Juventus-Empoli (1-1): analisi tattica e considerazioni

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La Juventus frena in casa dopo 7 vittorie consecutive contro un Empoli tosto in una partita molto complicata di cui a breve andremo a svolgere l’analisi tattica. I bianconeri giocano per più di 70 minuti in inferiorità numerica per l’espulsione diretta di Milik e nonostante il predominio territoriale degli ospiti, riescono a sbloccare il risultato con Vlahović, sempre più uomo decisivo dai gol pesanti. I toscani però non escono dalla partita, continuano a crederci e con i cambi e gli aggiustamenti di Nicola agguantano il pareggio al 70′, firmato dal neoentrato Baldanzi, che fredda Szczesny con una precisa conclusione all’angolino. Riviviamo la storia di questo Juventus-Empoli attraverso il racconto della nostra analisi tattica. Prima però diamo un’occhiata alle scelte di formazione dei due allenatori.

I padroni di casa scendono in campo col consueto 3-5-2, leggermente rimaneggiato. Tra i pali c’è Szczesny, protetto dalla retroguardia con Bremer centrale e Gatti ed Alex Sandro ai suoi lati. Sugli esterni confermati Kostić e Cambiaso, mentre in mezzo troviamo i soliti Locatelli, Miretti e McKennie. Davanti, Milik viene preferito come partner di Vlahović.

Assetto perfettamente speculare per gli ospiti. Caprile in porta, linea difensiva guidata da Walukiewicz, affiancato da Luperto e Ismajli. Sulle fasce agiscono Gyasi e Cacace con Grassi, Maleh e Zurkowski a costituire la mediana. In attacco, il riferimento centrale è Cerri, con Cambiaghi in appoggio.

Analisi tattica Juventus-Empoli, il primo tempo: tanto equilibrio e la svolta dell’espulsione

Presentandosi in campo con il medesimo schieramento, Juventus ed Empoli finiscono per dare vita ad un’analisi tattica in cui dominano l’equilibrio e, inevitabilmente, i duelli tra omologhi in ogni zona del campo.

I bianconeri provano ad approcciare con intensità, costringendo i toscani a mantenere un baricentro basso e a difendersi col 5-4-1. La squadra di Allegri porta tanti uomini su a presidiare la metà campo avversaria. Lasciando Bremer come ultimo uomo, i due braccetti Gatti ed Alex Sandro si allineano a Locatelli, fungendo da centrocampisti aggiunti oppure sganciandosi sugli esterni per sostenere l’azione come dei terzini.

Juventus-Empoli (1-1): analisi tattica e considerazioni

Le mezz’ali, invece, agiscono affiancando Milik alle spalle di Vlahović, con i quinti subito alti in quello che si disegna come una sorta di 1-3-5-1. Mentre sulla sinistra Kostić e Miretti si distribuiscono lo spazio come di consueto, a destra Cambiaso e McKennie s’intercambiano. Il texano tende ad aprirsi, mentre l’ex Genoa prende il corridoio più interno, salvo poi ripristinare le posizioni originarie in fase di non possesso.

Gli uomini di Nicola orchestrano una manovra più immediata che ha origine dal basso, dato che i tre difensori riescono a girare palla senza troppa oppressione. Il palleggio è lineare e si sviluppa in orizzontale, per poi andare ad esplorare i movimenti ripetuti sul lato forte tra quinto e mezz’ala. Cerri viene molto incontro per offrire un appoggio, mentre l’esterno va dentro per liberare la corsia.

Juventus-Empoli (1-1): analisi tattica e considerazioni

A questo punto è la mezz’ala ad allungare la squadra attaccando la profondità. A destra questo lavoro viene svolto da Zurkowski, che parte alle spalle di Miretti e poi taglia profondo per portar via Alex Sandro. Sulla sinistra, invece, c’è Cambiaghi che prova a prendere d’infilata Gatti. L’altra mezz’ala, Maleh, orbita nelle vicinanze di Grassi nelle vesti di secondo play. 

Questa composizione tattica disegnata da Juventus ed Empoli dà luogo a tanta densità, soprattutto centralmente, e ad una partita contrassegnata da grande attenzione, almeno fino all’episodio che traccia una profonda svolta all’analisi.

Come cambia la gara con l’espulsione di Milik

Con tanta intensità e pochi spazi, la qualità e la pulizia tecniche devono essere assolutamente impeccabili. Ogni errore in tal senso può costare caro. Esattamente ciò che accade al minuto 18, quando Milik controlla male un pallone e nel tentativo di recuperarlo affonda un colpo deciso sulla caviglia di Cerri. Dopo consulto all’on field review, il direttore di gara ritorna sui suoi passi e sventola il cartellino rosso all’attaccante polacco, che lascia così in 10 uomini la Juventus.

Juventus-Empoli (1-1): analisi tattica e considerazioni

Allegri decide di non intaccare la squadra con innesti dalla panchina, ma i bianconeri finiscono inevitabilmente per soffrire per tutta la restante parte della prima frazione. L’Empoli cerca di sfruttare la superiorità numerica e il baricentro molto basso e schiacciato dei padroni di casa, assumendo di fatto il comando delle operazioni e guadagnando stabilmente metri. I toscani riescono a prendere possesso della metà campo avversaria anche con i difensori e fanno valere il palleggio. McKennie e Miretti si ritrovano così costretti ad un dispendioso doppio lavoro di uscita sull’esterno e di sostegno in mezzo a Locatelli, finendo per correre tanto senza riuscire a rompere l’azione avversaria.

Nonostante il predominio territoriale, la squadra di Nicola non riesce comunque a produrre tanti pericoli. Anche, e soprattutto, perché dentro l’area Bremer e compagni spadroneggiano. In uscita, invece, la Vecchia Signora perde un minimo di lucidità affidandosi a qualche lancio lungo per innescare l’attacco della profondità di Cambiaso, ma con esito nullo. La sensazione, però, è che i bianconeri possano far male a sinistra, dove le disattenzioni e gli errori tecnici di Gyasi aprono spazi all’intraprendenza di Miretti. Tuttavia, il classe 2003 difetta di qualità e velocità d’esecuzione. Doti che può invece garantire Yildiz, del quale la squadra sembra avere un disperato bisogno.

Analisi tattica Juventus-Empoli, il secondo tempo: i toscani svoltano con i cambi

Anche per l’avvio della ripresa i due allenatori decidono di non modificare alcunché e così il copione dell’analisi tattica di Juventus-Empoli prosegue sulla falsa riga del primo tempo. 

Nei bianconeri la catena più propositiva è indubbiamente quella destra col tandem Cambiaso-McKennie. Da una serie di belle giocate insistite dei due, i padroni di casa guadagnano un corner al minuto 50 dai cui sviluppi Vlahović va a segno. Il serbo è lesto a girare in porta una palla vagante capitata nelle sue vicinanze. 

Juventus-Empoli (1-1): analisi tattica e considerazioni

Il gol subito spinge Nicola a non indugiare troppo e con l’ausilio dei cambi rivoluziona la squadra. Al 56′ dentro Cancellieri e Baldanzi, fuori Cerri e Grassi. I toscani si sistemano con un 3-4-3 dall’attacco super leggero ed estremamente liquido. La mossa si rivela azzeccata, perché il tridente non dà punti di riferimento, è costituito da giocatori veloci e poco stanziali che si scambiano continuamente le posizioni.

La Juventus nel frattempo appare un po’ stanca e ormai si affida unicamente alle battaglie di Vlahović per tenere su qualche pallone. Il centravanti però è poco supportato, perché la squadra si abbassa sempre più, finendo per non riuscire ad alleggerire la pressione. Allegri inserisce Weah per Miretti poco prima dell’ora di gioco, spostando Cambiaso come mezz’ala sinistra.

Gli uomini di Nicola approfittano di questo calo e trovano il pareggio. Baldanzi esce dal traffico e scova uno spazio centrale al limite dell’area. Locatelli è in ritardo nell’uscita e il talento classe 2003 piazza una conclusione non violenta, ma velenosa ed estremamente precisa all’angolino.

Juventus-Empoli (1-1): analisi tattica e considerazioni

Le correzioni di Allegri

Nonostante l’inferiorità numerica, il tecnico livornese vuole la vittoria e al minuto 78′ rinnova tutta la catena di sinistra. Entrano Yildiz e Iling Jr per Cambiaso e Kostić. L’inglese fa l’esterno a tutta fascia, mentre il turco ondeggia tra la mezz’ala e la seconda punta. In fase di non possesso la Vecchia Signora difende con un 5-3-1, ma quando deve ribaltare l’azione passa alla difesa a 4, con Gatti aperto a destra.

I tentativi bianconeri sono affidati agli strappi e alle energie dei neoentrati, mentre gli ospiti provano a colpire con verticalizzazioni negli spazi concessi dalla stanca retroguardia di Allegri. I tentativi da una parte e dall’altra però non centrano gli obiettivi e così la partita si spegne sull’1-1.

Juventus-Empoli, le considerazioni finali

Concludiamo questa nostra analisi tattica di Juventus-Empoli con qualche riflessione. I bianconeri perdono subito l’occasione di poter continuare a rimanere virtualmente davanti all’Inter, quando manca solo una settimana allo scontro diretto. L’inferiorità numerica ha avuto un peso determinante, perché la squadra ha perso il pallino del gioco e col passare dei minuti si è fatta sopraffare dalla fatica. L’assenza dal primo minuto di Yildiz rappresenta sicuramente una sorpresa piuttosto inaspettata e probabilmente il turco andava rischiato già nella prima frazione

Secondo risultato utile consecutivo invece per i toscani, che dall’arrivo di Nicola sembrano stiano intravedendo un po’ di luce. La squadra si è risistemata da un punto di vista difensivo, mentre progressi vanno ancora registrati sul piano offensivo. L’esperimento col tridente leggero merita qualche altra chance, perché garantisce imprevedibilità, velocità e qualità. Questo pareggio a Torino, corroborato comunque da un’ottima prestazione, è un grande rifornimento di morale. Tuttavia, per raggiungere l’agognato obiettivo salvezza, è necessario prolungare questo rendimento. Magari affidandosi anche maggiormente a Baldanzi, il giocatore che più di tutti può accendere una scintilla con la sua personalità.

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