Juventus-Lazio 2-1, Inzaghi: «Partita di grande personalità»

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La Lazio di Simone Inzaghi torna senza punti dallo scontro diretto con la Juventus e dice definitivamente addio al sogno scudetto, coltivato per gran parte del campionato. Ai biancocelesti non è bastato un buon primo tempo, chiuso in parità, per tornare a casa con punti preziosi che avrebbero garantito il pass anticipato per la Champions League, comunque ampiamente raggiungibile con i nove punti di vantaggio sulla Roma quinta a quattro giornate dalla fine. L’uno-due della squadra di Sarri all’inizio del secondo tempo ha tagliato le gambe alla compagine di Inzaghi, brava comunque a crederci nel finale dopo aver riaperto la partita ma non è bastato. La coperta corta è fin troppo evidente dalla ripresa del campionato: giocando sempre con gli stessi uomini, un calo è del tutto fisiologico. Ora i biancocelesti devono ritrovarsi e tornare a una vittoria che manca da cinque gare.

Inzaghi si complimenta con i suoi: «Uniti e compatti, abbiamo preparato la gara nel migliore dei modi»

Nel dopopartita, ai microfoni di Sky Sport, il tecnico Simone Inzaghi non ha nulla da rimproverare alla sua Lazio. «Ho fatto i complimenti ai ragazzi, siamo venuti qui con tanti problemi ma abbiamo fatto una partita di grande personalità, tenendo bene il pallone. Non commento il primo gol perché non ho ancora visto le immagini, sul secondo abbiamo sbagliato un disimpegno in uscita. Ci dispiace per tutto quello che ci è successo dopo la sosta. Alla vigilia ci siamo allenati in dodici ma quei dodici che hanno giocato erano vivi e concentrati.

I ragazzi sono stati bravissimi e la partita è stata preparata nel migliore dei modi, contro una grandissima squadra che abbiamo messo in difficoltà. Gli episodi non ci sono girati a favore, con il palo interno di Immobile, poi dopo un ottimo primo tempo entriamo in campo e prendiamo due gol. La squadra è comunque rimasta unita e compatta segnando anche il 2-1, volevamo prenderci il punto per festeggiare il ritorno in Champions dopo 13 anni».

Inzaghi spiega l’esclusione di Jordan Lukaku per scelta tecnica. «Ci sono degli orari e in uno sport di gruppo bisogna rispettarli. Ha sbagliato la settimana scorsa e anche questa, quindi da allenatore mi è sembrato giusto dare un segnale».

Il tecnico difende il suo gruppo: «Mi arrabbio se mi toccano i ragazzi…»

Il tecnico difende a spada tratta i suoi ragazzi, protagonisti di una stagione memorabile. «Quando qualcuno dice qualcosa su questo gruppo mi arrabbio. Abbiamo fatto 14 punti in più dell’anno scorso e vinto la finale di Supercoppa contro la Juventus. L’ultima volta che la Lazio è stata in Champions era il 2007. Allora la Juve era in Serie B, la Fiorentina partiva da -14 e il Milan da -8. Quindi i ragazzi non me li deve toccare nessuno».

Le difficoltà della Lazio nel periodo post lockdown non sono imputabili, secondo Inzaghi, a una preparazione non adeguata. «Leiva e Lulic hanno fatto due interventi che avrebbero dovuto recuperare in un mese e mezzo, invece non ce li abbiamo da quattro mesi. Non c’è nulla di sbagliato nella preparazione. Se Correa si rompe il collaterale dopo otto minuti con il Milan, non è sbagliata la preparazione. Poi se Marusic, Radu, Ramos e Luis Alberto alzano bandiera bianca dopo otto partite da 90 minuti, posso dire che su tre infortuni muscolari si poteva prestare più attenzione ruotando di più i giocatori. In questo momento però non posso farlo, se non mettendo qualche ragazzo della Primavera, che lottando per lo scudetto è prematuro mandare dentro».

Sul mercato: «Dobbiamo cercare di rimanere con questa squadra. Giocando la Champions avremo comunque bisogno di ampliare la rosa anche per far fronte agli infortuni e avere maggiori possibilità di cambiare. Sono sicuro che presto la Lazio tornerà a vincere».

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