Le pagelle di Fiorentina-Lazio (0-4): biancocelesti straripanti

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La Lazio chiude la 9a giornata di Serie A vincendo e convincendo al Franchi con la Fiorentina. Una vittoria cinica, con gli uomini di Maurizio Sarri capaci di sfruttare al massimo le occasioni avute. A dire la verità, i viola hanno diverse chance ma, come al solito, peccano di precisione negli ultimi metri. Un 0-4 forse eccessivo per i valori espressi in campo, ma simbolo delle palesi difficoltà offensive. Così i capitolini trovano il quarto successo di fila e agganciano Milan e Udinese al secondo posto. Solo nove punti, invece, per i toscani, alla seconda sconfitta di fila e alla settima performance stagionale senza reti. Fischi a fine partita. Presentiamo le pagelle di Fiorentina-Lazio

Le pagelle di Fiorentina-Lazio

Prima di analizzare le pagelle dei protagonisti di Fiorentina e Lazio, diamo un giudizio alla prova del direttore di gara.

Arbitro: Maresca 6 – Nessuna particolare difficoltà per il fischietto di Napoli, chiamato a gestire un match senza particolari episodi dubbi. Manca solamente un giallo nella prima frazione a Milinkovic-Savic, poco lavoro da sbrigare. A seguire le pagelle di Fiorentina-Lazio.

Pagelle Fiorentina

Terracciano 6 – Assiste impotente alla goleada biancoceleste. Cerca di rammendare come può, ma gli avversari sbucano da tutte le parti.

Dodo 5 – Il mismatch con Zaccagni è evidente e ciò evidenzia come il brasiliano debba lavorare sulla fase difensiva. Il laziale lo punta a ripetizione e lo mette puntualmente in imbarazzo. Poca spinta.

Igor 6 – Perlomeno cerca di tenere in piedi la baracca. Non commette particolari sbavature, ma esce dal campo perché ammonito (59′ Milenkovic 5,5 –  Al rientro dopo l’infortunio, il serbo partecipa all’imbarcata finale. Non che potesse fare miracoli, ma non infonde sicurezza).

Martinez Quarta 5,5 – Impreciso pet tutto il match, si perde completamente Zaccagni in marcatura sullo 0-2. Da quel momento in poi, sbaglia diversi controlli e rischia di innescare ripartenze.

Biraghi  5,5 – Il capitano viene meno in una gara fondamentale. Cerca di dare più in fase di attacco, ma manca precisione nei cross e convinzione nelle giocate.

Bonaventura 5,5 – L’ex Milan ha il passo per fare male, risulta però inconcludente. Si perde poco a poco, senza lasciare il segno, sebbene provi al massimo (72′ Maleh s.v.).

Amrabat 5,5 – Il mediano marocchino viene meno nel ruolo di incontrista. Il centrocampo romano ha la meglio con le sue qualità, si prende un giallo evitabile e Italiano lo toglie dal campo (58′ Barak 5 – Da lui ci si attende maggiore intraprendenza, di fatto mai pungente).

Mandragora 5,5 – Il classe 1997 battaglia dall’inizio alla fine, ma ne esce spesso sconfitto. Dovrebbe alzare l’asticella e porsi maggiormente al centro della squadra.

Ikoné 5,5 – In alcune circostanze pasticcione, è uno dei più insidiosi nella prima frazione. Sotto porta, però, la solita mancanza di cattiveria (46′ Gonzalez 5,5 – Un pallonetto di poco fuori a punteggio acquisito e niente di più).

Jovic 5 – Il serbo ha almeno due chance capitali, ma le getta alle ortiche. Molto mobile, non incide come dovrebbe. Firenze aspetta ancora i suoi gol.

Kouamé 5,5 – L’ivoriano parte bene, ma è spesso inconcludente nell’ultimo dribbling. Vive di discontinuità, ciò che gli manca per salire davvero di livello (72′ Saponara s.v.).

Allenatore: Italiano 5,5 – Sarebbe ingiusto giudicarlo con un voto eccessivamente basso. La prestazione c’è così come il possesso palla, ma manca la stoccata finale. Un problema palese in questa stagione. Dato curioso: nessun giocatore a oltre una rete in campionato. Un dato che deve far riflettere.

Le pagelle di Fiorentina-Lazio (0-4): biancocelesti straripanti

Pagelle Lazio

Provedel 6,5 – Risponde presente agli squilli di Jovic e Igor, sempre sul pezzo. Dimostra di aver meritato la convocazione di Mancini in Nazionali.

Lazzari 6,5 – Batte il corner dello 0-1, ma nella sua prestazione c’è molto altro. Una corsa continua, spirito di sacrificio e compatteza su Kouamé. Uno degli insostituibili di questa Lazio.

Patric 6,5 – Impressionante la crescita dello spagnolo, dai fischi dei tifosi agli applausi. Sempre in anticipo e provvidenziale in più circostanze. In piena fiducia.

Romagnoli 7 – Sembra un altro giocatore da quando veste la maglia della sua fede calcistica. In marcatura è difficilmente ingannabile, ottimo nelle letture difensive. Sembra aver trovato il suo habitat.

Marusic 6 – Sempre coraggioso, non si risparmia mai e lo scontro che lo fa uscire dopo un colpo violentissimo alla testa lo dimostra. Utilissimo tatticamente e sempre in posizione (72′ Hysaj s.v.).

Milinkovic-Savic 7 – Sembra sornione, quasi ciondolante in mezzo al campo. Poi dal nulla estrae due assist vincenti, 7 in campionato. Ai suoi livelli in Europa solo un certo De Bruyne: insostituibile.

Marcos Antonio 6,5 – Tanta corsa e dinamicità per il verdeoro. Difficilmente superabile, tiene botta e chiude le iniziative (62′ Luis Alberto 7 – A volte ci si chiede come un giocatore come lui possa non partire titolare. Entra e chiude con la gara con lo 0-3, letale).

Vecino 6,5 – In rete con il classico gol dell’ex, trova il tempo giusto per staccare su corner. Tanta quantità poi e dinamismo, il giusto equilibrio con le doti offensive di Milinkovic.

Felipe Anderson 6,5 – Non entra nel tabellino, ma la sua rapidità tiene in continua apprensione la difesa viola. Da lui ci si attende sempre una giocata decisiva, sempre insidioso (79′ Pedro s.v.).

Immobile 7,5 – Una traversa, un passaggio vincente e una rete a suggellare il definitivo 0-4. Si accende in pochi minuti e festeggia la 300esima in Serie A raggiungendo quota 188 gol. Al pari di Gilardino, Signori e Del Piero. Scusate se è poco.

Zaccagni 7 – Sempre più al centro del progetto tecnico. Una bella incornata a suggellare lo 0-2 e una continua propensione alla pericolosità. Nell’uno contro uno non si acciuffa, svernicia Dodo con classe (79′ Cancellieri s.v.).

Allenatore: Sarri 7 – La Lazio inizia ad avere una fronte impronta del sarrismo. Rete di passaggi, bel gioco, grandi combinazioni in attacco e letalità sotto porta. Si diverte e fa divertire, la vittoria in Italia deve essere il viatico per spiccare il volo anche in Europa. Intanto va a letto al secondo posto.

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