Lazio-Juventus (1-1): analisi tattica e considerazioni

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Lazio-Juventus (1-1): analisi tattica e considerazioni

Finisce 1-1 il big match dell’Olimpico fra Lazio e Juventus. Una partita in cui la la Juve ha giocato meglio degli avversari ma alla fine il cuore e la volontà hanno permesso ai biancocelesti di portare a casa un punto prezioso. Vediamo dunque gli schieramenti delle due squadre e l’analisi tattica della partita Lazio-Juventus.

Inzaghi non può contare su Immobile, Strakosha e Leiva indisponibili per Covid mentre riesce a recuperare Luis Alberto che compone la mediana con Cataldi e Milinkovic. In attacco Correa a supporto di Muriqi con Caicedo che parte dalla panchina.

Pirlo schiera il consueto 3-4-1-2 con Demiral al posto dell’infortunato Chiellini in difesa; a centrocampo turno di riposo per Chiesa, sulla sinistra spazio a Frabotta mentre il trequartista alla spalle di Ronaldo e Morata lo fa Kulusevski vista l’indisponibilità per infortunio di Ramsey. Panchina per Dybala.

Primo tempo: una partenza lanciata consente alla Juve di chiudere in vantaggio con la rete di CR7

Avvio di partita convincente della Juventus: i bianconeri girano velocemente il pallone per cercare di conquistare l’ampiezza e mettere i difficoltà gli esterni della Lazio.

Inoltre la manovra offensiva inizia dalle retrovie con ottima qualità tecnica che consente così di saltare il pressing laziale.

Ma a spaccare la partita è una giocata individuale perché è Cuadrado che con forza, tecnica e personalità comincia l’azione che porta al gol superando due avversari; il colombiano, nel corso dell’azione, si inverte di posizione con Kulusevski creando confusione all’interno della retroguardia avversaria per poi ricevere palla da Bentancur, ottimo cross per Ronaldo che infila a porta vuota.

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Kulusevski (azzurro) dalla destra si accentra e lascia spazio a Cuadrado (rosso) che poi crosserà per Ronaldo

Sono 27 le reti del portoghese nel 2020, al momento il più prolifico nei maggiori campionati europei nell’anno solare.

La Lazio prova a reagire ma si fa sentire l’assenza di Immobile, giocatore che oltre ad attaccare la profondità, è bravo a fraseggiare e creare una valvola di sfogo per la squadra, caratteristica che manca invece a Muriqi.

Unica vera minaccia per la difesa bianconera è una palla morbida messa dalla trequarti da Radu per Milinkovic che sfrutta la sua forza fisica per fare la sponda per Muriqi ma l’attaccante, per poco, non arriva sul pallone.

Azione questa molto simile al gol realizzato dalla stesso Milinkovic contro l’Inter dove invece scelse di colpire direttamente verso la porta invece di fare la sponda.

Positiva la prestazione del duo Rabiot-Bentancur bravi ad intuire spesso le linee di passaggio e far ripartire la manovra.

Il francese quando intercetta si lancia anche in cavalcate personali mentre l’uruguaiano funge più da playmaker.

Un punto debole che cerca di sfruttare la Lazio è la zona del centro sinistra a centrocampo dove agisce Luis Alberto: lo spagnolo prova a giocare nello spazio lasciato libero da Kulusevski costringendo Bentancur a lasciare la sua zona di competenza creando una sorta di due contro uno con l’aiuto di Correa. Ma manca sempre qualcosa in attacco per impensierire Szczesny.

Nella parte finale del primo tempo, la Juve trova molti spazi grazie alla posizione di Kulusevski perché lo svedese, quando riceve palla spalle alla porta nel cerchio di centrocampo, è bravo a difenderla, saltare la pressione e condurre la ripartenza con Ronaldo e Morata ai suoi lati. Da un’azione simile nasce il palo colpito da CR7 a Reina battuto.

Secondo tempo: il cuore e il solito Caicedo regalano il pareggio alla Lazio

La ripresa conferma quanto visto alla fine dei primi 45′: Lazio che prova a fare gioco ma senza creare occasioni e Juventus pronta a ripartire e colpire.

Inzaghi inserisce Hoedt, Caicedo e Lazzari al posto di Fares, Radu e Muriqi per dare una spinta alla squadra.

Come detto, Rabiot gioca bene in fase di intercetto e si propone anche palla al piede come accade al 58′ quando un suo diagonale viene respinto da Reina.

La partita scorre senza particolari occasioni anche se con la sensazione che i bianconeri potrebbero sfruttare meglio le ripartenze che si presentano.

Pirlo sostituisce Ronaldo (dolorante alla caviglia) e Kulusevski con Dybala e McKennie.

Senza lo svedese, la squadra perde la pericolosità in velocità e il baricentro si abbassa.

Esce anche Morata dentro Bernardeschi, la Lazio cerca disperatamente il pareggio e all’ultimo respiro lo trova: Correa supera con un tunnel Bentancur, vince un rimpallo con Rabiot in area e serve Caicedo che si gira e batte Szczesny.

gol-caicedo Lazio-Juventus (1-1): analisi tattica e considerazioni
Caicedo (rosso) riceve palla da Correa. Bonucci permette all’attaccante di ricevere e tirare

Rivedibile per non dire sbagliata la marcatura di Bonucci nella circostanza perché il difensore consente all’attaccante di girarsi e in più sul suo piede forte, il destro, e Caicedo non perdona.

Analisi tattica Lazio-Juventus: le considerazioni finali

Solo ammirazione per l’orgoglio e il cuore messo in campo dalla Lazio: Inzaghi può essere contento della squadra per questo (qui), caratteristiche ormai ricorrenti e ammirate anche contro Torino e Zenit, in attesa del ritorno degli indisponibili.

Pirlo si è detto soddisfatto della prestazione (qui) ed effettivamente la squadra ha giocato una buona partita: è stato limato qualche difetto, la prestazione dei singoli è stata positiva e si è visto tanto spirito di sacrificio (vedi Morata).

Ma per vincere i campionati serve attenzione anche nei dettagli, cosa oggi mancata negli ultimi dieci secondi di partita.

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