Juventus-Lazio (2-1): analisi tattica e considerazioni

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analisi tattica Sassuolo-Atalanta

La Juventus vince il big match contro la Lazio per 2-1 e si avvicina sempre più al nono scudetto consecutivo.

Analizziamo gli schieramenti delle due squadre e lo svolgimento tattico della partita.

Sarri, nel solito 4-3-3, ritrova Cuadrado dopo la squalifica ma non può contare sullo squalificato Bernardeschi e l’infortunato Chiellini. Spazio quindi a Douglas Costa in attacco e Bonucci e De Ligt in difesa. A centrocampo ancora fuori Pjanic dentro dal primo minuto a Ramsey.

Inzaghi deve fare a meno di molti giocatori fra infortuni e squalifiche. L’assenza più pesante è quella di Luis Alberto; a centrocampo con Milinkovic giocano Cataldi e Parolo. In attacco accanto a Immobile c’è Caicedo visto lo stop di Correa.

Primo tempo: buona Juve ma il pari è giusto per le occasioni avute da entrambe le squadre

Sono i campioni d’Italia a prendere fin dalle prime battute le redini della partita. Il possesso palla è effettivamente lento ma bisogna tenere in considerazione il caldo e la grande umidità che inevitabilmente influisce sul gioco.

I bianconeri alla prima occasione rischiano di andare subito in vantaggio colpendo un palo, su sviluppo di una punizione, con Alex Sandro.

La manovra della Juve è buona e si nota la differenza del gioco della squadra di Sarri con la presenza di Ramsey: il gallese è l’unico centrocampista della rosa con la caratteristica di attaccare l’area buttandosi senza palla negli spazi; la difesa della Lazio però è attenta, specie per vie centrali, dove sembra funzionare la mossa di mettere come centrale difensivo Luiz Felipe, più veloce, con Acerbi spostato sul centro sinistra.

Nel centrocampo bianconero continua il momento positivo di Rabiot: il francese si dimostra in ottima forma e prova anche lui a supportare gli attaccanti con caratteristiche diverse rispetto a Ramsey. Emblematica l’azione palla al piede dell’ex Psg che lo porta ad un tiro sul primo palo sul quale Strakosha fa buona guardia.

La Lazio si fa vedere poco davanti ma è pronta ad approfittare dei possibili errori della Juve ed infatti, da una palla persa da Bentancur, Immobile scaglia un gran tiro dal limite che colpisce il palo interno.

Secondo tempo: Ronaldo avvicina i suoi al nono scudetto consecutivo

L’andamento della partita non cambia anzi la Juve cerca di aumentare la spinta e, dopo un’azione pericolosa di Dybala, conquista un rigore per fallo di mano di Bastos: rigore che Ronaldo realizza.

Sbandano i biancocelesti che continuano a girare palla lentamente. Questa lentezza comporta una pressione più agevole per la Juventus che, con un blitz dell’accoppiata Dybala-Ronaldo, ruba palla a centrocampo a Luiz Felipe consentendo a CR7 di siglare la doppietta grazie anche all’altruismo di Dybala. Per Ronaldo si tratta del trentesimo gol in altrettante partite e il cinquantesimo in Serie A: il portoghese è il giocatore più veloce a raggiungere quota 50 reti nell’era dei tre punti e l’unico nella storia ad aver raggiunto questa cifra in Premier League, Liga e Serie A.

Juventus-Lazio (2-1): analisi tattica e considerazioni
Il pressing di Dybala e Ronaldo su Luiz Felipe che porta al 2-0

Sarri sostituisce Ramsey con Matuidi per dare più copertura alla squadra ma la Juventus potrebbe anche dilagare perchè gli avversari hanno decisamente subito l’uno-due terribile; prima Ronaldo (traversa) e poi Dybala (bravo Strakosha) sfiorano il terzo gol.

Inzaghi ha poco da pescare in panchina viste le numerose assenze ma, come spesso capitato in stagione, sono i bianconeri a tenere in vita gli avversari: su un lancio lungo Bonucci lascia sfilare il pallone verso Szczesny ma, quando si rende conto che il portiere non può arrivare, colpisce Immobile: lo stesso Immobile dal dischetto riapre i conti agguantando anche Ronaldo in vetta alla classifica cannonieri.

La Lazio ci prova e solo un’ottima respinta di Szczesny su punizione di Milinkovic impedisce la rimonta.

Juventus-Lazio: le considerazioni finali

Mancano quattro punti alla Juventus per conquistare il nono scudetto consecutivo. La prestazione è stata buona, la squadra ha giocato bene ma i soliti problemi non lasciano tranquillo Sarri: i palloni persi in zone pericolose e le distrazioni in situazioni di vantaggio sono ricorrenti in questa stagione. Bisogna cercare di eliminare questi problemi perchè in Champions non ci sarà margine per recuperare questi errori. 

In attacco Ronaldo e Dybala continuano ad essere solide certezze.

Inzaghi ha poco da rimproverare ai suoi: tante assenze non hanno permesso alla sua squadra di mantenere l’alto livello che c’era prima della sosta. Forse si poteva a far ruotare di più i giocatori per prevenire gli infortuni ma la rosa è oggettivamente corta.

Comunque alla Lazio manca un solo punto per la matematica qualificazione in Champions che manca dal 2007, a dimostrazione di cosa abbia fatto quest’anno questa squadra.

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