La famiglia nel pallone: i fratelli De Boer

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fratelli De Boer

Torna puntuale, come ogni giovedì, il consueto appuntamento con la rubrica “La famiglia nel pallone” targata 11contro11. Dopo aver trattato i fratelli Filippini e Vieri, oggi parleremo dei due fratelli De Boer. Frank e Ronald, gemelli, hanno scritto pagine di storia del calcio olandese. Entrambi hanno ancora un cordone ombelicale che li tiene fortemente legati alla società che, prima di tutte, ha creduto in loro: l’Ajax.

Bellissima e quasi emozionante la storia che unisce tra loro queste due icone del calcio Orange. Entrambi sono nati il 15 Maggio 1970, entrambi sono stati calciatori e, sia Frank che Ronald, hanno lo stemma dei lanceri impresso a caratteri cubitali sulla pelle. Se questa simbiosi fuori dal campo non bastasse, i due gemelli De Boer hanno condiviso gran parte delle proprie imprese sportive uno al fianco dell’altro. Soltanto due, infatti, le parentesi che han visto la loro separazione: quella di Frank al Galatasaray e quella di Ronald al Twente.

La storia calcistica dei fratelli De Boer

La famiglia De Boer è entrata a far parte della storia della Nazionale del proprio paese sia per numero di apparizioni sia perché, per almeno una decade, la loro presenza ai raduni della rappresentativa dei Paesi Bassi è stata una costante.

La famiglia nel pallone: i fratelli De Boer

La storia di Frank e Ronald De Boer, però, ha origine ad Hoorn, in Olanda, il 15 Maggio 1970. Entrambi i fratelli dimostrano, fin da subito, di possedere una grande passione per il gioco del calcio. Insieme, quindi, riescono ad entrare a far parte delle giovanili dell’Ajax. La compagine bianco-rossa, da sempre, è ritenuta essere una vera fucina di talenti. Questi ultimi, infatti, dopo alcuni anni nella società olandese, sono solitamente ingaggiati dai grandi club europei, che li rendono centrali nei propri progetti.

Dalle giovanili dell’Ajax al Barcellona: i De Boer uniti sul campo

Frank e Ronald sono ottimi ragazzi e bravissimi calciatori: i Lanceri decidono di puntare su di loro. Il primo è un terzino sinistro, che poi, durante l’arco della propria carriera, verrà schierato anche come difensore centrale; il secondo è invece un’ala, spesso posizionato anche come esterno di centrocampo. Nel 1987 Ronald entra a far parte del gruppo della prima squadra e nel 1988 Frank lo raggiungerà. Per tre stagioni i due ragazzi scendono in campo uno al fianco dell’altro, finché il Twente, nel 1991, non ingaggerà Ronald. Il più precoce dei due fratelli si trasferirà lontano da Amsterdam e, per un’annata, vestirà la casacca dei Twentenaren. Durante il periodo d’assenza del fratello, Frank solleva una Coppa UEFA (estate 1991). Nell’inverno del 1993 anche Ronald torna alla base e, fino al 1998, i De Boer vincono numerosi trofei: 4 titoli olandesi, una KNVB Cup, una Champions League, una Supercoppa UEFA e una Coppa Intercontinentale.

La famiglia nel pallone: i fratelli De Boer

È l’inverno tra il 1998 e il 1999 quando i due fratelli De Boer decidono di chiudere la propria carriera con la società che sanno esser diventata parte fondamentale delle proprie vite. I due hanno un conflitto con il club ed, inoltre, Luis Van Gaal, loro connazionale, li contatta per portarli a Barcellona. I catalani, infatti, stavano costruendo una formazione composta da un nucleo di calciatori olandesi per potersi confermare Campioni di Spagna. L’annata 1998-99 si conclude nel migliore dei modi ed i blaugrana conquistano il primato in Liga. Ronald gioca, nel complesso, 33 partite con il club durante quell’anno, e 20 durante il successivo; nel Gennaio 2001, poi, la sua storia in Catalogna si conclude, con il passaggio ai Glasgow Rangers per 5,5 milioni. 

Le strade si separano e si riuniscono in Qatar

Frank, dal canto proprio, rimane in Spagna fino all’estate del 2003, quando, però, decide di trasferirsi al Galatasaray. Tra il 2001 e il 2004 i due fratelli De Boer vedono le proprie carriere seguire binari paralleli ma abbastanza distanti. Nel Gennaio 2004, poi, Frank raggiunge il fratello in Scozia: da questo momento i due non smetteranno mai di giocare insieme. Infatti, anche nelle esperienze qatariote, i due non si separeranno più. Prima all’Al-Rayyan, poi all’Al-Shamal; nel 2006, infine, Frank si ritira dal calcio giocato, seguito nel 2008 anche dal fratello Ronald.

La Nazionale ed i record intercontinentali

I fratelli De Boer, oltre ad aver giocato sempre nelle medesime squadre di club, hanno anche vestito la maglia dell’Olanda, per più di un decennio. Durante tutte le manifestazioni internazionali disputate tra il 1992 e il 2004, ad eccezione del Mondiale 2002, almeno uno dei due, se non entrambi, ha preso parte alle spedizioni intercontinentali

La famiglia nel pallone: i fratelli De Boer

Frank ha disputato 3 Europei, arrivando in semifinale nel 1992, nel 2000 e nel 2004, e 2 Mondiali, nel 1994 e nel 1998. Ronald, invece, ha partecipato a 2 Europei (1996 e 2000) e a 2 Mondiali (1994 e 1998). I due hanno segnato 13 gol a testa con la maglia Orange, il secondo, però, in sole 67 presenze. Il primo, invece, ha vestito la casacca dei Paesi Bassi per ben 122 volte ed ha ottenuto il record di presenze, mantenuto fino al 2006, quando Van Der Saar lo ha superato. Purtroppo, però, poche sono state le gioie raggiunte: mai una finale disputata, mai un trofeo sollevato.

Dopo la fine, un nuovo inizio: i De Boer allenatori

Tra i due, Frank è il primo a ritirarsi: dopo l’esperienza in Qatar, nel 2006, egli decide di abbandonare il calcio giocato. Fin da subito, l’Ajax lo richiama in patria e gli affida il ruolo di allenatore per la squadra D-1; nel 2008, poi, passa alla selezione A-1, diventando, al contempo, assistente del selezionatore della Nazionale olandese. Nel 2010, l’Ajax decide di promuoverlo a coach della prima squadra: dal 2010 al 2016 De Boer vince 4 titoli olandesi (2011, 2012, 2013, 2014) ed una Supercoppa (2013). Durante la sua permanenza in patria, ottiene la medaglia per gli “alti servigi resi alla città di Amsterdam”, divenendo il quarto allenatore più vincente del paese (con quattro titoli, al pari di Michels e Van Gaal, due in meno rispetto a Hiddink). 

La famiglia nel pallone: i fratelli De Boer

Dopo la lunga storia d’amore con l’Ajax, Frank De Boer comincia una triste peregrinazione europea: dopo le parentesi fallimentari con Inter (2016) e Crystal Palace (2017), egli è “costretto” a trasferirsi negli Stati Uniti. All’Atlanta United si lega per un anno e mezzo (Dicembre 2018-Luglio 2020), periodo durante il quale vince la Campeones Cup. Nel 2020 rescinde il contratto per firmare, il 24 Settembre 2020, l’accordo con la Nazionale dei Paesi Bassi.

Ronald, al contrario, si ritira nel 2008 (due anni dopo il fratello). Dal 2010 al 2011 è vice-allenatore del Qatar Under-23; dal 1° Luglio 2011 diventa, poi, vice-allenatore della squadra A-1 dell’Ajax. A Luglio 2012 lascia l’incarico per passare all’Ajax B-1 in qualità di allenatore in seconda.

I fratelli De Boer oggi

Oggi i due fratelli De Boer stanno vivendo esperienze diverse. Se Frank è rimasto sempre strettamente legato al mondo del calcio, lo stesso non si può dire del fratello Roland. Il primo, infatti, dal 24 Settembre 2020 sta allenando la nazionale del proprio paese nativo: l’esperienza non è propriamente iniziata nel migliore dei modi (1 sconfitta, 3 pareggi e 2 vittorie) poiché l’Olanda non si è qualificata alle fasi finali di Nations League. 

La famiglia nel pallone: i fratelli De Boer

Ronald, nel suo post-carriera, ha compiuto molte e disparate esperienze. Tra le tante si evidenziano: la partecipazione e la vittoria al Superstar Chef (programma televisivo olandese nel quale i partecipanti sono chiamati a cucinare piatti sempre più complessi); la comparsa nella Serie TV “Good Times, Bad Times“; la partecipazione al programma “Hidden Best”,la collaborazione con numerose emittenti televisive (Al-Jazeera Sport, Fox Sports e SBS6) in qualità di commentatore tecnico ed analista.

In definitiva, parlare dei fratelli De Boer nella rubrica “La famiglia nel pallone” è stato quasi un obbligo. Tra rassegne mondiali ed europee disputate e Champions League sollevate, i due ragazzi olandesi non possono che meritare un posto tra le migliori coppie del mondo del calcio. Inoltre, anche fuori dal campo, i due olandesi si sono sempre dimostrati validi, educati e perennemente cortesi. Indubbiamente, quindi, i De Boer meritano una menzione all’interno dell’Olimpo dei più grandi. 

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