Juventus-Fiorentina (2-0): analisi tattica e considerazioni

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Juventus-Fiorentina (2-0): analisi tattica e considerazioni

Grazie ad una solida prova difensiva e ad una strategia di attesa e ripartenza, la Juventus batte 2-0 la Fiorentina. I bianconeri bissano il successo dell’andata e conquistano l’accesso alla finale di Coppa Italia dell’11 maggio contro l’Inter. Decisivi per la vittoria dei padroni di casa un gol nel primo tempo dell’ex Bernardeschi e uno negli ultimi scampoli di gara di Danilo. Rammarico per la squadra di Italiano che non riesce a fare breccia nella muraglia juventina, nonostante un dominio territoriale protratto a lungo. Approfondiamo insieme questo trionfo in pieno stile allegriano attraverso la nostra analisi tattica di Juventus-Fiorentina. Diamo però prima un’occhiata alle formazioni.

Bianconeri in campo col 4-4-2. Perin in porta, linea difensiva composta da De Sciglio, Bonucci, De Ligt ed Alex Sandro. Danilo ancora confermato in mezzo al campo accanto a Zakaria, con Bernardeschi e Rabiot larghi. Davanti, la coppia Vlahovic-Morata.

I toscani rispondono col 4-3-3. Dragowski tra i pali, Venuti e Biraghi sugli esterni, con Igor e Martinez Quarta centrali. Torreira in cabina di regia affiancato dalle mezz’ali Duncan e Ikoné. Cabral preferito a Piatek da centravanti, con Saponara e Nico Gonzalez sulle fasce.

Primo tempo: la Fiorentina attacca, ma la Juve colpisce

In questa analisi tattica di Juventus-Fiorentina, andiamo ad osservare attentamente quello che è il piano di Allegri. La strategia vincente del tecnico toscano prevede di lasciare l’iniziativa ai viola, difendersi con attenzione e andare a colpire in contropiede. La fase di non possesso è organizzata in maniera tale da costituire un sistema di coppie, in particolare sulle fasce. Bernardeschi e Rabiot vanno in pressione sui terzini Venuti e Biraghi. Alex Sandro e De Sciglio, invece, escono alti su Saponara e Nico Gonzalez. Un’attenzione particolare è riservata poi anche a Torreira, cervello del centrocampo toscano. In prima battuta, Morata e Vlahovic gli si posizionano davanti. Quando le punte avanzano poi sui centrali, è uno tra Zakaria e Danilo ad andare in marcatura sul play uruguayano.

Alex-Sandro Juventus-Fiorentina (2-0): analisi tattica e considerazioni

Come detto, la Juventus lascia il possesso alla squadra di Italiano e si preoccupa di tenere i reparti compatti. Per i bianconeri è fondamentale non concedere varchi centralmente e neppure la profondità. Per questo orientano il palleggio dei viola sugli esterni. In particolare sul fronte sinistro d’attacco degli ospiti, dove Biraghi spinge molto, sovrapponendosi a Saponara. L’intraprendenza del terzino è ben contenuta dall’ottimo lavoro in copertura di Bernardeschi, che all’occorrenza si schiaccia in difesa, trasformando la linea a 5. La Fiorentina cerca sempre di creare superiorità numerica esternamente sul lato forte, accentrando invece vicino a Cabral l’esterno opposto dal lato debole. 

La sensazione di avere il dominio del gioco e la necessità di vincere per centrare la finale costringono i viola a portare tanti uomini nella metà campo avversaria e a scoprirsi. Offensivamente, dunque, Allegri predispone una strategia volta all’attacco della profondità ribaltando velocemente l’azione. Gli esecutori sono Vlahovic, che galleggia sul filo del fuorigioco, e i centrocampisti, con i loro inserimenti senza palla, in particolare Rabiot. Seppur sporadicamente, i bianconeri riescono in questo modo a rendersi pericolosi, sfruttando la fisicità del centravanti serbo, che stravince il duello con Igor. Dopo i primi 20 minuti, la Juventus cresce anche sul piano dell’aggressività e della riconquista della palla. E al minuto 32 arriva il gol, sfruttando un’ottima transizione nata da un recupero di Rabiot su Ikoné. A colpire è Bernardeschi con la complicità di Dragowski.

Bernardeschi Juventus-Fiorentina (2-0): analisi tattica e considerazioni

I viola provano a reagire andando ancora alla ricerca dell’ampiezza. La corsia più solcata è sempre quella sinistra, dove Saponara mette in difficoltà De Sciglio e Duncan comincia ad allargarsi. Ma il lavoro delle due mezz’ali toscane non rende per nulla entusiasta il loro allenatore. L’assalto finale si conclude con un nulla di fatto e le squadre vanno al riposo sull’1-0 per i padroni di casa.

Secondo tempo: la Juventus resiste e la chiude nel finale

Ad inizio ripresa, Italiano è costretto a fare a meno dell’acciaccato Torreira. Al suo posto va in campo Amrabat. Il canovaccio dell’analisi tattica di Juventus-Fiorentina non cambia. Sono sempre i viola a premere, provando in tutti i modi ad aprire le maglie difensive bianconere. Gli esterni d’attacco stringono dentro al campo, liberando le corsie ai terzini. Piovono diversi palloni in area, ma le marcature della retroguardia di Allegri reggono. E quando non arrivano De Ligt e compagni, ci pensa un attentissimo Perin, determinante con alcune parate.

La Fiorentina non trova spazi. Prova allora ad alzare il baricentro, costringendo i padroni di casa ad un difficoltoso palleggio da dietro. I toscani sono aggressivi sui portatori e forzano molti errori dei bianconeri. Torreira, in particolare, gioca a uomo su Danilo, seguendolo ovunque, fino a ridosso dell’area di rigore. Faticando a gestire il pallone, gli uomini di Allegri si affidano ancora una volta all’attacco della profondità di Vlahovic. Ad accompagnare il serbo c’è sempre uno dei centrocampisti. Nel secondo tempo, si mette in evidenza Zakaria, che oltre ad un estenuante lavoro difensivo, contribuisce anche ad allungare la squadra con i suoi inserimenti nello spazio. Allo svizzero manca solo un po’ di lucidità nel centrare il bersaglio. 

Vlahovic-2 Juventus-Fiorentina (2-0): analisi tattica e considerazioni

Intorno all’ora di gioco, i viola producono il massimo sforzo. La Juventus viene schiacciata e pur continuando a non concedere varchi, inizia a trovare difficoltà in uscita. Italiano inserisce anche altre forze fresche dalla panchina. Entrano Sottil per Saponara e Callejon per Venuti. Lo spagnolo viene schierato da terzino destro, ma col preciso compito di salire e accompagnare l’azione. Allegri, invece, fa rifiatare un generoso Morata e inserisce Dybala per avere maggiore qualità nel palleggio. E infatti con l’ingresso dell’argentino, i bianconeri riescono a rimettere il naso fuori, sfruttando le combinazioni tra le punte e con gli esterni e gli inserimenti dei centrocampisti. Al minuto 79, il tecnico livornese rileva De Sciglio e manda dentro Cuadrado, più fresco per tenere Sottil nell’uno contro uno. 

Sottil Juventus-Fiorentina (2-0): analisi tattica e considerazioni

Italiano, infine, si gioca anche le carte Maleh e Piatek per Ikoné e Duncan. La Fiorentina gioca gli ultimi minuti con un assetto sbilanciatissimo. Dietro rimangono solo i due centrali e Amrabat a protezione. Davanti giocano invece in 6, con il marocchino a dare supporto alle punte e tutti gli esterni molto larghi. La Juventus si copre ulteriormente con l’ingresso di Chiellini. Il capitano entra insieme a Kean per Bernardeschi e Vlahovic. I bianconeri si difendono stabilmente a 5 e al minuto 94 trovano campo da attaccare in ripartenza. Cuadrado semina il panico sulla destra e trova al centro dell’area l’ennesimo inserimento di un centrocampista. Stavolta si tratta dell’insospettabile Danilo, che con freddezza trova la rete del 2-0. Un minuto dopo, l’arbitro Doveri fischia la fine dell’incontro. La Juventus è in finale di Coppa Italia.

Analisi tattica Juventus-Fiorentina: le considerazioni finali

In un sol colpo la Juventus ritrova la vittoria e la solidità difensiva, grazie alle quali centra la settima finale nelle ultime 8 edizioni. Un traguardo incredibile che può consentire ai bianconeri di alzare almeno un trofeo per l’undicesima stagione di fila. Il successo di stasera è firmato attraverso un caposaldo della filosofia allegriana. Ovvero sia, la capacità di stringere i denti e mantenere il risultato. Una dote insita nel DNA bianconero, grazia alla quale ha costruito la sua decade vincente. E in una partita prettamente difensiva, i bianconeri ritrovano anche il cinismo della grande squadra. Adesso che uno degli obiettivi stagionali è stato raggiunto, la Vecchia Signora deve pensare a concentrare tutti i propri sforzi nel consolidamento del posto-Champions. Per farlo, è necessario un successo nella prossima delicata sfida di Reggio Emilia col Sassuolo.

La sconfitta con conseguente eliminazione non può comunque cancellare quanto di buono fatto finora dalla Fiorentina di Italiano. Come all’andata, anche stasera i viola disputano un’ottima gara sul piano dell’atteggiamento e della mole di gioco costruita. Manca però il guizzo decisivo, la giocata vincente. Cabral non riesce a pungere, accerchiato dalla retroguardia bianconera, mentre le mezz’ali fanno mancare un po’ di qualità e di lucidità negli ultimi 20 metri. Ai toscani non resta dunque che profondere tutte le proprie energie nel campionato, per cercare di accaparrarsi un posto nell’Europa League della prossima stagione. Sulla strada dei viola c’è però una Salernitana disperata a caccia di punti salvezza.

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