Le pagelle di Giappone-Spagna (2-1): Samurai agli ottavi

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È stata una serata calcisticamente memorabile per il Paese del Sol Levante, che è riuscito nell’impresa di qualificarsi agli ottavi di finale da primo di un girone proibitivo. Dopo un primo tempo dominato dal gioco avvolgente (e soporifero) ma vanesio della Spagna, i nipponici sono riusciti a scuotersi nella ripresa grazie ai cambi, così come era successo nella partita contro la Germania. L’ingresso ad inizio ripresa di Doan e Mitoma ha portato infatti un gol e un assist agli asiatici, che hanno ribaltato lo 0-1 iniziale di Morata. La seconda rete giapponese, siglata da Tanaka con un tap-in, è stata oggetto di numerose discussioni: si pensava infatti che fosse viziata da un grave errore arbitralel’uscita non ravvisata del pallone dal campo prima del cross. Ulteriori immagini hanno però chiarito la correttezza della decisione arbitrale. Passiamo ora alle pagelle dei protagonisti di Giappone-Spagna.

Le pagelle di Giappone-Spagna

Prima di passare alle pagelle di giocatori e allenatori di Giappone-Spagna, proponiamo quelle del giudice di gara e dei suoi assistenti.

Arbitro: Victor Gomes – Appurata la correttezza della scelta arbitrale in occasione del 2-1 nipponico, non resta che premiare la sua direzione di gara, pressoché impeccabile sia nella gestione dei falli che in quella dei cartellini (Thusi Siwela/Pathsoane 6).

Le pagelle di Giappone-Spagna (2-1): Samurai agli ottavi
Il gioco prospettico inganna gli osservatori che credono di ravvisare l’uscita del pallone da posizione defilata.

Pagelle Giappone

Gonda 6,5 – Nonostante il poco coraggio dimostrato in occasione dello 0-1 di Morata, in cui non esce e viene fulminato dal colpo di testa dello juventino, si rifa ampiamente nel finale di gara, quando è chiamato ad un doppio intervento, prima su Asensio e poi su Dani Olmo.

Itakura 6 – Partecipa all’errore collettivo della difesa sul gol di Morata perdendolo di vista, ma la sua prestazione complessiva è ampiamente sufficiente. Ringhia su Dani Olmo per tutto il primo tempo e metà del secondo, senza concedergli spazio per respirare. Nel finale fa lo stesso su Ansu Fati, sporcando innumerevoli palloni.

Yoshida 7 – È il vero e proprio totem della difesa giapponese. Dove c’è lui non si passa, con o senza palla: non è un caso se Morata nel primo tempo riesce ad avere un’occasione buona per segnare (che sfrutta) solo quando l’ex Sampdoria non è il suo diretto marcatore. Nei minuti finali è bravo a resistere agli assalti iberici e ad allontanare moltissimi pericoli, nonostante la spada di Damocle del giallo pendente da 45′ sulla sua testa.

Taniguchi 7 – Partita praticamente perfetta per il braccetto sinistro della difesa di Moriyasu. Nonostante nella prima metà di gara debba contenere un cliente piuttosto scomodo come l’esuberante Nico Williams, infatti, non si dà mai per vinto, ed è bravissimo nel muoversi in perfetta sincronia con i compagni di reparto.

J. Itō 6 – L’esterno in forza al Reims è uno dei giocatori meno appariscenti nella formazione del Paese del Sol Levante, ma è una pedina perfettamente funzionale al gioco del Giappone. Se infatti è difficile apprezzarne l’apporto in fase d’attacco, sia nella prima frazione che quando, nel corso della ripresa, viene spostato in posizione leggermente più avanzata, il suo atteggiamento è sempre agonistico e mai domo, proteso al recupero della palla. Inoltre, dà il “La” per l’azione dell’1-1 di Doan. 

Morita 6,5 – Solita partita di muscoli e lavoro sporco per il 27enne centrocampista dello Sporting Lisbona. La diga eretta da lui e Tanaka (con cui si alterna spesso nel portare il primo pressing su Busquets) al centro del campo regge solidamente alla fantasia della mediana iberica. Morita finisce la partita con i crampi: vedendo quanto ha corso, non c’è da stupirsene.

Tanaka 7,5 – Così come il compagno di reparto, non si spaventa davanti ai ben più blasonati centrocampisti delle Furie Rosse, che argina senza fare troppi complimenti. Il suo voto, fra i più alti nelle pagelle del Giappone contro la Spagna, è giustificato dall’importanza storica del gol che mette a segno (un capolavoro di caparbietà e forza fisica), il quale guadagna agli asiatici l’accesso agli ottavi di finale in un Mondiale per la 4ª volta in assoluto su 7 partecipazioni (87′ Endō s.v.).

Nagatomo 5,5 – Finché resta in campo, l’ex interista è autore di una partita opaca, anche perché il gioco del Giappone nel primo tempo non esalta le sue doti in fase d’attacco, ma lo costringe spesso a ripiegare in difesa. È vero, non collassa mai del tutto, ma pare sempre un po’ fuori tempo e, sul gol di Morata, si perde Azpilicueta, che crossa indisturbato (46′ Mitoma 7,5 – Gran voto per l’ala del Brighton, che, impiegata come esterno a tutta fascia, spinge da vero attaccante senza dimenticare di eseguire i suoi compiti in copertura. È decisivo in occasione del 2-1 nipponico, quando riesce a tenere in gioco un pallone che sembrava destinato a spegnersi sul fondo. Nel finale ha ancora la forza per una sgroppata sulla fascia sinistra dopo un grande anticipo difensivo, dopo la quale mette un assist al bacio in mezzo, sprecato da Asano).

Kamada 6 – L’attaccante dell’Eintracht Francoforte dovrebbe essere uno dei più fantasiosi nella formazione giapponese, ma nel primo tempo riesce a tirare solo una volta (murato da Rodri) e fatica a far uscire la propria squadra in palleggio. È così costretto a compattarsi con i compagni dietro alla linea del pallone. Nel secondo tempo, finché non viene sostituito, è bravo nel capire i momenti in cui è necessario pressare la Spagna e quelli in cui è meglio attenderla dietro (69′ Tomiyasu 6 – Partecipa alla resistenza giapponese nel finale di gara, giocando da esterno nella difesa a 5 di Moriyasu. Sebbene non entri subito in partita e dalla sua parte la Spagna riesca a creare qualche pericolo, con l’aiuto dei compagni non commette errori decisivi).

Kubo 5 – Da lui, che conosce molto bene il calcio spagnolo, era lecito attendersi qualcosa di più. Pur perdendo all’incirca lo stesso numero di palloni di Kamada, rispetto al compagno il trequartista etichettato da alcuni come il “nuovo Messi” sembra meno coinvolto e propenso al sacrificio in fase difensiva. La totale assenza di sue idee nell’arco dei primi 45′ porta l’allenatore a sostituirlo nel corso dell’intervallo (46′ Doan 8 – Dopo il gol messo a segno, sempre da subentrato, contro la Germania, il giocatore del Friburgo si ripete contro un’altra big europea, la Spagna di Luis Enrique. La sua serata è resa indimenticabile dal gol con cui riaccende le speranze nipponiche al primo vero tiro in porta della gara e dal tiro-cross velenoso che crea le circostanze per la rete del 2-1, dopo un bel dribbling in velocità. È sua la migliore fra le pagelle di Giappone-Spagna).

Le pagelle di Giappone-Spagna (2-1): Samurai agli ottavi

Maeda 6 – Sufficienza più che meritata per la mai doma punta del Celtic, costretta agli straordinari in fase di pressing e di ripiegamento difensivo. I pochissimi palloni toccati (12), non devono ingannare riguardo alla bontà della sua prestazione: nel primo tempo si ricordano infatti un passaggio chiave in area di rigore dopo soli 8′ per J. Itō e una palla quasi soffiata al lasco Unai Simón (62′ Asano 6,5 – Come i compagni, entra bene a partita in corso, e con le sue improvvise accelerazioni tiene sempre in apprensione la difesa delle Furie Rosse, oltre a portare forze nuove in fase di pressing. Peccato per un’occasione nitida gettata al vento a 20′ dal termine: avrebbe potuto, forse, dare più tranquillità ai suoi nel finale di gara).

Allenatore: Moriyasu 9 – Soltanto guardando le statistiche della partita ci si può rendere veramente conto del capolavoro dell’allenatore del Giappone contro la Spagna dei giovani fenomeni. A fronte di un possesso palla iberico che va oltre l’80%, infatti, il c.t. giapponese propone un gioco assolutamente cinico e spietato, fatto di organizzazione difensiva e ripartenze. Considerando che solitamente due indizi fanno una prova, questa partita è la conferma dell’ottimo lavoro svolto dal tecnico nipponico, che, come contro la Germania, studia perfettamente i cambi e l’atteggiamento della sua squadra nei vari momenti della partita.

Le pagelle di Giappone-Spagna (2-1): Samurai agli ottavi

Pagelle Spagna

Unai Simón 5 – Il portiere spagnolo non solo appare troppo sicuro di sé nella gestione della palla con i piedi in varie occasioni (Maeda riesce quasi a scippargliela nel primo tempo), ma è pure doppiamente colpevole sul gol del pareggio di Doan. Infatti, dopo aver messo in difficoltà A. Balde con una palla alta difficile da addomesticare, non riesce a respingere il mancino da fuori del giapponese, che, per quanto potente, è piuttosto centrale.

Azpilicueta 6,5 – Uno dei migliori della difesa spagnola. È autore dell’assist per l’1-0 di Morata, con un cross pennellato perfettamente al centro dalla trequarti. Sbaglia pochissimo in fase di impostazione e la sua posizione avanzata intimorisce Nagatomo, che non può spingere da quella parte. Sarà un caso, ma la riscossa giapponese comincia solo dopo la sua uscita dal campo (46′ Carvajal 5,5 – L’esterno basso del Real Madrid, pochi minuti dopo il suo rientro, deve eseguire, ancora freddo, l’intervento più difficile della sua partita, cercando di contrastare Mitoma su una palla che sembrava ormai uscita dal campo. A differenza dell’avversario, non ci crede fino in fondo, e fallisce nell’intento. Nel forcing finale, manca della qualità necessaria per dare il suo apporto alla fase d’attacco).

Rodri 5,5 – Nel primo tempo gestisce magistralmente il gioco nella posizione di regista basso in difesa, ruolo a cui ci ha ormai abituati nel corso di Qatar 2022. Nonostante la grande qualità dei suoi passaggi, però, non riesce mai a trovare il passaggio filtrante decisivo per bucare l’attenta difesa nipponica, nemmeno quando, nel finale, si muove liberamente nella metà campo avversaria. Da centrocampista l’errore in occasione del gol del 2-1, quando non crede nel salvataggio di Mitoma e si perde il rimorchio di Tanaka.

Pau Torres 6 – Come il compagno di reparto gioca un primo tempo di grande qualità e personalità, senza grossi patemi. Nel secondo tempo esce un po’ in ritardo sul tiro da fuori di Doan che porta al pareggio, ma non ha particolari colpe il tale circostanza. Semmai, gli si può rimproverare una certa lentezza nella gestione del pallone, che, rispetto alla prima frazione, diventa pesantissimo – e prevedibile – fra i suoi piedi.

A. Balde 5 – Non buona la prestazione del terzino blaugrana, che è parzialmente colpevole in entrambi i gol giapponesi. Sul primo controlla male e perde la brutta palla alta giocatagli da Unai Simón, mentre sul raddoppio si fa fare tunnel dall’esuberante Doan. Peccato, perché per tutto il primo tempo la partita di A. Balde era stata più che discreta (68′ Jordi Alba 6 – Entra a poco più di 20′ dalla fine e si mette a spingere con una certa continuità sul lato sinistro, in tandem con Ansu Fati. Da quella parte, infatti, arrivano i principali pericoli per il Giappone nel finale di gara).

Gavi 5L’enfant prodige del Barça è autore di una prova al di sotto delle aspettative, soprattutto quando, nel secondo tempo, la mediana nipponica gli prende le misure, imbrigliandolo in una morsa dalla quale non riesce più a districarsi. Nella prima metà di gara, invece, i suoi assoli nel movimento corale della Spagna, sembravano poter fare la differenza da un momento all’altro. La sua è fra le pagelle peggiori della Spagna contro il Giappone (68′ Ansu Fati 6 – Subentra per portare maggior peso offensivo e tentare il tutto per tutto alla ricerca del pari. Ci prova con un inserimento velenoso alle spalle di Tomiyasu e Itakura, ma alla fine il Giappone riesce a chiudere).

Busquets 5,5 – Prima frazione da 7 pieno, in cui il capitano delle Furie Rosse dà prova di grande sagacia tattica, sublime capacità tecnica e personalità da vendere. Il calo collettivo nella ripresa non è certo una colpa sua (tanto più che il possesso palla rimane appannaggio della Spagna), ma lui per 25′ buoni non riesce a dare la scossa ai suoi e la qualità del gioco iberico scende vistosamente.

Pedri 5,5 – Così come il resto del centrocampo spagnolo, gioca un secondo tempo horror, che fa da contraltare alla buona prestazione nel primo. Non trova mai tempo e spazio utile per pescare i compagni fra le linee, come riesce a fare di solito, sia con il Barcellona che con la Spagna. Nel finale abbassa la sua posizione per dare equilibrio a una squadra molto sbilanciata in avanti.

Nico Williams 5,5 – Nel primo tempo dà l’impressione di essere uno dei più propositivi dell’attacco iberico, partecipando anche con qualità all’azione che porta al vantaggio iniziale. Ad inizio ripresa, però, sparisce dal campo e viene giustamente sostituito da Luis Enrique (57′ Ferran Torres 4,5 – È stato della partita? Non si direbbe: 33’+7′ letteralmente evanescenti. Il peggiore fra le pagelle di Giappone-Spagna).

Morata 6,5 – Il gol, che lo porta a diventare con 30 gol il 5º miglior marcatore nella storia della nazionale spagnola (superando Fernando Hierro), gli vale una delle migliori pagelle della Spagna contro il Giappone. Il suo movimento a svincolarsi dalla marcatura di Ikamura sul cross di Azpilicueta è da bomber d’area. Pochi minuti dopo Alvaro ci riprova con un destro insidioso in girata, su imbucata di Pedri, ma Gonda para. Nel secondo tempo si spegne (57′ Asensio 6,5 – Uno dei pochissimi tra le file delle Furie Rosse a provarci davvero fino alla fine. Spesso è costretto dalle asfissianti marcature nipponiche ad abbassarsi sino alle soglie della propria difesa per trovare spazio, ma riesce comunque a rendersi pericoloso in almeno 2 occasioni).

Le pagelle di Giappone-Spagna (2-1): Samurai agli ottavi

Dani Olmo 6 – In 90′ più recupero non riesce a lasciare il segno su una partita che diventa sempre più ostica con il passare dei minuti. Complice un primo tempo ben giocato ma poco concreto (in cui comunque arriva più volte alla conclusione), nella seconda frazione l’esterno del Lipsia sparisce per un po’ dai radar, salvo ricomparire con un paio di squilli nel finale. A quel punto, però, gli risponde bene Gonda. 

Allenatore: Luis Enrique 5 – A fine partita ha tenuto i suoi giocatori per più di 30′ negli spogliatoi: il pesante sfogo è ben più che giustificato. I suoi, dopo aver giocato una prima metà di gara sontuosa dal punto di vista del possesso palla, ma povera da quello delle occasioni da rete create, si spengono completamente nella ripresa, e la Spagna, per alcuni minuti, rischia addirittura di essere eliminata da un girone che inizialmente sembrava poter dominare. La Germania, sconfiggendo il Costarica, scaccia l’incubo di un’eliminazione che avrebbe avuto dell’incredibile, ma il campanello d’allarme, intorno alle Furie Rosse, resta.

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