Lazio-Milan (4-0): analisi tattica e considerazioni

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analisi tattica Sassuolo-Atalanta

A distanza di sole 24 ore, il tonfo dell’altra milanese chiude l’ultima giornata di andata del campionato di Serie A. Allo “Stadio Olimpico”, la Lazio sugella una prestazione incantevole, come andremo a vedere nella nostra analisi tattica, infliggendo un roboante poker al Milan. La squadra di Sarri annichilisce i rossoneri stravincendo in ogni zona del campo, specialmente sugli esterni, in un tripudio di estasi calcistica. Due reti per tempo: apre Milinkovic-Savic dopo appena 4 minuti e raddoppia Zaccagni al 38°. Nella ripresa, Luis Alberto sigla dal dischetto il gol che mette la parola fine sulla partita, prima di servire un assist bellissimo a Felipe Anderson per il definitivo 4-0. A conclusione di un’azione che è un manifesto della potenzialità estetica dei capitolini. Di questo e molto altro andiamo subito a parlare nell’analisi tattica di Lazio-Milan. Non prima, però, di aver presentato le formazioni.

L’ex tecnico di Juventus e Chelsea si affida al consueto 4-3-3 con una sola novità rispetto alla trasferta di Reggio Emilia. Davanti a Provedel, viene confermata la linea difensiva con Marusic e Hysaj terzini e coppia centrale Romagnoli-Casale. In cabina di regia Cataldi, affiancato dalle mezz’ali Luis Alberto e Milinkovic-Savic. Nel tridente offensivo, Felipe Anderson gioca da falso centravanti in luogo dell’infortunato Immobile, supportato da Zaccagni e Pedro che agiscono larghi.

Pioli recupera Tonali dalla squalifica, ma perde Theo Hernández, frenato da un problema fisico. Alla luce di ciò, il 4-2-3-1 dei rossoneri presenta Tătăruşanu tra i pali, Dest a sinistra per sostituire l’esterno basso francese, Calabria sull’altra corsia e Tomori e Kalulu in mezzo alla difesa. In mediana, ricostituito il tandem con Bennacer e l’ex Brescia. Giroud unica punta, sostenuto sulla trequarti da Messias, Diaz e Leao.

Primo tempo: la Lazio dà sfoggio della propria superiorità

L’analisi del primo tempo sembra riproporre il film già visto a Lecce e cioè un Milan che intrappolato nella gabbia tattica anche della Lazio. In particolare, i rossoneri soffrono maledettamente in costruzione contro il serrato e disciplinato 4-1-4-1 disposto dai biancocelesti in fase di non possesso. 

Gli uomini di Sarri lasciano il giro-palla ai difensori avversari col solo Felipe Anderson in pressione su di loro. Superata questa prima linea, però, si oscura la vallata, dato che Bennacer e Tonali sono presi a uomo da Milinkovic e Luis Alberto. Diaz viene controllato da Cataldi, perno davanti alla retroguardia, mentre Zaccagni e Pedro rientrano per chiudere sugli esterni. In questa situazione, gli ospiti faticano a dare sfogo alla propria manovra, che rimane troppo lenta e prevedibile. La mossa di Pioli di partire con una difesa a 3 (Calabria stringe e Kalulu si apre), tenendo Messias e Dest molto larghi e Leao più dentro al campo non paga. Il portoghese non ha spazio per ricevere e scatenarsi nell’uno contro uno, ben contenuto anche fisicamente da un attento Marusic. Idem dall’altra parte il brasiliano, che trova in Hysaj un ostacolo arcigno.

All’impeccabile organizzazione tattica i padroni di casa uniscono un’efficiente e proficua proposta offensiva, che rivela immediatamente la propria letalità.

Analisi tattica Lazio-Milan: come i biancocelesti costruiscono il doppio vantaggio

Come già fatto vedere ai tempi del Napoli, Sarri si dimostra un vero maestro del gioco offensivo senza centravanti. La scelta di schierare da falso nove Felipe Anderson è dettata non solo dalle sue straordinarie abilità tecniche, ma anche dalla sua comprensione del gioco. Caratteristiche che vengono sfruttate a meraviglia dalla Lazio per fare a fette il Milan, come ci apprestiamo a spiegare a questo punto dell’analisi tattica.

Il 7 biancoceleste viene incontro, portando con sé fuori posizione il diretto marcatore e appoggiandosi all’indietro. A questo punto, la palla viene rigiocata in avanti, a premiare gli inserimenti combinati delle mezz’ali o sugli esterni. Milinkovic e Luis Alberto, infatti, partono bassi ad inizio azione, ma quando il brasiliano retrocede, attaccano alle spalle Bennacer e Tonali, occupando la zona a ridosso dell’area. Zaccagni e Pedro rimangono invece molto larghi (soprattutto il primo per andare via a Calabria con irrisoria facilità, in un duello impari sul piano della velocità), sfruttando lo spazio lasciato dai terzini, costretti a stringere la posizione.

La tavola per i biancocelesti è così apparecchiata e l’esemplificazione perfetta di questa soluzione arriva dalla costruzione della rete del vantaggio. Al 4° minuto, Zaccagni riceve dal brasiliano, punta l’uomo, vede l’area riempita e serve Milinkovic, che sfrutta un doppio velo, piazzando la palla di sinistro all’angolino. È il preludio alla catastrofica serata del Milan, complicata ulteriormente dall’infortunio di Tomori, sostituito da Kjaer al 23°.

Lazio-Milan (4-0): analisi tattica e considerazioni

I rossoneri patiscono anche l’atteggiamento passivo di alcuni giocatori. In primis Leao, che oltre a non riuscire a essere incisivo con le sue giocate, diserta la fase difensiva. Dest si ritrova così spesso in balia del due contro uno con Pedro e Marusic. L’asse da cui ha origine la rete del 2-0. L’esterno serbo sfrutta la superiorità numerica per prendere d’infilata lo statunitense, ma la sua conclusione colpisce il palo. In maniera fortunosa, la palla sbatte sui piedi di Zaccagni, finendo in porta.

Secondo tempo: il Milan non punge e la Lazio dilaga

Nella ripresa, il Milan prova a scuotersi, dando qualche minimo segnale di reazione. La squadra entra con un piglio diverso, più aggressivo, alzando il baricentro. Ciò consente ai rossoneri di recuperare il pallone più velocemente e mettere così un minimo di pressione ai biancocelesti. In fase di possesso, Tonali lascia solo Bennacer davanti alla difesa per portarsi sulla stessa linea di Diaz. Entrambi, venendo incontro ai portatori, abbassano le mezz’ali avversarie, dilatando i reparti della Lazio. Si aprono spazi tra le linee e, soprattutto, sugli esterni, dove Messias viene cercato spesso con palla diretta dalla difesa per giocare l’uno contro uno.

A parte qualche spunto di Leao, però, gli uomini di Pioli non riescono a essere veramente incisivi. Il tecnico decide allora di affidarsi alle energie fresche dalla panchina. Al minuto 58 vengono rivoluzionati tre quarti del pacchetto offensivo. Entrano Origi, Saelemaekers e De Katelaere ad affiancare il portoghese, unico superstite dei titolari. Dal punto di vista della tattica, i cambi non apportano variazioni per il Milan, che si ritrova invece ad essere nuovamente colpito dagli affondi della Lazio, come vediamo a questo punto dell’analisi.

I biancocelesti chiudono la pratica

Nella parte centrale della seconda frazione, i padroni di casa pagano le energie spese nei primi 45 minuti, perdendo per un po’ le distanze tra i reparti. Senza che questo però si traduca in pericoli corsi per Vicario. Anzi, gli uomini di Sarri impiegano poco a trovare subito delle nuove contromosse per far male ai rossoneri

Con Milinkovic e Luis Alberto più impegnati in copertura, mancano giocatori che possano andare ad occupare la posizione di centravanti. Felipe Anderson cambia così modalità di gioco, andando ad attaccare in maniera continuativa la profondità, approfittando della difesa più alta e lenta del Milan. Al minuto 67, sugli sviluppi di una verticalizzazione per il brasiliano nasce l’azione che porta al fallo da rigore di Kalulu su Pedro. Dal dischetto, Luis Alberto non fallisce e segna il gol del 3-0 che spegne ogni velleità degli ospiti.

Lazio-Milan (4-0): analisi tattica e considerazioni

La squadra di Pioli esce definitivamente dalla partita, esponendosi all’esuberanza tecnica e all’entusiasmo dei capitolini. Al 75°, Zaccagni va via per l’ennesima volta sulla sinistra, trova ancora il centrocampista spagnolo che inventa un assist fantastico per Felipe Anderson. Davanti al portiere non può sbagliare, trovando gloria anche lui e siglando il gol del definitivo 4-0, frutto di voglia, qualità tecnica e classe superiori. Sarri può così concedere un po’ di riposo ai suoi titolarissimi. Tra il minuto 78 e l’87, consuma i suoi 3 slot di sostituzioni, mandando dentro Romero, Lazzari, Basic e Marcos Antônio per Pedro, Marusic, Milinkovic e Cataldi. Anche Pioli rassegna la resa togliendo Leao al 79°, rimpiazzato da Rebic, in una partita che ormai non ha più nulla da raccontare.

Lazio-Milan (4-0): analisi tattica e considerazioni

Analisi tattica Lazio-Milan: le considerazioni finali

L’apoteosi di stasera dimostra, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che la Lazio, quando è in giornata, è una squadra assolutamente sublime. Il mix tra la raffinata qualità degli interpreti, soprattutto quelli offensivi, e le idee di gioco di Sarri riesce a produrre degli spettacoli calcistici davvero estasianti. Peccato, però, che nell’arco della stagione i biancocelesti non riescano a dimostrare con sufficiente costanza e continuità questo lato così bello ed efficiente, lasciando punti preziosi per strada che frenano le alte ambizioni del club. Al di là dell’estetica, dal poker al Milan il tecnico toscano riceve una risposta importante anche sul piano mentale, come già accaduto a Reggio Emilia. E cioè quella di riuscire a riprendersi immediatamente ed efficacemente dopo il nuovo stop del bomber Immobile.

Quanto ai rossoneri, invece, prosegue il gennaio orrendo, in cui è arrivata una sola vittoria, a Salerno il 4 gennaio. Dopodiché, due pareggi in campionato (prima di stasera) e due sconfitte nelle partite ad eliminazione diretta (Coppa Italia e Supercoppa). La squadra ha perso le proprie certezze, sia tecniche che tattiche e continua ad essere falcidiata dagli infortuni, che minano una rosa di per sé non molto profonda. Per il prossimo turno, Pioli perde Bennacer per squalifica e restano da valutare le condizioni di Tomori e Calabria usciti malconci dall'”Olimpico”. Chissà che il tecnico emiliano non debba intraprendere l’idea di un cambio del sistema di gioco per tentare di dare una sferzata a una stagione che rischia di compromettersi sempre più. 

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