Juventus-Udinese (0-1): analisi tattica e considerazioni

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Finale clamoroso della giornata 24 di Serie A con l’Udinese che espugna l'”Allianz Stadium” e di corto muso s’impone su una Juventus opaca, confusa e inconcludente, come tra poco andremo ad approfondire nella nostra analisi tattica. I friulani sbancano la casa della Vecchia Signora grazie al primo gol in Italia di Lautaro Giannetti al minuto 25 sugli sviluppi di un calcio di punizione. La squadra di Allegri non riesce a cambiare passo né dopo lo svantaggio né nella ripresa con i cambi e le modifiche al sistema di gioco. Quella di Cioffi, invece, si difende egregiamente e porta in Friuli 3 punti importantissimi per respirare negli asfissianti bassifondi della classifica.

Andiamo a ripercorrere quanto avvenuto in questo incredibile Monday night tra Juventus e Udinese attraverso l’analisi tattica. Non prima, però, di aver dato un’occhiata alle scelte di formazione dei due allenatori.

Squadre perfettamente speculari, entrambe ancorate al loro caro 3-5-2. Nei padroni di casa è Alex Sandro il designato a sostituire lo squalificato Danilo nel terzetto difensivo davanti Szczesny, completato dagli inamovibili Gatti e Bremer. In mediana, il tecnico livornese concede una chance dal primo minuto a Weah, largo a destra, mentre Cambiaso trasloca a sinistra. Nessuna variazione in mezzo, dove ai fianchi di Locatelli troviamo McKennie e Rabiot. Davanti, la coppia Chiesa-Milik.

Gli ospiti rispondono con Okoye tra i pali, retroguardia guidata dal match-winner Giannetti con Pérez e Kristensen ai suoi lati. Sulle fasce agiscono Ehizibue e Zemura, mentre Walace in cabina di regia è affiancato dalle mezz’ali Lovrić e Samardzić per sopperire all’assenza di Pereyra. In attacco ancora fiducia a Thauvin e Lucca.

Analisi tattica Juventus-Udinese, primo tempo: Giannetti sfalda il monologo della Vecchia Signora

Troppo fumo e niente arrosto: è questa l’estrema sintesi che l’analisi tattica ci restituisce della prova della Juventus contro l’Udinese. Nella prima frazione, ma in generale per tutta la partita, i padroni di casa tengono in pugno il pallino del gioco, ma portando avanti una mole di lavoro sconsiderata e, soprattutto, sterile e improduttiva

L’avvio è quello delle grandi occasioni, con una pressione feroce e un baricentro altissimo, a tal punto che la retroguardia pesta la linea di metà campo. Un pressing così intenso costringe gli ospiti a schiacciarsi a protezione della propria trequarti fin dalle primissime battute, ma al tempo stesso anche a numerose palle perse

L’attacco della squadra di Allegri pende tutto sul lato sinistro. Qui infatti si concentra lo zoccolo duro dei palleggiatori bianconeri, da Cambiaso a Rabiot, ad Alex Sandro, che cerca di sfruttare lo spazio a disposizione, per finire a Chiesa, che seppur venga schierato come seconda punta non riesce a stare lontano dall’out mancino per poter puntare l’uomo e rientrare. Un vero e proprio piano monotematico con buona pace di McKennie e soprattutto Weah, spettatori non paganti sull’inesplorata fascia destra.

Juventus-Udinese (0-1): analisi tattica e considerazioni

Gli uomini di Cioffi, schiacciati e preoccupati dagli assalti dei padroni di casa, non possono che appoggiarsi sul loro centravanti per respirare. Lucca, però, è quasi sempre costretto a giocare palloni spalle alla porta, lontanissimo dall’area di rigore e con Bremer che non gli dà tregua. In fase di non possesso, invece, i friulani riescono a tenere. Squadra corta, compatta e ordinata con un 5-4-1 in cui l’attaccante fa da schermo a Locatelli per tagliarlo fuori dalla prima impostazione, mentre Thauvin a destra e Samardzić a sinistra si sfiancano nel doppio ruolo di copertura sulle mezz’ali e di uscita sui braccetti

La Juventus sbatte contro il muro e si ritrova sotto

Questa disposizione, unita ad un’attenzione certosina, non consente alla Juventus di trovare uomini liberi, né tra le linee, dove il traffico è immane, né esternamente dove Chiesa cerca di fare il possibile per sfondare nell’uno contro uno senza riuscirci. Nelle rare occasioni in cui i friulani riescono a imbastire qualche buona situazione è Ehizibue a mettersi in evidenza per la sua intraprendenza. È lui al minuto 25 a procurarsi il calcio di punizione da cui scaturisce il vantaggio ospite con una bella discesa sulla fascia destra.

Alex Sandro, recidivo per aver commesso il fallo, interviene in maniera troppo goffa nei pressi dell’area piccola, lasciando il pallone nella disponibilità di Giannetti, che non può che spingerlo dentro a porta vuota, gelando lo “Stadium”.

Juventus-Udinese (0-1): analisi tattica e considerazioni

Il vantaggio dell’Udinese avrebbe forse dovuto innescare una reazione nella Juventus, ma fino all’intervallo la Vecchia Signora non riesce a mettere in scena nient’altro che quanto già riproposto fino a quel momento e illustrato nella nostra analisi tattica. Ancora sviluppo con tanti passaggi, con i 3 centrali ad iniziare la manovra per poi scaricare sulla sinistra sperando in qualche intuizione di Chiesa o Cambiaso. Nel frattempo, latitano palloni in area per Milik, che è quasi sempre da solo contro tutta la retroguardia friulana. Ed è questo il leitmotiv che accompagna le due squadre al riposo.

Analisi tattica Juventus-Udinese, secondo tempo: Allegri cambia tanto per non cambiare niente

Nella ripresa, il tecnico livornese conferma gli stessi 11 per la sua Juventus, ma assesta una decisa sferzata dal punto di vista dell’analisi tattica per provare a scardinare la difesa dell’Udinese. I bianconeri passano al 4-3-3 con Weah arretrato in posizione di terzino destro, Alex Sandro aperto dall’altra parte, Chiesa fisso largo a sinistra e Cambiaso come ala destra. 

Il copione non varia comunque. La Juventus si ostina a cercare di sfondare a sinistra, dove l’ex Fiorentina affronta anche due, tre avversari da solo mentre i compagni attendono o chiedono palla nei piedi. Le azioni sono sempre lunghissime, con sfilze di passaggi orizzontali da un fronte all’altro alla ricerca di un varco che non c’è. E visto che non si trovano spiragli esternamente, l’opzione secondaria è convergere, ma si finisce di fatto nella selva del centrocampo friulano. 

Juventus-Udinese (0-1): analisi tattica e considerazioni

Al minuto 61, arriva la prima carta dalla panchina. Entra Yildiz per Weah: McKennie scala nella posizione arretrata del connazionale, mentre il turco parte da mezz’ala sinistra, con Rabiot che trasloca dalla sponda opposta. Cioffi si tutela inserendo energie fresche per gli esterni. Al 65′ dentro Ferreira ed Ebosele, Zemura ed Ehizibue.

La mossa di Allegri non sortisce effetti, anche perché il turco, che appena entrato perlustra la zona sotto punta da trequartista, viene anche lui attratto nella zona di Chiesa, finendo in pratica quasi per pestarsi i piedi a vicenda. 

L’Udinese, insomma, pur faticando a ripartire perché Bremer continua a fare un ottimo lavoro in marcatura su Lucca, riesce a limitare i pericoli, mentre i padroni di casa, presi dalla fretta e dalla frenesia, s’impantanano a tratti in uno scempio tecnico, al quale Allegri cerca di rimediare con nuove sostituzioni.

Al minuto 77 è il tempo di Nicolussi Caviglia e Iling Jr per Locatelli e Chiesa. L’inglese viene posto come intermedio sinistro e Yildiz alzato in ala. Gli esperimenti tattici finiscono all’84’, quando viene giocata anche la carta Cerri. I bianconeri chiudono con un 4-2-4 super offensivo, che però non è sufficiente a strappare nemmeno il pareggio.

Juventus-Udinese, le considerazioni finali

Concludiamo questa nostra analisi tattica di Juventus-Udinese con qualche riflessione.

Nel giro di 3 giornate, la squadra di Allegri è passata dal sogno vivo di continuare a contendere lo Scudetto all’Inter, all’apprensione di sentire sul proprio collo il fiato di un Milan in netta risalita. Tutto frutto di un solo punto conquistato in casa contro Empoli e appunto i friulani. Oltre alla disfatta nello scontro diretto. La Vecchia Signora sembra essere incappata in un momento di calo. Sia fisico che mentale. Pare aver perso, insomma, quella fame e quella concentrazione che l’avevano guidata anche nel nuovo anno. E stasera, a tutto questo, si sono aggiunti anche una confusione e un caos in mezzo al campo che hanno finito per peggiorare ulteriormente le cose.

Gli uomini di Cioffi ritrovano invece il sorriso dopo 5 giornate in cui avevano raccolto solamente 2 punti. Questa è la seconda volta che i friulani riescono a ottenere un successo in casa di una big mantenendo la porta inviolata. Era accaduto a inizio novembre, contro il Milan, col medesimo risultato di misura. Punti che sono una vera e propria boccata d’ossigeno, perché i bianconeri scavalcano Empoli e Sassuolo portandosi 3 lunghezze sopra il Verona terzultimo. Ci sarà ancora tanto da sudare per conquistare la salvezza, visto che la concorrenza è tanta, mentre il margine di distacco no. 

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