Juventus-Monza (2-0): analisi tattica e considerazioni

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La Juventus chiude la propria tormentata stagione con una vittoria davanti al proprio pubblico ai danni del Monza dopo una buona prova che sarà oggetto della nostra analisi tattica. Basta un devastante uno-due nel giro di pochi minuti poco prima della mezz’ora firmato da Chiesa e Alex Sandro. Il brasiliano sugella il suo addio alla Vecchia Signora nella maniera più redditizia possibile. Con questo successo i bianconeri si piazzano momentaneamente al terzo posto, nell’attesa che l’Atalanta completi il proprio campionato. I brianzoli, che terminano il match in 10 uomini per l’espulsione di Zerbin nel finale, non riescono invece a capitalizzare una ripresa più vivace e salutano la stagione con una tranquilla dodicesima piazza. Andiamo allora a ripercorrere i momenti salienti dal punto di vista dell’analisi tattica di questo Juventus-Monza. Non prima, però, di aver dato un’occhiata alle scelte di formazione dei due allenatori.

Juventus-Monza (2-0): analisi tattica e considerazioni

Dopo le buone risposte nel finale della sfida di Bologna, Montero decide di riproporre il tridente con Chiesa e Yildiz ai lati di Milik. In porta c’è Perin, protetto dalla retroguardia composta dal centrale Rugani e dalla combo di braccetti brasiliani Danilo e appunto Alex Sandro. La linea mediana si compone con Iling Jr e Weah sugli esterni e in mezzo Alcaraz e Fagioli a completare il 3-4-3 del traghettatore uruguayano.

Palladino risponde con un 3-4-2-1 sostanzialmente speculare. Tra i pali Sorrentino, reparto difensivo affidato a Izzo e D’Ambrosio che affiancano Pablo Marí. Coppia centrale con Gagliardini e Pessina, mentre larghi agiscono Birindelli e Pereiro. Il centravanti è Dany Mota, supportato alle spalle da Carboni e Colpani.

Analisi tattica Juventus-Monza, primo tempo: i bianconeri alzano i ritmi e costruiscono la vittoria

Intensità, ritmo e aggressività sono sicuramente gli elementi-chiave che contraddistinguono l’analisi tattica di Juventus-Monza. Chi delle due alza il baricentro per portare pressione e prendere i propri avversari in ogni zona del campo (fattore favorito da due moduli praticamente simmetrici) sposta dalla propria arte l’ago della bilancia.

Il copione della gara è piuttosto evidente fin dalle prime battute. I bianconeri cercano di condurre le operazioni con una costruzione dal basso (a 4, con Alex Sandro che si allarga a sinistra e Weah più basso a destra) e una gestione palla a terra. I biancorossi, invece, vanno di sortite in contropiede. Per entrambe le squadre risulta fondamentale il lavoro dei rispettivi centravanti, che veri e propri numeri 9 non sono. Milik viene incontro e funge da ricevitore in verticale delle uscite esterne, per poi innescare uno tra Chiesa e Yildiz, che agiscono molto dentro al campo galleggiando tra le linee ai fianchi dei centrocampisti centrali di Palladino. Dany Mota, invece, ricerca movimenti in profondità per disorientare e portare fuori Rugani, che però si dimostra impeccabile nelle chiusure rimanendo sempre attaccato al 47 lombardo

Dopo una fase di studio iniziale dai ritmi non elevatissimi, è la Juventus a prendere iniziativa con maggiore determinazione. La squadra di Montero alza il livello dell’aggressività e del pressing, mandando in grossa difficoltà l’uscita degli uomini di Palladino, incapaci anche di ribaltare il fronte rapidamente non riuscendo a innescare né Colpani né Carboni, anche loro asfissiati dalla marcatura dei braccetti juventini. Dany Mota è così costretto ad abbassare ulteriormente il proprio raggio d’azione, venendo ad aiutare il giro-palla fin dentro la propria metà campo, ma svuotando di fatto il parterre avanzato.

Intensificando la pressione, i padroni di casa recuperano palla alti e cominciano a farsi veramente pericolosi. La traversa di Fagioli al 17′ è solo un’avvisaglia di quello che si scatenerà nei 10 minuti successivi. Al 26′, un ennesimo furto nella trequarti avversaria consente a Milik di servire Chiesa, che va via vincendo un rimpallo e arriva in porta trafiggendo Sorrentino di sinistro. Appena 120 secondi dopo, una riacquisizione alta produce un calcio d’angolo. Dallo stesso arriva il raddoppio firmato dalla deviazione di Alex Sandro sul primo palo.

Juventus-Monza (2-0): analisi tattica e considerazioni

Acquisito il doppio vantaggio, i bianconeri smorzano un po’ il ritmo, concedendo più campo ai brianzoli e abbassandosi a protezione della propria trequarti.

Analisi tattica Juventus-Monza, secondo tempo: biancorossi più vivaci con i cambi

L’analisi tattica della ripresa tra Juventus e Monza viene caratterizzata da una serie di cambi che modificano gli atteggiamenti rispetto alla prima frazione. Nei bianconeri, Pinsoglio fa il suo debutto stagionale rilevando Perin. Palladino, invece, passa ad un centrocampo più dinamico e ad un attacco con maggior peso mandando dentro Bondo e Djurić ai posti di Gagliardini e Colpani.

Conseguenze di questa sostituzione sono, in primo luogo, lo spostamento di Dany Mota sulla corsia mancina e un aumento della produzione offensiva dei biancorossi. L’asse della partita viene completamente ribaltato, perché ora sono gli ospiti ad alzare baricentro e pressione, invadendo la metà campo avversaria con molti uomini.

Juventus-Monza (2-0): analisi tattica e considerazioni

In prima battuta il centravanti bosniaco funge da boa su cui appoggiarsi per poi dar sfogo sugli esterni. Da qui arrivano diversi rifornimenti per sfruttarne i centimetri dentro l’area di rigore. La Juventus, invece, cerca di sfondare a campo aperto con la qualità nell’uno contro uno dei propri fantasisti, caparbi nel sollecitare i due braccetti brianzoli in incessanti duelli.

Juventus-Monza (2-0): analisi tattica e considerazioni
Yildiz contro Izzo: uno dei duelli più roventi del secondo tempo

Per dare più freschezza ed energia sulla destra, Palladino manda dentro Zerbin per Birindelli poco dopo la mezz’ora. Montero, dal canto suo, interviene moderatamente, facendo debuttare anche Tiago Djaló, che entra al 73′ assieme a Vlahović ai posti di Alex Sandro e Milik. Nel finale, i bianconeri chiudono col 3-5-2, in virtù dell’ingresso di Miretti per Yildiz, mentre gli ospiti perdono lo stesso Zerbin. L’ex Napoli viene infatti espulso al minuto 90 per somma di ammonizioni. 

Juventus-Monza, le considerazioni finali

Concludiamo questa nostra analisi tattica di Juventus-Monza con qualche riflessione.

Tra la vittoria della Coppa Italia, il pareggio in rimonta a Bologna e il successo interno odierno, i bianconeri terminano in crescendo una stagione travagliata. Da domani comincia una nuova era, quella di Thiago Motta, tutta da costruire. La Juventus torna in Champions e sarà impegnata anche in Supercoppa Italiana: tante ambizioni e una credibilità da ripristinare. Con qualche veterano in meno e con tutti gli stravolgimenti del mercato estivo.

Anche i brianzoli sembrano destinati ad incominciare una nuova avventura senza quel condottiero che ha regalato due campionati tranquilli e tanti bei ricordi calcistici. Alcuni dei grandi protagonisti dell’esperienza in Serie A dei biancorossi sembrano pronti all’addio e dunque anche Galliani avrà la sua rifondazione da portare avanti per mantenere solide le aspirazioni del club lombardo.

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