Lazio-Sassuolo (2-1): analisi tattica e considerazioni

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La serie A riparte dopo la deludente parentesi delle Nazionali. Nell’anticipo delle ore 18.00 della 31^ giornata, la Lazio vince per 2-1 contro il Sassuolo, riscattandosi dopo la pesante sconfitta nel derby. Gli uomini di Sarri disputano una partita quasi perfetta, macchiata dall’unica disattenzione difensiva negli istanti finali del match. Decisivi, ancora una volta, i giocatori di qualità. Di fronte ci sono due squadre tecniche, con un gioco rapido e verticale, attraverso cui esprimere spettacolo e concretezza. Immergiamoci dunque nelle pieghe di questo Lazio-Sassuolo per comprendere, sotto la lente della nostra analisi tattica, gli elementi chiave del successo biancoceleste. Iniziamo, come sempre, dalle formazioni.

Padroni di casa in campo col consolidato 4-3-3. Strakosha tra i pali, linea difensiva composta da Marusic, Acerbi, Patric e Lazzari. Leiva ancora padrone del centrocampo, affiancato dalla qualità di Milinkovic-Savic e di Luis Alberto. Tridente offensivo con Immobile centravanti e Zaccagni e Felipe Anderson sugli esterni.

Dionisi risponde affidandosi al suo 4-2-3-1. Consigli in porta, protetto dalla coppia di centrali Ferrari e Ayhan. Muldur e Kyriakopoulos esterni bassi a completare la retroguardia. In mezzo al campo, Frattesi ed Henrique. Scamacca unica punta, supportato alle spalle da Raspadori e lateralmente da Traoré e Defrel.

Primo tempo: tanta intensità e Lazio al comando

Come preannunciato in apertura di questa analisi tattica di Lazio-Sassuolo, all'”Olimpico” si affrontano due squadre votate al gioco offensivo. L’avvio di gara non può che essere scoppiettante, con ritmi molto alti. Entrambe si affrontano a viso aperto, portando tanti uomini nella metà campo avversaria, impostando da dietro con i difensori, per poi cercare immediatamente l’attacco della profondità delle punte. Dopo una prima fase di studio, si scoprono le carte. Gli emiliani, con la personalità che è loro solita, vogliono fare la partita. 

In fase di non possesso, i nero-verdi si schierano con un 4-4-2. Fondamentale è il lavoro di Raspadori a schermare e tagliare fuori dal gioco Leiva. Frattesi esce, invece, in pressione su Luis Alberto. In costruzione, il centrocampista dell’Under-21 gioca in verticale rispetto a Henrique, andando a posizionarsi tra le linee e inserendosi senza palla in area. Gli esterni offensivi giocano molto larghi, per dilatare la difesa biancoceleste. L’intraprendenza degli ospiti è testimoniata anche dal coraggio di Kyriakopoulos, che spinge costantemente sulla corsia di sinistra. La Lazio deve adeguarsi alla disposizione degli avversari, impiegando però poco tempo a proporre le giuste contromisure.

Analisi tattica Lazio-Sassuolo: la risposta dei biancocelesti

Gli uomini di Sarri lasciano l’iniziativa ai nero-verdi, attendendo l’attimo buono per colpire. Con Leiva estraniato dall’impostazione, i compiti di manovrare ricadono sulle due mezz’ali, che mettono a disposizione la loro incommensurabile qualità. Luis Alberto si abbassa, proponendosi come appoggio per la costruzione dal basso. Milinkovic, invece, si apre sulla destra, dove la Lazio costruisce la superiorità numerica. Su questo lato, infatti, agiscono sia Felipe Anderson che Lazzari. Gli esterni offensivi del Sassuolo non sempre encomiabili nel ripiegare, esponendo i terzini alla velocità e alla tecnica nell’uno contro uno dei laterali laziali. 

Anche tatticamente, l’approccio dei capitolini è impeccabile. Squadra compatta, linee corte e prezioso filtro dei centrocampisti per schermare le tracce verticali tra le linee. Tenendo alta l’intensità del pressing, poi, diviene facile recuperare il pallone sugli errori degli avversari. E con un Sassuolo particolarmente impreciso come non mai, le ripartenze da break si trasformano in un’arma devastante per i padroni di casa, messa subito a frutto. Al minuto 17, Lazzari intercetta un passaggio non irresistibile di Ferrari. Il numero 29, sfrutta l’assenza di Kyriakopoulos, salito in avanti, punta la difesa, si accentra e batte Consigli con un preciso sinistro. 1-0 e partita in discesa per la Lazio.

Lazio-Sassuolo (2-1): analisi tattica e considerazioni

La corsia di destra dei padroni di casa è incandescente. La velocità di Lazzari e la qualità di Felipe Anderson mandano in tilt la difesa nero-verde, incapace di porre un’efficace opposizione. Il terzino greco non trova mai il tempo di chiusura, venendo attaccato costantemente alle spalle. Subito il gol, il Sassuolo si spegne. Il solo Frattesi prova a suonare la carica mettendo in campo tanta generosità e impegno. La Lazio, invece, beneficia del vantaggio, amministrando senza grossi problemi e trovando con estrema facilità le giocate in verticale. Per i tagli delle ali o per Immobile, che si abbassa e lega il gioco senza subire la pressione della difesa emiliana. Solo negli ultimi 10 minuti, gli ospiti si riaffacciano in avanti e si rendono pericolosi proprio con Frattesi, che colpisce il palo.

Una sola pecca nell’ottimo primo tempo della Lazio. Quella di non aver concretizzato le tante occasioni costruite.

Secondo tempo: dominio Lazio, solo un guizzo nel finale per il Sassuolo

Nella ripresa, Dionisi manda subito dentro Rogerio al posto di Kyriakopoulos e cambia anche qualcosina tatticamente. Traoré viene spostato dentro al campo, con Defrel leggermente più vicino a Scamacca e Raspadori alle loro spalle. Gli emiliani si dispongono così con un 4-3-1-2. Il Sassuolo non riesce però a invertire la tendenza del primo tempo, continuando a perdere palloni sanguinosi in uscita. Al minuto 51, Milinkovic trova la rete del raddoppio, con un tocco preciso su assist da punizione di Luis Alberto. Palla inattiva generata dall’ennesimo errore in disimpegno dei nero-verdi.

Lazio-Sassuolo (2-1): analisi tattica e considerazioni

Con Scamacca braccato da Acerbi e Patric e con Raspadori che non trova spazi centralmente, è ancora Frattesi a rendersi vivo. Il centrocampista classe ’99 prova a sparigliare il castello difensivo bianco-celeste con i suoi inserimenti, ma la retroguardia di Sarri è irreprensibile. Per forza di cose il Sassuolo è costretto a sbilanciarsi, mandando così a nozze i giocatori offensivi della Lazio in contropiede. Luis Alberto e Milinkovic ispirano con la loro qualità eccelsa, mentre Zaccagni e Felipe Anderson fanno il bello e il cattivo tempo sugli esterni. Anche tatticamente, i biancocelesti continuano ad essere impeccabili, disponendosi con un ordinato 4-4-2. Traoré prende in mano la squadra, cercando fortuna sull’out di sinistra. Qui però, oltre a Lazzari, incontra anche l’opposizione del giocatore brasiliano, preziosissimo in ripiegamento

Dionisi attinge ancora forze fresche dalla panchina. Dentro Toljan e Harroui per Frattesi e Muldur. Traoré ricerca spazi tra e linee, lasciando la corsia libera a Rogerio, in costante proiezione offensiva. I movimenti dell’ivoriano alle spalle di uno stanco Leiva creano qualche apprensione agli uomini di Sarri. Il tecnico toscano corre ai ripari e poco alla volta cambia tutto il suo centrocampo. Entrano progressivamente Cataldi, Basic e Akpa Akpro. Nel finale, il Sassuolo trova l’unico guizzo decisivo. Al minuto 94, al termine di un’azione insistita, il neoentrato Samele scodella un pallone sul secondo palo. Traoré approfitta dell’unica sbavatura difensiva della Lazio e, dimenticato da Lazzari, batte Strakosha per il 2-1 che chiude il match.

Analisi tattica Lazio-Sassuolo: le considerazioni finali

La Lazio risponde al meglio alla brutta sconfitta nel derby. Lo fa non solo con una vittoria importante, ma anche con un’ottima prestazione. A fare la differenza per i biancocelesti è sicuramente la qualità, termine piuttosto ricorrente in questa nostra analisi tattica di Lazio-Sassuolo. In particolar modo, quella dei centrocampisti e degli esterni d’attacco, in grado di determinare da soli l’esito di una gara. Il successo contro gli emiliani è però anche frutto di un lavoro collettivo, fatto di attenzione, concentrazione e spirito di sacrificio da parte di tutti gli interpreti. Sbavatura finale a parte. Una dote che è spesso mancata alla squadra di Sarri e che ne ha rallentato la crescita, contribuendo ad un andamento stagionale troppo altalenante.

Lazio-Sassuolo (2-1): analisi tattica e considerazioni

Unico neo resta la condizione psicologica di Ciro Immobile. Il capitano disputa, come sempre, una grande partita di generosità. Corre tanto, si fa vedere, non sbaglia un movimento o un appoggio. A mancargli però è stata la cattiveria che lo ha reso il centravanti più prolifico degli ultimi anni. La batosta con la Nazionale sembra avergli lasciato qualche strascico.

Il Sassuolo interrompe, invece, la sua striscia positiva. La sconfitta dell'”Olimpico” va oltre quella meramente nominativa del risultato. La squadra emiliana ha dimostrato di essere temibilissima in trasferta, soprattutto di fronte alle big del campionato. Stasera, invece, arriva una prestazione decisamente sotto tono, che però non deve assolutamente sminuire quanto costruito finora. Le assenze, in particolar modo quella di Berardi, si sono fatte sentire, soprattutto nel reparto offensivo. E per il prossimo impegno casalingo contro l’Atalanta, ce ne sarà un’altra similmente pesante. Quella di Frattesi, squalificato.

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