Juventus-Roma (1-0): analisi tattica e considerazioni

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Non poteva che concludersi con un successo di corto muso il 2023 della Juventus, che nel posticipo della giornata 18 di Serie A batte la Roma in una partita tirata, di cui a breve andremo a svolgere l’analisi tattica. Ci vuole un gol di Rabiot a inizio della ripresa per spezzare un equilibrio pressoché totale, ma tanto basta ai bianconeri per portare a casa i 3 punti. I giallorossi provano a rimanere luminosi con le scintille di Dybala, ma davanti al suo ex pubblico la Joya non trova la giocata giusta. Allegri si riavvicina così prepotentemente all’Inter e sugella una prima metà di campionato assolutamente straordinaria. Andiamo allora ad indagare più a fondo nelle pieghe di questo Juventus-Roma per scorgerne i fattori determinanti attraverso la nostra analisi tattica. Prima, però, diamo un’occhiata alle formazioni.

La Vecchia Signora non si smuove dal suo 3-5-2. In porta Szczesny, linea difensiva che ritrova Gatti, complice l’indisponibilità di Alex Sandro, a completare il reparto assieme a Bremer e Danilo. Largo a destra gioca Weah, con Kostić dall’altra parte e Rabiot e McKennie ad affiancare Locatelli nella diga centrale. Davanti, confermato Yildiz in coppia, stavolta, con Vlahović.

Mourinho risponde con uno schieramento perfettamente speculare. Rui Patricio a difendere i pali, retroguardia obbligata col terzetto composto dal centrale Llorente e dai braccetti Mancini e N’Dicka. In cabina di regia Paredes, con Bove e Cristante mezz’ali e Zalewski e Kristensen a tutta fascia. In attacco, il riferimento avanzato è Lukaku, con Dybala in azione alle sue spalle.

Analisi tattica Juventus-Roma, il primo tempo: gara bloccata

Con due squadre così simili sul piano dell’interpretazione della partita e perfettamente simmetriche dal punto di vista della tattica, l’analisi di Juventus-Roma non può che presentarci una sfida chiusa e tirata in cui le difese prevalgono nettamente sugli attacchi.

Al di là delle corrispondenze, comunque, sia Allegri che Mourinho preparano delle situazioni diverse, che emergono ad esempio nella fase di non possesso. I bianconeri escono alti in pressione con riferimenti a uomo (in particolare Locatelli su Paredes), mentre i giallorossi rispondono con uno stazionamento più lineare che lascia il giro-palla ai tre centrali juventini, ma si preoccupa soprattutto di sottrarre Locatelli dalla costruzione ingabbiandolo tra le due punte.

Due diversi modi di stare in campo che sono propedeutici a due differenti maniere di offendere. La Juventus, infatti, vuole sfruttare le ripartenze, perché solo in questo modo può consentire a Yildiz di ricevere palla con spazio per poi puntare e far salire di gran corsa i due quinti. La Roma, invece, cerca di muovere le pedine per isolare l’uno contro uno in profondità di Lukaku.

Juventus-Roma (1-0): analisi tattica e considerazioni

Situazioni dissimili che conducono però al medesimo risultato

Proviamo a sviluppare meglio i punti sinteticamente presentati poc’anzi dell’analisi tattica di Juventus-Roma. Dato l’intenso traffico nella dorsale centrale del campo, i padroni di casa vanno alla ricerca dell’ampiezza. Con Locatelli osservato speciale, tocca ai 3 centrali avviare la manovra, che quasi sempre è orientata sulla fascia destra. Da questa parte, c’è tanto movimento di maglie bianconere. Gatti si apre, fungendo quasi da terzino per portare superiorità numerica, mentre McKennie e Weah si scambiano di continuo la posizione col texano che finisce per allargarsi e l’ex Lilla a sondare tracce più interne.

Il classe 2000 è un po’ il grande assente di questo match, non riuscendo ad apportare mai quella imprevedibilità che una partita del genere richiederebbe e che un giocatore con le sue caratteristiche dovrebbe trovare con maggiore facilità. Non è un caso se Vlahović, molto intraprendente, è costretto a costruirsi da solo tutte le proprie conclusioni, non potendo contare su rifornimenti dagli esterni. Decisamente meglio, invece, come dicevamo, quando la Juventus trova delle rare transizioni con la Roma un po’ scoperta, dove può scatenare il talento di Yildiz.

Juventus-Roma (1-0): analisi tattica e considerazioni

I giallorossi, dal canto loro, hanno come principale (anzi, unica) arma le proprie punte. Sulla pressione a uomo dei bianconeri, la squadra di Mourinho tiene aperto Bove sulla sinistra, preso in consegna da Weah, e alza Zalewski per costringere Gatti ad allargarsi. Con McKennie che esce su N’Dicka, si viene a creare lungo quest’asse mancino dello spazio per servire Lukaku in profondità a duello con Bremer. Come però avvenuto qualche settimana fa con Osimhen, il brasiliano non concede un centimetro all’attaccante e finisce, di fatto, per annullare il belga.

Se risulta dunque inefficace servire l’ex Inter sul lungo, meglio sfruttarne le sponde con palla addosso. Ed è su queste seconde palle che la Roma prova e riesce a mettere in partita anche Dybala. La Joya parte sul centro-destra, quasi fosse una mezz’ala, dove non c’è imbottigliamento e in una posizione che dà fastidio a Rabiot. La Juventus non vuole rompere la propria linea difensiva, per cui non manda nessuno dalle retrovie sull’argentino. Lascia che riceva palla per poi andare a ostruirgli il campo in seconda battuta con il francese e il tempestivo raddoppio di Danilo. Il numero 21 però sta bene e potendo orientare le giocate sul sinistro, dispensa sprazzi di grande qualità da cui hanno origine le situazioni potenzialmente più interessanti per i capitolini.

Juventus-Roma (1-0): analisi tattica e considerazioni

Oltre questi dettagli meramente tattici, rimangono poche (ma in alcuni casi anche ghiotte) opportunità per sbloccare un roccioso 0-0.

Analisi tattica Juventus-Roma, il secondo tempo: la zampata vincente di Rabiot

Nella ripresa, il copione dell’analisi tattica di Juventus-Roma cambia. Il momento-chiave della svolta arriva al minuto 47′, quando i bianconeri sfondano con caparbietà sulla sinistra con Kostić. Il serbo trova Vlahović, che con un illuminante colpo di tacco manda Rabiot in porta. Il centrocampista transalpino è lucidissimo e beffa Rui Patricio in uscita sul primo palo. La squadra di Allegri capitalizza l’unica occasione nella quale riesce a servire una mezz’ala in area di rigore.

Juventus-Roma (1-0): analisi tattica e considerazioni
L’esultanza di Rabiot e Vlahović col resto della squadra per il gol del vantaggio.

Sbloccato il punteggio, i padroni di casa cambiano strategia. Tanto palleggio per costringere i giallorossi a uscire per poi spingere sulla catena mancina, ormai in grande spolvero. In fase di non possesso, invece, la Juventus comincia ad abbassare il proprio baricentro, passando ad una modalità difensiva di protezione a oltranza degli ultimi 16 metri. Gli uomini di Mourinho chiaramente ne approfittano per alzarsi e insediarsi stabilmente nella metà campo avversaria con quasi tutti gli effettivi.

Anche gli ospiti, dunque, devono registrare il proprio piano-partita. Le due mezz’ali avanzano il proprio raggio d’azione per aumentare la presenza dentro l’area di rigore, mentre Mancini si stacca da terzino aggiunto a destra. La Juventus risponde serrando le linee e compattandosi, preoccupandosi soprattutto di non concedere nulla dalle parti di Szczesny. Se da un lato, quindi, i bianconeri riescono a limitare le minacce alla propria porta, dall’altro però faticano a ripartire col solo Vlahović davanti.

Juventus-Roma (1-0): analisi tattica e considerazioni

L’apporto dei cambi

Poco dopo l’ora di gioco, i due allenatori varano le prime modifiche. Al minuto 64, Mou si affida alla qualità di Pellegrini, che entra al posto di Bove. Solo 60 secondi più tardi arriva anche la prima mossa del livornese con Chiesa per Yildiz. L’ingresso dell’ex Fiorentina, con la sua qualità e la sua velocità, rappresenta una preziosa valvola di sfogo per i padroni di casa, che riescono nell’ultima mezz’ora ad imbastire qualche contropiede in più. La mancanza di cinismo, però, lascia la partita in bilico.

Stante lo svantaggio, è l’allenatore portoghese a ricercare maggiormente soluzioni dalla panchina. Negli ultimi 20 minuti aumenta al massimo l’arenale offensivo della sua squadra. Al 74′ inserisce El Shaarawy per Paredes, dirottandolo come mezz’ala sinistra ad affiancare il centrale Cristante. Al minuto 80, invece, cambia modulo con l’ingresso di Azmoun per Zalewski. La Roma chiude la gara schierata col 3-4-2-1 e un arrembaggio che, unito alla repulsione della difesa juventina, conduce a tanta confusione.

Le restanti mosse di Allegri, al 75′, vanno a modificare nuovamente l’attacco, con Milik per Vlahović, e la corsia di sinistra, con Iling per Kostić. L’ultimo cambio arriva, infine, nel recupero, complice l’infortunio di McKennie, rilevato da Rugani.

Juventus-Roma, le considerazioni finali

Concludiamo questa analisi tattica di Juventus-Roma con qualche riflessione. In una giornata di campionato in cui le grandi hanno incontrato grande fatica e hanno segnato decisamente poco, i bianconeri conquistano 3 punti fondamentali nella maniera a loro più congeniale. Con la nona vittoria di misura stagionale, la Vecchia Signora conclude l’anno portandosi a 2 lunghezze soltanto dalla capolista Inter. Una concretezza straordinaria di un gruppo che mattone dopo mattone sta costruendo un cammino importante, al di là dei limiti, delle difficoltà e di alcuni dettagli che vanno ancora limati per poter ambire al colpo grosso.

La Roma continua invece a fare a botte col fattore trasferta e si vede sfumare l’opportunità di staccare il Napoli e scavalcare Atalanta e Bologna. Eppure la squadra di Mourinho non ha affatto sfigurato. Anzi, soprattutto nel primo tempo, ha giocato anche meglio dei bianconeri, soprattutto per la chiarezza e la fluidità della proposta. Quelle che però non sono state mantenute nella ripresa, dove i capitolini hanno ripetutamente cozzato contro il muro juventino senza riuscire a farne breccia. Il recupero di Dybala è sicuramente la notizia più importante della serata di Torino per poter proseguire con ottimismo la strada verso la risalita alla zona-Europa.

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