Lazio-Empoli (3-3): analisi tattica e considerazioni

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analisi tattica Sassuolo-Atalanta

Lazio ed Empoli sono due delle squadre più spettacolari e imprevedibili del nostro campionato e lo scontro che vede aprire il loro 2022 non poteva che regalare gol ed emozioni. All’Olimpico la partita si chiude sul 3-3, con la squadra di Andreazzoli che chiude in vantaggio il primo tempo e quella di Sarri che agguanta il pareggio al minuto 93. Orientarsi nella marea di reti, episodi, interventi del Var che contraddistinguono Lazio-Empoli non è facile, ma noi proviamo a farlo attraverso l’analisi tattica. Iniziamo, come sempre, dalle formazioni iniziali.

I padroni di casa scendono in campo col 4-3-3, schierando la miglior formazione possibile. In porta c’è Strakosha, con la linea difensiva formata da Marusic, Acerbi, Luiz Felipe e Hysaj. A centrocampo, confermato Cataldi in cabina di regia con Milinkovic-Savic e Luis Alberto ai suoi fianchi. Davanti, torna capitan Immobile, supportato da Pedro e Felipe Anderson.

Gli ospiti rispondono col consueto 4-3-1-2. A protezione di Vicario ci sono Parisi, Luperto, Ismajli e Stojanovic. In mezzo al campo l’inamovibile Ricci assieme alle mezz’ali Henderson e Zurkowski. Bajrami agisce, poi, alle spalle di Di Francesco e La Mantia, alla prima da titolare.

Primo tempo: la Lazio si sveglia tardi e l’Empoli colpisce

L’analisi tattica di Lazio-Empoli ci regala un copione già visto un mese fa in un altro rocambolesco pareggio della squadra di Sarri contro l’Udinese. I biancocelesti approcciano la gara con grande aggressività, ma gli uomini di Andreazzoli non si lasciano intimidire. Come consuetudine, la formazione toscana non rinuncia ai propri principi di gioco nemmeno in trasferta al cospetto di una big. E così la risposta al pressing laziale è l’uscita palla a terra dal basso. Determinante è la collocazione di Bajrami, che trova molto spazio tra le linee, perché Cataldi scopre la sua posizione uscendo alto su Ricci. Il fantasista di origini albanesi è anche bravo a svariare sulla trequarti, allargandosi spesso sulla destra, dove porta superiorità numerica con gli inserimenti di Henderson e le sovrapposizioni di Stojanovic.

Con un modo di giocare spensierato e propositivo, la squadra di Andreazzoli piazza un uno-due micidiale che sciocca la Lazio, ritrovandosi in vantaggio per 2-0 dopo appena 8 minuti. Ci pensano il numero 10 dal dischetto e Zurkowski, bravo a inserirsi in area dopo l’ennesima azione imbastita sulla fascia destra. I biancocelesti non impiegano troppo a reagire, affidandosi soprattutto all’ispirato Felipe Anderson largo a destra, che dà via a un duello ad alto voltaggio contro Parisi. La Lazio preme e al minuto 14 accorcia le distanze grazie al colpo di testa di Immobile. La partita si apre e diviene molto vivace, con un susseguirsi di azioni da una parte e dall’altra per via dei ritmi elevatissimi.

Lazio-Empoli (3-3): analisi tattica e considerazioni

Col passare del tempo, gli uomini di Sarri prendono definitivamente in mano il pallino del gioco. La manovra si fa più avvolgente, perché coinvolge anche i terzini e Pedro, allargandosi a sinistra, trova più spazio per incidere. Motore e cervello che ispirano le trame laziali sono le due mezz’ali Luis Alberto e Milinkovic, che alzano il livello di qualità delle loro giocate. Oltre ai gol e allo spettacolo, il primo tempo si caratterizza anche per un cambio per parte causa infortuni. Escono infatti Acerbi e Parisi, rimpiazzati da Patric e Marchizza.

Secondo tempo: le due squadre regalano emozioni fino all’ultimo istante

La ripresa si apre con la sostituzione di Bandinelli per Zurkowski e con un buon piglio della Lazio. La squadra di Sarri aumenta l’intensità della pressione e la velocità del palleggio. Luis Alberto si mette ancora in luce ed è lui ad ispirare la manovra, resa più fluida anche dal lavoro di Immobile, che non staziona in area, ma viene incontro per partecipare all’azione. I padroni di casa provano a sfondare sugli esterni, ma sia Pedro che Felipe Anderson devono fare i conti con le ottime opposizioni dei terzini toscani Stojanovic e Marchizza, che non si fanno superare facilmente.

L’Empoli, però, perde un po’ di efficacia rispetto al primo tempo, facendo fatica a palleggiare. Bajrami esce un po’ dalla partita, perché Cataldi riesce finalmente a schermare le linee di passaggio verso di lui. Gli uomini di Andreazzoli sono quindi costretti a lanciare lungo alla ricerca della fisicità di La Mantia o degli strappi in profondità di Di Francesco, ma hanno il pregio di difendere strenuamente l’area. Alla Lazio vengono concesse solo conclusioni da fuori. Con la squadra un po’ in sofferenza, l’ex collaboratore tecnico della Roma inserisce Stulac per Bajrami, passando al 4-4-2. Bandinelli ed Henderson si allargano, mentre il neoentrato si affianca a Ricci. Sarri, invece, porta Milinkovic più avanti per avere presenza in area, e inserisce Zaccagni e Leiva. E così la Lazio costruisce il 2-2 al minuto 66, grazie ad una girata del serbo.

Lazio-Empoli (3-3): analisi tattica e considerazioni

L’ultima mezz’ora di partita è un turbinio di emozioni. L’inerzia sembra girare a favore della Lazio che continua ad essere aggressiva, con Milinkovic ormai assoluto regista a tutto campo che dirige le operazioni. Al minuto 73, Andreazzoli cambia ancora assetto tattico. Con gli ingressi di Pinamonti e Viti, passa al 3-5-2, affidando le fasce in toto a Stojanovic e Marchizza. Quest’ultimo ne approfitta per sganciarsi in avanti e due minuti dopo, con una travolgente azione individuale sulla sinistra, arriva sul fondo e serve a Di Francesco un comodo assist per il gol del 2-3. I biancocelesti non gettano però la spugna e si riversano in avanti, finché, al minuto 93, è ancora Milinkovic a trovare la rete con un imperioso colpo di testa. La partita si chiude definitivamente sul 3-3 allo scoccare del settimo minuto di recupero.

Analisi tattica Lazio-Empoli: le considerazioni finali

La Lazio, dopo due vittorie consecutive, è costretta ad arrestare la sua rincorsa alla zona Europa. La partita rivela un po’ quella che è la doppia anima degli uomini di Sarri. Da un lato abbiamo la classe e la qualità dei giocatori offensivi, che quando sono in giornata, producono un calcio sinfonico. Dall’altro, però, denunciano una grave fragilità difensiva, con distrazioni individuali e collettive che costano caro. Il punto non giova alla classifica, ma i biancocelesti possono comunque raccogliere qualcosa di buono. Ad esempio lo spirito reattivo e combattivo col quale sono riusciti a strappare il pari, sicuramente importante in vista del prossimo delicato match contro l’Inter.

Per l’Empoli di Andreazzoli sono, probabilmente, finiti gli aggettivi. I toscani si dimostrano una realtà fantastica, legittimata dal temporaneo nono posto, e sfiorano il terzo colpaccio esterno di un certo peso, dopo aver espugnato l'”Allianz” e il “Maradona”. Un gruppo giovane, con ampi margini di crescita, ma già maturo per certi versi, a cominciare da Vicario. Il portiere, oltre alla decisiva parata sul rigore di Immobile, rimane sempre attento e concentrato, dando sicurezza alla difesa. Tra 3 giorni arriva un test importante contro il Sassuolo, da affrontare però senza le pesanti assenze di Bandinelli e Luperto squalificati.

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