagione, il brasiliano è stato uno dei punti fermi della squadra allenata da Pirlo. Tuttavia, ha lasciato solo intravedere degli sprazzi delle sue reali potenzialità, condendo le sue prestazioni anche di errori gravi che sono costati cari alla Juventus.

Come può cambiare il centrocampo col ritorno di Arthur?

Il brasiliano è dotato di un’ottima tecnica di base che gli consente di non perdere mai il pallone, nemmeno nelle situazioni di pressing. Arrivato alla Juve per sostituire Pjanic, Arthur ne ha essenzialmente preso il posto come regista basso davanti alla difesa. Un ruolo nevralgico e che trova nel brasiliano l’unico interprete “naturale” tra i centrocampisti a disposizione di Allegri.

Juventus: come cambia il centrocampo col ritorno di Arthur?

Finora la posizione di playmaker è stata ricoperta da Locatelli, anche piuttosto egregiamente, ma si è trattato di una soluzione temporanea in funzione proprio dell’assenza del brasiliano. È giusto domandarsi allora visto come può cambiare il centrocampo col ritorno di Arthur?

Le ipotesi sono tante, considerando anche la visione tattica piuttosto ibrida e “camaleontica” che contrassegna mister Allegri. Le opzioni vanno da una conferma dell’attuale sistema di gioco, col mero inserimento del brasiliano come titolare al posto di uno degli altri centrocampisti. Oppure si potrebbe optare per un cambio deciso di modulo.

Conferma del modulo attuale o centrocampo a 3?

Attualmente Allegri, salvo diverse disposizioni dovute ad assenze di più uomini contemporaneamente, ha trovato la quadratura del cerchio con un centrocampo a 4. Gli interpreti sono Locatelli e Bentancur centrali, Cuadrado esterno destro e l’ago della bilancia Rabiot esterno a sinistra che in fase di possesso, invece, si spinge in avanti ad allungare la squadra.

Volendo mantenere questa disposizione, Arthur prenderebbe il posto di uno dei due centrocampisti centrali, presumibilmente Bentancur. Andandosi a posizionare davanti alla difesa, rivestirebbe il ruolo di regista, consentendo così a Locatelli invece di potersi sganciare più spesso e dare manforte all’azione offensiva.

Juventus: come cambia il centrocampo col ritorno di Arthur?

Un’altra opzione potrebbe essere rappresentata dal cambio di modulo, passando a un 4-3-3 più canonico. La variazione tattica potrebbe essere una soluzione interessante, che coinvolgerebbe tutti gli uomini più in forma del momento. E potrebbe essere anche indotta da alcune assenze importanti, tra tutte quella di Rabiot fermato dal Covid, oltre ai noti Dybala e Morata. Nel nuovo assetto, Arthur fungerebbe da perno centrale dei 3, in veste di regista, con ai suoli lati le due mezz’ali Locatelli e Bentancur. Tale assetto garantirebbe grande dinamismo, con giocatori in grado sia di accompagnare l’azione offensiva con i loro inserimenti, sia di pressare e rompere le trame d’attacco degli avversari.

Le alternative sono varie e, per una volta, Allegri può compiacersi dell’imbarazzo della scelta. Sta a lui adesso riuscire a tirare fuori il meglio dal giocatore brasiliano. Le qualità non gli mancano, ma ci sono ancora molti limiti da superare.

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