Le pagelle di Club Brugge-Fiorentina (1-1): toscani in finale!

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Per la seconda volta di fila la Fiorentina vola in finale di Conference League! Considerando la vittoria per 3-2 del primo atto, basta un pareggio alla compagine toscana per strappare il pass per Atene. Una sfida affatto semplice per gli uomini di Vincenzo Italiano sotto nel punteggio a causa del colpo di testa di De Cuypers. Dopo una prima frazione sottotono e in difficoltà, la Viola rientra dagli spogliatoi con un piglio completamente diverso andando diverse volte vicino all’1-1 come dimostrano i tre legni presi durante i 90′. Nel finale, però, si rende ancora una volta decisivo NzolaMatch-winner la scorsa settimana, l’angolano si guadagna il calcio di rigore trasformato da Beltrán. Nulla da fare invece per i padroni di casa capaci di creare diversi grattacapi agli avversari, ma parsi troppo stanchi nella ripresa. Ecco le pagelle di Club Brugge-Fiorentina.

Le pagelle di Club Brugge-Fiorentina

Prima di analizzare insieme le pagelle dei protagonisti di Club Brugge-Fiorentina, proviamo a dare una valutazione all’operato del direttore di gara.

Arbitro: Halil Umut Meler 6,5 – Per evitare di spezzettare troppo la partita il fischietto turco tende a non fermare quasi mai il gioco fischiando solo contatti estremi da ambo le parti. Ottimo nella gestione dei cartellini, nel corso della ripresa assegna correttamente il penalty alla Viola per un intervento pericoloso in area di Mechele ai danni di Nzola.

Pagelle Club Brugge

Mignolet 6 – Mostra subito riflessi pronti sul tiro quasi a porta sicura di Nico González compiendo interventi non complicati per il resto dei 90′. Intuisce il rigore di Beltrán ma non è abbastanza per respingerlo.

Sabbe 5,5 – Dalla sua zona di campo deve vedersela contro un cliente scomodo ed imprevedibile del calibro di Kouamé. Il più pericoloso tra le fila avversarie non permette di fargli trascorrere un pomeriggio tranquillo.

Mechele 4,5 – Ribatte colpo su colpo le avanzate ospiti prendendo subito le misure in marcatura su Belotti. Garantisce tanta solidità al reparto, ma la sua ottima prestazione viene sporcata nel finale dal brutto fallo da rigore ai danni di Nzola. Sbaglia completamente i tempi dell’intervento sull’attaccante avversario commettendo un grave errore per un difensore della sua esperienza.

Ordoñez 6,5 – Nonostante il giallo sul groppone, il giovane centrale ecuadoriano con grande determinazione argina diverse sortite offensive dei toscani soprattutto nella ripresa.

De Cuyper 7 – Intraprendente sin dai primi minuti, l’esterno basso belga apre le danze con un colpo di testa che rimette in equilibrio il punteggio complessivo. Spinge tanto sull’out di sinistra dando prova anche del suo mancino tagliente su sviluppi di calci piazzati.

Vetlesen 6 – Prestazione senza lode e senza infamia per il ventiquattrenne che si guadagna una sufficienza in queste pagelle di Club Brugge-Fiorentina (70′ Zinckernagel 5,5 – Complice l’andamento della sfida tocca pochi palloni non garantendo il giusto contributo nei 20′ a disposizione).

Odoi 6,5 – Prova di grande sostanza per il ghanese capace di dare non solo ordine in mezzo al campo, ma anche di recuperare un gran numero di palloni (86′ Nusa s.v.).

Jutglà 6 – Forse il meno appariscente dell’attacco del Bruges, il catalano si rende comunque protagonista di una gara sacrificio. 

Vanaken 6,5 – Fa prevalere la sua prestanza fisica e le sue doti tecniche vestendo i panni dell’assist-man in occasione del momentaneo 1-0. Si fa trovare in ogni zona del campo rimanendo sempre nel vivo della manovra. 

Skoras 5,5 – Uno dei più vivaci tra le fila nero-blu, l’esterno classe 2000 mette in mostra la sua agilità palla al piede e la sua imprevedibilità soprattutto nei primi 45′. Oggetto misterioso nel corso della seconda frazione (86′ Nielsen s.v.).

Igor Thiago 6 – Pericolo numero 1 per la retroguardia toscana, il centravanti brasiliano crea diversi grattacapi agli avversari dando prova della sua velocità e del suo strapotere fisico. L’atteggiamento difensivo dei suoi nella ripresa non gli permette di incidere a dovere-

Allenatore: Nicky Hayen 6 – All’allenatore belga bisogna dare assolutamente i meriti per aver preso a marzo una squadra in crisi e averla portata a giocarsi una storica semifinale di Conference. Il sogno di centrare una finale che mancava dalla stagione 1977/78, però, si spegne sul più bello complice un atteggiamento forse troppo passivo al rientro dagli spogliatoi. I Contadini soffrono per tutta la seconda parte di gara il coraggio e la superiorità degli ospiti e sono costretti a capitolare per una grave ingenuità di Mechele. Tanta delusione per esser stati vicini all’impresa, ma quest’organico è composto da diversi calciatori giovani da tener d’occhio!

Le pagelle di Club Brugge-Fiorentina (1-1): toscani in finale!

Pagelle Club Brugge

Terracciano 6,5 – Vive una serata da spettatore non pagante, ma non può nulla sul gol del momentaneo 1-0 siglato dai belgi. Nel finale è autore di un grande intervento su un tiro deviato di Vanaken.

Dodò 7 – Costretto agli straordinari in fase difensiva, il terzino brasiliano compie un vero e proprio salvataggio anticipando Skoras a tu per tu con Terracciano. Spesso e volentieri sfrutta gli spazi lasciati dai padroni di casa sulla corsia di destra per sovrapporsi in avanti.

Milenkovic 5,5 – Superficiale in diversi situazioni di gioco, soffre la fisicità di Igor Thiago per gran parte dei 90′. 

Martínez Quarta 5,5 – Sorpreso dall’inserimento in area di rigore di De Cuyper in occasione del primo gol dell’incontro, il centrale argentino perde la marcatura sul terzino avversario. Mister Italiano chiede di sganciarsi in avanti per tenere “a uomo” Vanaken, ma questo consente agli avversari di trovare diversi spazi in contropiede. Si rifà nel finale a difesa del pareggio.

Biraghi 6 – Nel secondo tempo tenta di portare dalla propria parte il discorso qualificazione con la specialità della casa: il calcio di punizione. La prima non impensierisce i padroni di casa, la seconda invece si stampa sulla traversa.

Arthur 6 – Prezioso nel dare una mano in copertura, l’ex centrocampista della Juventus detta con la solita precisione i tempi di gioco in fase d’impostazione (71′ Duncan 6 – Buon approccio alla gara per il ghanese da subito nel vivo del gioco nei 20′ a disposizione).

Mandragora 6 – Prova pulita e priva di sbavature degne di nota per il classe ’97. Si porta a casa una meritata sufficienza in queste pagelle di Club Brugge-Fiorentina.

Nico González 6 – Si accende a sprazzi il n°10 viola ad un passo dal pareggio pochi minuti il gol del vantaggio belga. Non sfrutta la palla verticale e precisa di Arthur trovando la respinta di un attento Mignolet. La sua prova cresce con il passare dei minuti.

Beltrán 7 – Sulla respinta di Mignolet sulla conclusione di Nico González l’ex River Plate va ad un passo dall’1-1, ma complice una leggera deviazione di De Cuyper il pallone termica di poco fuori. Dopo una partita opaca e un periodo complicato, riesce a riscattarsi prendendosi la responsabilità del calcio di rigore regalando ai suoi il biglietto per Atene (90′ Ranieri s.v.).

Kouamé 6,5 – L’ex esterno d’attacco dell’Anderlecht va a millimetri dal gol del pareggio con un tiro improvviso che si stampa sulla traversa. Uno dei più vivaci del reparto offensivo viola, grazie alla sua agilità crea diversi grattacapi alla difesa avversaria. Tanta la sfortuna per il n°99 che nella ripresa ci riprova di testa con il palo che gli nega la gioia personale

Belotti 5,5 – Bel limitato dal trio difensivo blu-nero, il Gallo spreca tante energie senza però mai rendersi pericoloso dalle parti di Mignolet (71′ Nzola 6 – Il match-winner dell’andata si rende ancora una volta protagonista guadagnandosi il penalty dell’1-1. Nel finale va anche vicino alla gioia personale)

Allenatore: Vincenzo Italiano 7 – Se una squadra riesce a centrare per due stagioni di fila una finale europea i meriti sono anche dell’allenatore. Un allenatore capace di spronare i suoi all’intervallo dopo una prima frazione confusionaria, proponendo un gioco propositivo e coraggioso. Aspetti questi che permetto meritatamente ai toscani di strappare il pass per Atene. Ancora una volta l’obiettivo è inserire in bacheca un trofeo internazionale che alla Fiorentina manca dalla Coppa delle Coppe del 1960.

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