Juventus, Sarri: ”Quarto posto festeggiato più dello scudetto”

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Juventus, Sarri: ”Quarto posto festeggiato più dello scudetto”

L’ex allenatore della Juventus, Maurizio Sarri, ha rilasciato a Sportitalia un’intervista senza freni sulla società bianconera, su alcuni ex giocatori (tra cui Ronaldo) e della prossima avventura alla Lazio. Il nuovo tecnico della Lazio è pronto a tornare; per lui un contratto biennale con opzione per il terzo anno. 

Juventus, Sarri: ”Il mio scudetto dato per scontato”

Il nuovo tecnico Biancoceleste ha parlato del suo periodo senza una squadra e di come lo ha vissuto: ”Sono stato con la famiglia, ho letto tantissimo. Ho visto tante partite e ho fatto la cosa che mi piace di più, visto tante corse ciclistiche. Vengo da una famiglia di ciclisti. Mio nonno lo faceva e mio padre è stato corridore professionista. È una passione di famiglia. È stato un anno particolare, stare fuori non mi è pesato molto. Che tristezza gli stadi vuoti, la situazione non mi faceva venire voglia di tornare particolarmente”.

Sullo scudetto vinto alla Juventus: ”Era dato per scontato. All’esterno, ma devo dire anche all’interno. Abbiamo vinto uno scudetto senza festeggiarlo, ognuno ha cenato per conto suo. Probabilmente l’anno giusto sarebbe stato questo, dopo un quarto posto e ho visto che hanno festeggiato, probabilmente ci sono le condizioni ideali”.

Sul quarto posto che forse non dove essere festeggiato: ”Credo sia stato poco festeggiato il mio. Una squadra che viene da 8 anni di scudetti può dare tutto per scontato, ma nel calcio e nello sport non è mai così”.

 

Sarri-Ronaldo Juventus, Sarri: ''Quarto posto festeggiato più dello scudetto''

Juventus, Sarri: ”Ronaldo è una multinazionale”

Maurizio Sarri ha parlato con gli screzi avuti con la società e sulla difficile gestione di Ronaldo: ”C’erano normali discussioni post partita. Non mi è piaciuto che la squadra dopo aver praticamente vinto il campionato avesse un po’ mollato. Non mi piacciono questi atteggiamenti, perché staccare la spina e riattaccarla dopo non è semplice. La squadra doveva tirare al massimo fino a fine campionato per poi presentarsi il più pronti possibile alla Champions anche se non era semplice perché avevamo giocato tante partite in 50 giorni. Per me staccare la spina era un errore”. 

Su Ronaldo: ”La gestione di Ronaldo non è semplice, è una multinazionale che ha degli interessi personali da abbinare a quelli della squadra. È una situazione sicuramente difficile da gestire. Sinceramente io mi ritengo più bravo a fare l’allenatore e non il gestore, è una cosa che non mi piace, mi annoia e mi diverto di più in campo. È una gestione difficile, ci sono poi tanti aspetti positivi perché a fine anno Ronaldo porta risultati importanti”. 

”L’effetto Guardiola ha fatto tanti danni”

Il tecnico toscano ha poi parlato di Dybala: ”Lui è un fuoriclasse; ma viene da un anno strano, ha avuto tanti infortuni, non ha avuto mai la possibilità di andare al cento per cento. Però quando un giocatore ha le sue qualità diventa semplice recuperarlo; la Juve o ci punta o lo cede”. 

Su Pirlo: ”Non lo so, questo è l’effetto Guardiola che ha fatto tanti danni alla fine. Si è presa un’eccezione come se fosse una regola; si corre il rischio di bruciare dei ragazzi che dopo qualche anno sarebbero grandi allenatori. Sulla scelta va chiesto ai dirigenti della Juventus, non a me. A volte si rischia di frenare carriere a ragazzi che potrebbero diventare molto bravi con un pizzico di esperienza in più”.

sarri-juve-scudetto Juventus, Sarri: ''Quarto posto festeggiato più dello scudetto''

”De Laurentiis mi ha chiamato”

L’ex allenatore del Napoli ha anche parlato della chiamata del Patron del Napoli: ”Non c’è stata una trattativa vera e propria, ma solo un’informazione sulla disponibilità. Non avevo la certezza di poter essere molto utile in corsa. E perché non c’erano tanti presupposti. Tutte le società che mi hanno cercato durante la stagione hanno ricevuto la stessa risposta: che ero a disposizione, se volevano, per parlarne a luglio”.

Su chi sia il suo erede: ”A me piace molto De Zerbi. Sono esterrefatto dal fatto che un ragazzo di quella età scelga un’esperienza all’estero e non ci sia una grande che abbia pensato a lui. Secondo me ha fatto bene ad andare allo Shakhtar; mi dispiace non vederlo nel nostro campionato. Poi ci sono altri ragazzi giovani bravi, come Italiano o altri, ma De Zerbi penso abbia dimostrato di poter allenare una grande”.

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