Juventus-Genoa (2-0): analisi tattica e considerazioni

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analisi tattica Sassuolo-Atalanta

Nel posticipo domenicale della sedicesima giornata di campionato, la Juventus supera per 2-0 il Genoa. I bianconeri centrano così il secondo successo consecutivo, il quarto nelle ultime 5 partite. Ci pensano Cuadrado, autore di una rete bellissima direttamente da calcio d’angolo, e Dybala con un gol per tempo ad archiviare la pratica. Per i rossoblù la strada si fa, invece, sempre più in salita con la seconda sconfitta di fila e il quarto match senza trovare la via del gol. Approfondiamo l’andamento della partita attraverso l’analisi tattica di Juventus-Genoa, partendo dalle scelte dei due allenatori.

Dopo l’ottima prova a Salerno, Allegri decide di confermare il 4-2-3-1, con una sola variazione. Davanti a Szczesny sono confermati Cuadrado e Pellegrini esterni, con Chiellini e De Ligt coppia centrale. A centrocampo Bentancur e Locatelli con Kulusevski, Dybala e Bernardeschi a supporto dell’unica punta Morata.

Anche Shevchenko dà fiducia al 3-5-2, ma rispetto alla partita col Milan deve ruotare un po’ di uomini. La difesa a protezione di Sirigu è composta da Biraschi, Bani e Vazquez, con Ghiglione e Cambiaso da “quinti”. In mediana spazio a Behrami centrale e Toure ed Hernani ai suoi lati. Davanti la coppia titolare Ekuban e Bianchi.

Primo tempo: la Juventus domina, ma spreca

L’analisi tattica di Juventus-Genoa ha un copione molto chiaro fin dall’inizio e si mantiene nel corso di tutti i 90 minuti. I bianconeri dominano in lungo e in largo, martellando gli avversari col palleggio e col pressing. La squadra di Allegri tiene a inizio azione i due terzini molto alti e larghi, impostando a 3 con Locatelli che si abbassa sulla linea dei difensori centrali. Il Genoa cerca di coprire bene il campo in ampiezza tenendo i due esterni molto bassi e piazzandosi praticamente con una difesa a 5. I tre centrocampisti rimangono invece molto stretti.

Nonostante i liguri rimangano molto schiacciati e compatti, la Juventus riesce comunque a costruirsi degli spazi sugli esterni. Ciò avviene grande al prezioso lavoro senza palla dei trequartisti. Dybala è il fulcro del gioco, si abbassa per venire a giocare il pallone e dai suoi piedi e dalle sue giocate nascono le occasioni più importanti. L’argentino è particolarmente attivo sul centro-destra, dove va a creare superiorità numerica con Cuadrado e Kulusevski. A sinistra, invece, i tagli a venire dentro al campo di Bernardeschi liberano spazio per le discese di Pellegrini.

Juventus-Genoa (2-0): analisi tattica e considerazioni

Oltre alla mole di gioco costruita e alla netta superiorità tecnica, la Juventus mette sotto pressione il Genoa anche in fase di non possesso, andando a pressare in avanti a uomo contro uomo. Soffocati dal pressing, i rossoblù non riescono a ripartire e commettono svariati errori in impostazione. Il forsennante ritmo dei bianconeri li porta a produrre una marea di palle gol e a chiudere il primo tempo in vantaggio grazie a un gol incredibile di Cuadrado. La fotografia perfetta dei primi 45 minuti è il dato dei tiri complessivi, che registra un impietoso 13-0 per la squadra di casa.

Secondo tempo: il Genoa non reagisce e Dybala la chiude

Nella ripresa, il Genoa prova un timido cenno di reazione con un atteggiamento un po’ più coraggioso. Sheva non cambia nulla tatticamente, ma sprona gli esterni a salire e anche in fase di pressing prova ad alzare il baricentro della squadra. La Juventus cerca invece di congelare il ritmo facendo molto possesso palla orizzontale, ma, visto il risultato ancora in bilico, ci mette poco a tornare a macinare gioco. In particolare, la squadra di Allegri cerca qualche ripartenza e un po’ più di verticalità per colpire nello spazio lasciato libero dagli ospiti.

In particolare, è Kulusevski l’uomo più ricercato e più nel vivo del gioco. Lo svedese, con i suoi strappi e le sue accelerazioni, crea grossi grattacapi a tutto il lato difensivo sinistro genoano. Le mezz’ali non vanno a raddoppiare sugli esterni, preferendo fare densità in mezzo al campo, e quindi i giocatori bianconeri hanno vita facile nell’uno contro uno. Anche Dybala gode di grande libertà, andandosi a posizionare alle spalle del centrocampo rossoblù sempre pronto a trovarsi lo spazio per la conclusione. E al minuto 82, dopo tante occasioni sciupate anche per merito di uno strepitoso Sirigu, i bianconeri trovano il gol del 2-0 proprio con l’argentino che si inserisce bene in area e conclude con un sinistro all’angolino.

Juventus-Genoa (2-0): analisi tattica e considerazioni

Shevchenko prova ad attingere forze fresche dalla panchina, ma sempre senza snaturare l’assetto tattico dei suoi. L’ucraino alza prima il tasso di qualità del centrocampo inserendo Melegoni, Portanova e Galdames, poi fa entrare Pandev schierandolo alle spalle di Ekuban. Ma la squadra continua a fare grande fatica nel costruire occasioni e nel servire i propri attaccanti fronte alla porta. Allegri dà invece qualche minuto di riposo ai due attaccanti, mettendo dentro Kean prima e Kaio Jorge poi.

Analisi tattica Juventus-Genoa: le considerazioni finali

I bianconeri proseguono la loro risalita in classifica, approfittando con questa vittoria importante della caduta della Roma per giungere al quinto posto. Allegri ha richiesto un filotto di successi fino alla sosta per cercare di rimanere quantomeno a vista delle prime quattro. La squadra conferma quanto di buono si era intravisto all'”Arechi” col 4-2-3-1, un modulo che a Torino ricordano bene, visto che nel 2017 accompagnò la squadra a trionfare in campionato e ad arrivare in finale di Champions. Certo, l’avversaria si è rivelata piuttosto morbida, ma è uno schieramento che, con le assenze di Chiesa e McKennie, riesce ad esaltare le qualità tecniche e realizzative di Dybala. 

Il Genoa, invece, continua il suo momento complicato, complici anche le tante, troppe assenze. Nella serata di Torino, Shevchenko deve rinunciare a ben 10 uomini e sicuramente la mancanza più evidente si avverte nel reparto offensivo. Anche sul piano dell’atteggiamento, però, la squadra deve necessariamente crescere, perché appare troppo passiva e bloccata, in balia dell’avversaria. Solo uno straordinario Sirigu riesce ad evitare un’imbarcata ben più pesante. I rossoblù hanno adesso una partita delicatissima nel prossimo turno, il derby contro la Samp. Si tratta di una sfida fondamentale, che può fornire i giusti stimoli, anche emotivi, alla squadra per cercare di risollevarsi e allontanarsi dal terzultimo posto

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