
Arrivato a Torino senza particolari proclami né l’attenzione solitamente riservata ai grandi colpi ad effetto del calciomercato — complice la sua natura di centrocampista di pura sostanza e corsa rispetto a un profilo da classico bomber, unita alle attenzioni dei media concentrate in quel momento sulla virata improvvisa per Franck Kessie —, Pape Matar Sarr ha impiegato davvero pochissimo tempo a ribaltare i giudizi e le percezioni sul suo conto dal momento del suo arrivo alla Juventus.
Il calciatore senegalese ha saputo conquistare subito la profonda stima del tecnico Luciano Spalletti. L’allenatore toscano lo ha lanciato nella mischia spinto sia dalle prolungate assenze per infortunio di pedine fondamentali come Manuel Locatelli e Khephren Thuram, sia perché pienamente consapevole di trovarsi di fronte a un profilo dalle caratteristiche uniche e non replicabili all’interno dell’intero organico bianconero.
Pape Sarr-Juventus: ritmo da Premier al servizio di Douglas Luiz
Sbarcato a Torino direttamente dal Tottenham, il mediano senegalese ha portato in dote alla linea mediana bianconera un dinamismo ad alto voltaggio tipico della Premier League, rivelandosi la scossa ideale per rianimare e velocizzare la manovra nei momenti in cui il giro-palla rischia di diventare troppo stanco, lento e sterile.
Pur proponendo un gioco essenziale e privo della ricerca di giocate ad effetto, la sua straordinaria corsa inesauribile da calciatore dai “quattro polmoni” promette di farlo diventare una risorsa e una pedina chiave nelle rotazioni tattiche della squadra.
La sua generosità atletica è perfetta per garantire a un palleggiatore di qualità come Douglas Luiz la copertura difensiva e il tempo necessari per impostare il gioco e ricamare calcio a ritmi decisamente più ragionati. Sempre in movimento, Sarr pare trovarsi in più punti del campo simultaneamente: un vero e proprio antidoto alla pigrizia, capace di scuotere i compagni e trasformare rapidamente lo scetticismo estivo in un fattore determinante.

Dalla complicata parentesi al Mapei Stadium al riscatto europeo
Il primo assaggio del campionato italiano non era stato però dei più semplici: subentrato a Koopmeiners al 71′ nel posticipo contro il Sassuolo al Mapei Stadium, il centrocampista era apparso fuori contesto, visibilmente fuori condizione e incapace di lasciare il proprio marchio in un pazzo finale di gara che non aveva aiutato la squadra.
Tuttavia, la vera svolta si è verificata in Europa League durante la gara stravinta contro il NEC Nijmegen. Inserito da Spalletti nell’undici di partenza per l’esordio nella League Phase nell’ambito di un’ampia rotazione, Sarr ha sorpreso tutti rimanendo in campo per tutti i 90 minuti e smentendo le indicazioni della vigilia che lo volevano impiegato per un’ora al massimo.

Sarr e il doppio ruolo nella Juventus: crescita nei 90 minuti ed esperimento da esterno
Dopo un primo tempo ordinato ma prudente — in cui si è limitato al minimo indispensabile per coprire le spalle a Douglas Luiz e ha persino rischiato un provvedimento disciplinare per un intervento in ritardo prima dell’ammonizione comminata al rivale Monteiro —, Sarr ha preso progressivamente confidenza con il campo e con la zona nevralgica del gioco. Nel secondo tempo ha fatto valere la sua tenuta di fiato, convincendo l’allenatore a non richiamarlo in panchina.
Inoltre, a pochi minuti dal termine, si è assistito a un’inedita variazione tattica: con l’ingresso del giovane Owusu per Woltemade e lo spostamento di Kolo Muani al centro dell’attacco, Spalletti lo ha dirottato sulla fascia come esterno offensivo.
Da quella posizione inusuale, l’ex Spurs ha perfino sfiorato il gol con una conclusione larga, coronando al meglio un esordio da titolare estremamente positivo.
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