Juventus, sconfitte e rammarico: è tempo di cambiare

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Bandiera Juventus

Ormai conclusa la stagione 2021/22, la società bianconera deve tirare le somme e farsi un esame di coscienza. Il quarto posto raggiunto in campionato non può di certo essere l’obiettivo principale, viste anche le due sconfitte in finale contro l’Inter, tra Supercoppa italiane e Coppa Italia. Il pessimo rendimento anche in Champions League ha creato ulteriori crepe in un sistema che negli ultimi anni aveva già evidenziato problemi e che, con il ritorno di Allegri, ha messo in mostra gli enormi limiti. Dalla rosa – troppo corta e con poca “qualità” – all’identità di gioco, troppo difensiva e poco propensa a comandare le partite. La Juventus così, tra sconfitte e rammarico, deve tornare a ragionare sul mercato e rimpiazzare i diversi partenti, puntando sui giovani e su un progetto a lungo termine.

Rammarico Juventus: chi si salva al termine della stagione

Una stagione del tutto insufficiente, con zero titoli e ben due finali perse, valevoli per la Supercoppa italiana e per la Coppa Italia. Un percorso che ha visto i bianconeri perdere punti importanti contro big e contro “piccole”, uscendo quasi da subito dalla corsa allo scudetto. Il misero obiettivo del quarto posto non può essere visto come un successo e, per questo, la società dovrà attuare una vera e propria rivoluzione sul mercato in uscita e sul mercato in entrata, dando finalmente spazio ai molti giovani.

A salvarsi al termine della stagione ci sono pochi giocatori, sempre (o quasi) brillanti o sufficienti, nonostante gli alti e i bassi del club. Per quanto riguarda la porta, sia Szczęsny che Perin possono vantare una stagione, nel complesso, positiva. Il polacco, dopo una falsa partenza e qualche errore di troppo, si è rimesso in carreggiata e ha spesso tenuto in vita la Juventus, parando non pochi rigori. L’estremo difensore italiano ha invece fatto un buon percorso in Coppa Italia facendosi trovare sempre pronto.

Juventus, sconfitte e rammarico: è tempo di cambiare

Per la difesa, a salvarsi sono in pochi. I primi nomi da menzionare sono Cuadrado e Chiellini, bene anche Luca Pellegrini e Danilo. Il colombiano – jolly della Juventus di Allegri – ha evidenziato ancora una volta le proprie qualità in fase di contenimento e di spinta, rimanendo una delle certezze della compagine torinese. Bene anche Chiellini, alla sua ultima stagione da calciatore, che ha dato sempre tutto combattendo gli infortuni. Luca Pellegrini si è ritagliato spazio e minutaggio e, a parte qualche errore, si è dimostrato buono per un club prestigioso. Il brasiliano Danilo è invece rinato, diventando uno dei simboli di questa stagione.

Juventus, sconfitte e rammarico: è tempo di cambiare

A centrocampo e in attacco le cose si complicano. Manuel Locatelli e Federico Chiesa, colpiti dagli infortuni, sono i due pezzi da novanta dei bianconeri, sebbene abbiano saltato parte della stagione. Bene Arthur anche se comunque non del tutto sufficiente. Belle sorprese Zakaria – arrivato a Gennaio – e Fabio Miretti, titolare nelle ultime giornate. Due centrocampisti capaci di dare spinta, qualità e quantità, a cui bisogna affidarsi per ripartire.

Juventus, sconfitte e rammarico: è tempo di cambiare

In fase offensiva a salvarsi – in parte – è soltanto Dusan Vlahovic. Il serbo, arrivato a Gennaio, ha trasmesso entusiasmo e ha permesso a Morata di tornare a brillare, seppur con alti e bassi. Nella prima parte di stagione, però, la Juventus non aveva un punto di riferimento e questo è sicuramente da tenere in considerazione. In extremis, sono “salvabili” sia Vlahovic che Morata (il secondo grazie al primo), a differenza di Dybala e Kean, entrambi insufficienti seppur per motivazioni diverse. Il primo per i tanti infortuni, il secondo per la poca gestione e lettura delle partite.

Juventus, sconfitte e rammarico: è tempo di cambiare

Un mercato mirato

A conti fatti, la Juventus sembra non voler ammettere la fine di un ciclo. Dopo nove anni consecutivi, i bianconeri si ritrovano senza trofei ed è giunto il momento di cambiare tutto, dalla panchina ai giocatori a cui affidarsi per i singoli reparti, fatta eccezione per la porta.

In difesa, dopo l’addio commovente di Chiellini, occorre prendere almeno un altro difensore centrale, titolare, più una riserva da tenere in panchina. Attualmente infatti i bianconeri contano solo Bonucci, de Ligt e Rugani. Il possibile rientro di Demiral aggiusterebbe già le cose, visto che l’Atalanta sta valutando il riscatto. Si pensa comunque a Bremer, che ha però diverse squadre su di lui. Con questi due e il rientro di Gatti e Dragusin (da Frosinone e Salernitana), i bianconeri potrebbero anche decidere di puntare sulla fascia giovanile.

A centrocampo la Juventus potrebbe affidarsi ai giovani, dando fiducia a Miretti e Fagioli che, insieme a Locatelli, andrebbero a creare il centrocampo a tre. Arthur, Zakaria, McKennie e Rabiot potrebbero essere le riserve da utilizzare. Si pensa comunque a Pogba e Jorginho, giocatori con ingaggi impegnativi. Da non tralasciare i rientri di Portanova e Zanimacchia (Genoa e Cremonese).

Juventus, sconfitte e rammarico: è tempo di cambiare

In attacco invece c’è bisogno di almeno due giocatori (se non tre). Certi di rimanere sono Vlahovic e Kean, da chiarire la questione riscatto di Morata, addio sicuro di Dybala. I bianconeri stanno valutando diverse opzioni, in primis quella di Angel Di Maria che sarebbe un ottimo colpo, ma come aggiunta ad un reparto già formato. Si potrebbe puntare su giocatori che conoscono già la Serie A e che hanno bisogno di un’opportunità, come ad esempio Raspadori. Se dovesse poi essere riscattato Morata, basterebbero due nuovi arrivi. In più il ritorno di Chiesa garantirà al futuro allenatore un’arma in più, mancata per gran parte della stagione.

Tante ipotesi e diverse opzioni, con la Juventus che deve fare un “passo indietro” per costruire qualcosa di importante e mettere da parte il rammarico degli ultimi tempi.

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