Juventus-Salernitana (2-0): analisi tattica e considerazioni

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analisi tattica Sassuolo-Atalanta

A Torino ritornano i sorrisi dopo la debacle europea di qualche giorno fa, grazie alla vittoria della Juventus per 2-0 sulla Salernitana. La squadra di Allegri risponde alla delusione e ai rumors della vigilia grazie ai suoi due attaccanti. Una rete a testa per il tanto chiacchierato Dybala e per il goleador Vlahovic e risultato congelato già nella prima mezz’ora di gioco. La ripresa riserva, invece, il consueto calo dei bianconeri che consente ai granata di rendersi vivi dalle parti di Szczesny. Dell’andamento di questo Juventus-Salernitana ci occupiamo subito attraverso la nostra analisi tattica. Non senza, però, aver dato un’occhiata alle formazioni iniziali.

I padroni di casa ritrovano due pedine fondamentali nel loro 4-4-2. La prima è Chiellini a far coppia con De Ligt al centro della difesa. Reparto davanti a Szczesny poi completato dagli esterni bassi De Sciglio e Pellegrini. A centrocampo, Cuadrado e Rabiot larghi, con l’insolita coppia brasiliana di interni costituita da Danilo e Arthur. Davanti, l’immancabile Vlahovic, accompagnato dall’altro rientrante, Paulo Dybala.

I campani di Davide Nicola rispondono invece col 4-2-3-1. Sepe in porta, linea difensiva formata da Mazzocchi, Gyomber, Fazio e Ruggeri. A metà campo, Radovanovic e L. Coulibaly compongono la cerniera a protezione della retroguardia. Djuric unica punta, supportato alle sue spalle dal tridente Perotti, Bonazzoli, Zortea.

Primo tempo: la Juventus mette subito in ghiaccio la partita

La prima risposta dopo la sconfitta di mercoledì è assolutamente positiva. I bianconeri approcciano la gara con grande intensità e determinazione, imponendo immediatamente un ritmo sostenuto, volto a schiacciare i campani. Diverse sono le chiavi dell’analisi tattica di questo Juventus-Salernitana. In primis, la posizione da centrocampista centrale di Danilo. Il duttile brasiliano gioca più basso, a protezione della difesa, col precipuo compito di garantire equilibrio alla squadra. Il suo lavoro da frangiflutti è il deterrente ideato da Allegri per inibire corridoi di passaggi tra le linee a Bonazzoli sulle sponde aeree di Djuric. Con i compiti di copertura affidati prevalentemente all’ex Porto, l’altro mediano, Arthur, è decisamente più libero di sganciarsi in avanti e di collocarsi tra le linee. 

È grazie a un suo movimento che prende avvio l’azione del vantaggio bianconero. Cuadrado trova poi Vlahovic al centro dell’area. Il serbo serve Dybala a rimorchio, che si libera di un uomo con un bel dribbling e fredda Sepe col suo sinistro.

Juventus-Salernitana (2-0): analisi tattica e considerazioni

La Juventus prova a sfruttare la propria superiorità numerica a centrocampo, creando spazi per gli inserimenti dello stesso Arthur o di Rabiot. Per farlo, è necessario occupare bene il campo in ampiezza. Per questo, a inizio azione, sia Cuadrado che Pellegrini partono molto alti e larghi. Il secondo sfrutta i tagli dentro al campo del francese. Il primo, invece, beneficia delle sovrapposizioni di De Sciglio e del movimento a defilarsi da quella parte di Dybala. Con le corsie ben attaccate, sia Perotti che Zortea sono chiamati ad un grande lavoro di sacrificio in copertura. Con conseguente difficoltà a rilanciare l’azione una volta recuperata palla. La supremazia dei bianconeri sulla destra si sostanzia nel gol del raddoppio. Cross di De Sciglio e perfetto stacco in terzo tempo di Vlahovic, che di testa fa 2-0.

Juventus-Salernitana (2-0): analisi tattica e considerazioni

Analisi tattica Juventus-Salernitana: il lavoro delle punte

L’altra chiave dell’analisi tattica di Juventus-Salernitana è sicuramente rappresentata dal grande movimento delle due punte. A inizio azione, Vlahovic e Dybala giocano molto distanti. L’argentino, come già evidenziato, preferisce partire defilato sulla destra per cucire il gioco e convergere dentro al campo col suo piede mancino. Il serbo, invece, ha il compito di allungare la squadra, attaccando continuativamente la profondità. Difende palla, permette ai compagni di salire e crea spazi. Per quasi tutti i 90 minuti, l’ex viola e il difensore Gyomber danno vita ad un duello avvincente, intenso, ma corretto allo stesso tempo.

Appena superata la prima pressione dei campani, le due punte si cercano, dialogando sia nel corto che nel lungo. Entrambi si divorano un gol, sbagliando a tu per tu col portiere. Discorso totalmente opposto riguarda, invece, la Salernitana con Djuric e co. Il numero 11 dei campani è il riferimento principale, ma viene ricercato esclusivamente con palla alta da dietro. Pur dominando nei duelli aerei, le sue sponde non trovano mai un compagno in seconda battuta. Bonazzoli è sempre ben schermato da Danilo. Perotti rimane troppo largo e avulso dal gioco. L’unico che prova a portare un po’ di intraprendenza è Zortea, sulla destra. Il classe 1999 si ritaglia qualche spazio venendo dentro al campo e liberando la corsia a Mazzocchi. Ma nei primi 45 minuti, gli uomini di Nicola non costruiscono alcuna situazione interessante.

Secondo tempo: la Juventus cala e la Salernitana viene fuori

La ripresa inizia con un cambio per parte. Nei bianconeri Rugani rileva Chiellini. Nei granata c’è spazio per Ederson al posto di un impreciso L. Coulibaly. L’approccio delle due squadre è diametralmente opposto rispetto alla prima frazione. Gli ospiti alzano il baricentro, accompagnando l’azione con molti più uomini, a rischio di sbilanciarsi. La Juventus innesta le marce basse, accontentandosi un po’ troppo di gestire la gara col possesso palla. Ma pur avendo a disposizione tanto spazio da poter attaccare in ripartenza, gli uomini di Allegri non supportano più Vlahovic. Il serbo rimane il più vivo, pur essendo abbandonato a fare reparto da solo

La fatica di mercoledì comincia a farsi sentire. Molti errori non forzati e tanti palloni persi banalmente. Il calo del ritmo è evidente e legittima la Salernitana a provarci. I terzini si alzano, beneficiando dello spazio liberato dai movimenti verso il centro del campo degli esterni d’attacco. Questi, trovandosi direttamente alle spalle dei centrocampisti bianconeri, godono di spazio per andare alla conclusione da fuori. In particolare, sale di rendimento Bonazzoli, che trova molti più palloni giocabili tra le linee, anche grazie alle geometrie di Ederson. Il brasiliano apporta molta più verticalità e qualità al gioco dei campani.

Nicola ci crede e per questo sfrutta le risorse in panchina. Tra il minuto 60 e il 70, fuori Perotti e Ruggeri, dentro Verdi e il recuperato Ribery. Il modulo rimane lo stesso, ma Zortea viene abbassato a fare il terzino sinistro. L’ultimo tentativo di riaprire il match arriva con un’altra doppia sostituzione. Entrano Mikael e M. Coulibaly in luogo di Bonazzoli e Radovanovic. I campani si rendono pericolosi e alcune loro ripartenze costano ammonizioni pesanti tra le fila bianconere. Solo un attento Szczesny tiene al sicuro il risultato.

Juventus-Salernitana (2-0): analisi tattica e considerazioni

Anche Allegri ridisegna più volta la squadra. La partita di Dybala dura poco meno di un’ora. La Joya viene rimpiazzato da Morata, per provare a sfruttarne la velocità in contropiede. A metà tempo, è il centrocampo a cambiare. Bernardeschi sostituisce Arthur, andando a fungere da esterno alto a destra di un 4-3-3 con Cuadrado arretrato da mezz’ala. Il tecnico livornese rivede poco dopo la sua scelta e chiede ai suoi di ricostituire un 4-4-2. Danilo e Rabiot centrali, e il colombiano e il nazionale azzurro larghi. Nel finale, spazio a Kean, per concedere l’ovazione a Vlahovic, e al giovane Miretti per il numero 11. I bianconeri chiudono il match passando nuovamente al 4-3-3 e, soprattutto, portando a casa 3 punti preziosissimi.

Analisi tattica Juventus-Salernitana: le considerazioni finali

Se vincere non è importante, ma è l’unica cosa che conta, allora la Juventus può ritenersi soddisfatta del primo test post-eliminazione. Tuttavia, i timori che quella sconfitta possa aver lasciato strascichi non sono ancora spariti. Un successo contro la squadra fanalino di coda del campionato dovrebbe essere un’ovvietà se ti chiami Juventus. Ma da due stagioni i bianconeri regalano prestazioni molto discutibili con le cosiddette piccole, soprattutto davanti ai propri tifosi. Questi 3 punti rimangono davvero, in ogni caso, l’unica cosa che conta per continuare a perseguire l’obiettivo di difendere il quarto posto. Ora c’è la sosta, un momento fondamentale per ricaricare le pile e per preparare al meglio il big match contro l’Inter del prossimo turno.

La situazione per i campani continua a essere molto disperata. Nonostante i passi falsi di Cagliari e Venezia, la zona salvezza dista ancora 9 lunghezze. Chiaramente, non si può pretendere che arrivino punti contro le grandi, ma la squadra di Nicola non può permettersi di lasciare nulla al caso. Il recupero di Ribery è senza dubbio la notizia migliore per i campani, che invece continuano a non trovare risposte positive dalla fase difensiva. A parte il secondo tempo, dove la Juventus, per stanchezza, non riesce più a pungere, nella prima frazione arrivano pericoli madornali per porta di Sepe. I centrali faticano a trovare la giusta chimica per lavorare bene di reparto e la linea è troppo esposta in situazioni di palla scoperta. Come per vincere lo scudetto, anche per restare in A è necessario passare da una sistemazione della retroguardia. La sosta rappresenta un’occasione ghiotta per lavorarci.

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