Juventus Women, la rifondazione passa dal mercato

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Juventus Women, la rifondazione passa dal mercato

Dopo 2 stagioni in cui ha praticamente abdicato al trono di regina d’Italia, la Juventus Women riparte dal suo anno zero. Un biennio difficile, nel quale comunque sono stati conquistati dei trofei (una Coppa Italia e una Supercoppa), ma con qualche scricchiolio tecnico che ha avuto un riverbero negativo anche in campo internazionale. Alla storica qualificazione ai quarti di finale di Champions League del 2021/2022 sono poi seguite infatti un’eliminazione alla fase a gironi l’annata seguente e, addirittura, il mancato approdo alla fase finale della competizione in quella appena conclusa, causa sconfitta contro il Francoforte nell’ultimo turno preliminare. Un declino lento, ma significativo, culminato con la separazione tra la società e Montemurro a marzo. In questo scenario parco di soddisfazioni, la Juventus Women getta le basi per una decisa rifondazione, che ha nel mercato uno dei suoi punti-chiave.

Juventus Women, le linee-guida del mercato estivo per la ricostruzione

La prima mossa della società per avviare il processo di rifondazione è stato l’affidamento della squadra a Massimiliano Canzi, profilo di discreta esperienza, ma totalmente nuovo al calcio femminile. Un segnale chiaro di voler intraprendere una crescita sistemica legata tanto al comparto tecnico quanto alla rosa. E, in merito a ciò, il mercato della Juventus Women, fino a questo punto, si sta muovendo lungo due direttrici principali.

Canzi Juventus Women, la rifondazione passa dal mercato

Da un lato l’esigenza della sostenibilità, sia economica che anagrafica. In tal senso, le principali operazioni in entrata si stanno concentrando su calciatrici giovani. Ciò è garantito non solo con degli acquisti, ma anche mediante rientri dai prestiti e nuove leve aggregate in prima squadra dal settore giovanile.

Dall’altro lato, strettamente collegato al primo, troviamo una direzione improntata decisamente sul made in Italy. Non mancano ovviamente dei profili provenienti da altre realtà europee più sviluppate, ma rispetto al recente passato la società bianconera sta centellinando gli investimenti all’estero. Sulla scorta di questa direzione intrapresa si pongono anche le cessioni. La Vecchia Signora si sta muovendo sull’uscita di calciatrici dai contratti particolarmente onerosi e che, pur essendo elementi di spicco del panorama internazionale, non sono riuscite a garantire quel salto di qualità atteso. Soprattutto in ottica competitività in Champions League

Cerchiamo allora di approfondire i punti presentati fin qui analizzando più nello specifico i movimenti di mercato attuati dalla Juventus Women. Al termine, cercheremo anche di capire cosa aspettarsi nel medio-breve periodo da una squadra che si sta ricostruendo.

I movimenti in entrata: tra ritorni, giovani in-house e acquisti oculati

  • Linea green: non c’è rifondazione che si rispetti che non poggi le proprie fondamenta sulla gioventù. E la Juventus Women, con le scelte di mercato fin qui operate, non sfugge a questa regola. Puntare fortemente sui talenti forgiati in casa diviene dunque un pilastro irrinunciabile. Ed ecco che appaiono assolutamente legittimi i ritorni di due grandi giocatrici come Beccari e Schatzer. La classe 2004, dopo due ottime stagioni in prestito prima al Como e poi al Sassuolo, ha prolungato il suo contratto col club bianconero fino al 2027. Ragazza di grandissimo talento, ha avuto una crescita esponenziale lontano da Torino ed è ormai pronta per il definitivo salto di qualità. La centrocampista di Bressanone, invece, ha disputato solamente la scorsa annata a titolo temporaneo, con la maglia della Sampdoria, con la quale è stata protagonista di una salvezza tranquilla. A questi rientri si aggiungono poi i nuovi volti aggregatisi alla prima squadra. Si tratta 4 ragazze provenienti dal settore giovanile bianconero alla loro primissima esperienza da professioniste. Nava, Bison, Berveglieri e Moretti si apprestano a scrivere le pagine iniziali della loro tenerissima carriera.
Beccari Juventus Women, la rifondazione passa dal mercato
Chiara Beccari, 19 anni, di rientro dal prestito al Sassuolo.
  • Made in Italy…: se parliamo di acquisti in senso stretto, il mercato della Juventus Women ha già battuto diversi colpi. Due di questi parlano italiano, ossia Valentina Bergamaschi e Alessia Capelletti. Anche in questo caso, il fattore anagrafico non è secondario: pur non essendo esattamente giovanissime (classe ’97 la prima ’98 la seconda), parliamo di giocatrici che possono ancora dare tanto e che comunque vantano una bella esperienza alle spalle. L’ex milanista prenderà possesso della fascia destra, potendo ormai considerare Lenzini come un affidabile centrale e con Gama assurta a veterana di lusso. La nativa di Cremona, invece, arriva dal Parma per proteggere i pali, sicuramente come vice Peyraud-Magnin. Entrambe conoscono molto bene la Serie A e rappresentano dei rinforzi mirati e assolutamente validi per dare la caccia all’imprendibile Roma.
  • …e non solo: come dicevamo poc’anzi, però, la Vecchia Signora avrà anche l’impegno europeo. Per questo motivo, il mercato della Juventus Women non poteva esimersi dal cogliere alcune occasioni che riguardassero profili internazionali di indubbio spessore. Tenendo anche conto, comunque, di un possibile eccessivo depotenziamento della rosa derivante dalle numerose cessioni delle quali ci occuperemo a breve. A Torino sono sbarcate due giocatrici che non hanno troppo bisogno di presentazioni, Hanna Bennison e Alisha Lehmann. La svedese, classe 2002, è uno dei prospetti più interessanti a livello continentale e, a dispetto dell’età, conta già una discreta esperienza internazionale. Sia con le squadre di club in Champions League sia soprattutto con la Nazionale, con la quale ha raggiunto i ragguardevoli traguardi di un terzo posto al Mondiale e una medaglia d’argento alle Olimpiadi. La svizzera, invece, è l’ultimo colpo in ordine cronologico, approdata parallelamente all’innesto di Douglas Luiz con la prima squadra maschile. Per lei più di 100 presenze in Premier League e già 51 gettoni con la selezione elvetica. In Piemonte porterà qualità, ma soprattutto tanta fame di successi e di trofei per riempire una bacheca personale purtroppo ancora vuota.

Lehmann Juventus Women, la rifondazione passa dal mercato

Juventus Women, il mercato in uscita

Per quanto concerne, infine, il fronte cessioni, il mercato ha portato via dalla Juventus Women nomi particolarmente altisonanti. Contratti troppo onerosi, rendimento sotto le aspettative e voglia di nuove sfide più ambiziose sono tra i motivi che hanno spinto le bianconere a privarsi di giocatrici come Grosso, Beerensteyn, Gunnarsdottir (per scadenza naturale del contratto) o Nildén (ceduta a titolo definitivo al Tottenham dopo avervi trascorso la seconda metà della passata stagione in prestito). E la lista potrebbe allungarsi in seguito. Sul piano tecnico e dell’esperienza la squadra ha perso decisamente tanto, ma tali sacrifici sono inevitabili quando si ha intenzione di intraprendere un percorso nuovo e che richiede anche un po’ di tempo. Non tutte sono disposte ad adattarsi a queste circostanze, a maggior ragione quando si tratta di giocatrici di comprovato spessore internazionale che ambiscono a competere ai massimi livelli continentali.

Nilden Juventus Women, la rifondazione passa dal mercato
Amanda Nildén, 25 anni, in azione con la maglia del Tottenham.

E proprio la Champions League sarà senza ombra di dubbio il banco di prova più importante per la Juventus Women 2.0 con tante giocatrici giovani e alle prime partite al di là dei confini nazionali. Un progetto così improntato alla linea green necessita inevitabilmente di tempo per crescere, consolidarsi e germogliare, passando anche attraverso momenti difficili che sicuramente non mancheranno. Tuttavia, la strada tracciata è questa ed è giusto che un club così vincente nel recente passato e che viene da 2 anni di transizione voglia ricominciare (quasi) da capo per costruire un nuovo progetto vincente per la sua storia e che sia anche da modello di sviluppo per il calcio femminile nostrano. Forte della consapevolezza di star gettando delle basi piuttosto promettenti e che col tempo i risultati arriveranno.

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