Le pagelle di Inter-Milan: divino Ibra, Kolarov infernale

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Finisce il derby di Milano numero 226: è tempo delle pagelle di Inter-Milan.

Dopo 1721 giorni, il Milan torna a vincere un derby di campionato. I rossoneri trovano il successo con voglia e determinazione, guidati da uno stratosferico Zlatan Ibrahimovic, campione decisivo seppur alla soglia dei 40 anni. Il gigante svedese, nonostante il tira e molla estivo con la società relativo al rinnovo di contratto, è rimasto alla guida tecnica e carismatica del gruppo. 

Inter che, disposta in campo in modo “originale” ed obbligato, ha sofferto terribilmente gli strappi degli esterni rossoneri e lo strapotere fisico del numero 11 milanista. In un quarto d’ora, infatti, il muro interista è ceduto sotto i pesanti colpi dell’attacco della squadra di Pioli.

Forse tatticamente più preparata l’Inter, cinici e cattivi i Diavoli. Complici gli scarsi risultati della retroguardia schierata da Conte, Ibrahimovic e Leao han potuto perforare le resistenze avversarie e han “chiuso” la pratica in 15′.

I nerazzurri han reagito e trovato il gol prima dell’intervallo. Hanno attaccato, sterilmente, per tutto l’arco della ripresa ma le loro sortite offensive non hanno portato il risultato sperato.

Ecco di seguito le pagelle di Inter-Milan:

Arbitro: Mariani 5,5 – Partita tosta per il direttore di gara. Le due squadre non si sono aspettate ed hanno regalato grande spettacolo e fisicità. Ben 8 i cartellini gialli sventolati in campo (2 agli allenatori). Gara maschia che non ha visto brillare il fischietto di Roma, troppo restio nel fermare il gioco e con il rischio sempre incombente di perdere di mano la sfida. Un paio di decisioni dubbie non gli permettono di raggiungere la sufficienza (l’entrata a piede a martello di Kessiè, già ammonito, su Hakimi ed il fallo non fischiato contro Theo Hernandez dopo la fuga di Lukaku).

Pagelle Inter

Handanovic 6,5 – L’estremo difensore sloveno stasera non fa tremare la retroguardia nerazzurra neppure quando chiamato in causa con i piedi. Bellissimo il rigore parato su Ibrahimovic, appena prima del gol dello svedese. Incolpevole sul secondo vantaggio avversario.

D’Ambrosio 5 – Clamoroso come il terzino italiano perda il duello contro Leao in occasione del raddoppio milanista. Il numero 33 temporeggia e lascia spazio per girarsi e puntare l’area allo scattante attaccante portoghese. Soccombe nel duello in velocità e lascia campo libero per l’assist proposto a centro area.

De Vrij 6 – Fa quel che può contro un immarcabile Ibrahimovic. Vince anche un paio di contrasti aerei ma soffre terribilmente la fisicità del diretto avversario. Sufficienza guadagnata perché senza il suo apporto l’Inter sarebbe crollata in modo irrimediabile.

Kolarov 4 – Indecifrabile la prestazione dell’esterno serbo. Schierato centrale nella difesa a 3 è la brutta copia del giocatore ammirato anche solo a Roma nella stagione passata. Sbaglia ogni scelta: con Ibrahimovic girato di spalle si getta in scivolata e regala il rigore. In difficoltà tattica e fisica contro un non irresistibile Saelemaekers, soffre più del dovuto e crolla sotto i colpi avversari.

Hakimi 6,5 – Il duello con Theo Hernandez è ciò che di bello ci ha regalato la partita. In fase di spinta impensierisce il terzino francese, prima con un tunnel e poi con diverse giocate in velocità. In copertura è chiamato ad aiutare D’Ambrosio in marcatura su Leao: gli riesce bene.

Barella 6,5 – Il centrocampista ex-Cagliari è ovunque. Sembra avere il fiato di due calciatori e copre i buchi lasciati dai compagni di reparto. Nonostante il duro colpo al ginocchio prima ed alla faccia poi, spaventa il Milan con un paio di incursioni pericolose e non smette mai di lottare.

Brozovic 5 – La brutta copia del croato ammirato nelle fasi migliori della scorsa annata. Ai margini della manovra, si fa vedere poco e reclama raramente il pallone. Non gestisce i possessi interisti e lascia il pallino del gioco a Barella che, da interdizionista, si deve reinventare anche incursore (67′ Eriksen 5 – Chiamato in causa da Conte verso il 67′ di gioco, il danese sembra ancora la brutta coppia di quello ammirato nelle settimane passate in nazionale. Poco incisivo in fase di rifinitura, notevole soltanto un recupero atipico al limite della propria area di rigore. Impalpabile).

Vidal 5,5 – Il lottatore cileno non brilla nella serata di San Siro. Si batte su ogni pallone ma sembra arrivare troppo spesso in ritardo. Le fatiche internazionali con il Cile non possono essere una scusa, per un calciatore che fa del gioco maschio il suo pane quotidiano. Cerca di portare muscoli in mezzo al campo ma cala vistosamente dopo appena 55 minuti. (83′ Sanchez s.v. – Entra nel finale per dare imprevedibilità: ha sia pochi palloni giocabili che altrettanti minuti concessi dal proprio allenatore per dare una svolta al match).

Perisic 6 – Senza infamia e senza lode la prova dell’esterno croato. Di fronte a sé trova un Calabria decisamente rognoso: non riesce mai a superarlo nell’uno contro uno. Trova l’assist per Lukaku, aiutato dalla lieve deviazione di Donnarumma. Ancora, forse, si deve abituare al nuovo ruolo ma ci si aspetta molto di più da chi, solo pochi mesi fa, ha raggiunto il traguardo del Triplete con i compagni del Bayern Monaco.

Lautaro Martinez 6,5 – Il giovane numero 10 interista sembra in serata di grazia: al 22′ riesce a far ammonire Kjaer. Successivamente riesce a farsi innescare svariate volte tra le linee. Crea scompiglio nella zona mediana milanista ma non trova il guizzo vincente.

Lukaku 7 – E’ la vera anima della squadra di Conte. Trascina i compagni anche dal punto di vista emotivo. Le sue fughe in velocità mettono in apprensione anche il più veloce difensore rossonero e la sua fisicità viene difficilmente arginata da Romagnoli. Non soltanto segna ma crea numerose altre occasioni e non fa mai mancare le proprie sponde per gli inserimenti dei compagni.

Allenatore: Conte 5 – Si ostina a giocare con la difesa a 3 anche quando mancano i presupposti: non c’è errore più grande che possa fare. Kolarov e D’Ambrosio sono due esterni e non reggono la velocità dei contrapposti milanisti. Il serbo regala il rigore, il ragazzo italiano si fa sfuggire Leao. Il mister interista preferisce morire con le proprie idee piuttosto che cambiare piano tattico. Testardo anche nel non effettuare i cambi qualche minuto prima, togliendo, di fatto, la possibilità di sfruttare la freschezza dalla panchina.

Le pagelle di Inter-Milan: divino Ibra, Kolarov infernale

Pagelle Milan

Donnarumma 6 – Chiamato poco in causa dall’attacco interista, il classe ’99 si fa sempre e comunque trovar pronto. Poteva forse far di più nell’uscita bassa sul cross di Perisic nell’occasione del gol di Lukaku. 

Calabria 6 – Sufficiente la prova del ragazzo cresciuto nel vivaio del club. Trova sulla propria fascia di competenza un vice-campione del mondo ma non lo lascia mai libero di agire e lo ingabbia la maggior parte delle volte. Prova anche qualche sortita offensiva senza troppo successo.

Kjaer 6 – Buona la gara dell’esperto centrale difensivo rossonero: inizia piano salvo poi carburare sempre di più. Solido, impostato, non si lascia sfuggire Lautaro nonostante i tentativi dell’argentino. Per arginare il 10 avversario spende anche un’ammonizione ma non perde mai la grinta. Decisivo sul tiro a giro di Barella, deviato in calcio d’angolo, con la palla destinata a finire nell’angolo alla sinistra di Donnarumma.

Romagnoli 6 – Lotta, soffre ed aiuta la propria squadra a vincere il Derby. Il capitano del Milan è chiamato a marcare il miglior giocatore avversario e, indubbiamente, svolge in modo discreto il proprio lavoro. Lukaku è superiore fisicamente ma il giovane centrale riesce ad interrompere le trame offensive interiste e qualche volta esce vincitore anche dalla lotta contro il belga.

Theo Hernandez 6 – Senza infamia e senza lode la prova del forte terzino francese. Di fronte a sé trova un altro esterno di tutto rispetto: Hakimi. Il duello è interessantissimo e ricco di emozioni. Ai punti potremmo dire che si tratta di un pareggio. Mezzo voto in meno rispetto al marocchino perché oggi il laterale sinistro del Milan spinge meno del solito.

Kessié 6,5 – L’ivoriano lotta su ogni pallone, non lascia nulla di intentato ed addirittura si immola, gettandosi in scivolata dopo un tiro dal limite tentato dai ragazzi di Conte. Accanto a Bennacer dà solidità al reparto e macina chilometri preziosi per il mantenimento dell’equilibrio offensivo e difensivo della propria compagine. (87′ Tonali s.v. – Entra proprio per giocare gli ultimi 5′ di gara e non ha il tempo necessario per mettersi in mostra, in alcun modo).

Bennacer 6,5 – Gemello di Kessié, non solo per il voto in pagella: il numero 4 del Milan è chiamato ad essere il metronomo del centrocampo. La regia è il suo pane quotidiano e gestisce gli attacchi della propria squadra in modo egregio. E’ sempre più in crescita.

Saelemaekers 6 – Buona corsa e grande impegno per il giovane esterno. Agisce sulla fascia coperta da Kolarov e Perisic: vedendo i limiti dei due nerazzurri potrebbe affondare il colpo ma si limita a fare il suo gioco e non strappa. (62′ Castillejo 5,5 – Entra in campo per attaccare le debolezze di Kolarov: l’unica occasione passa dal suo sinistro, spedito però a lato, con annesso gesto di stizza da parte di Ibrahimovic.)

Calhanoglu 6,5 – E’ il regista avanzato del Milan. Il suo raggio di azione è limitato dalla buona prestazione fisica di Vidal, schierato appositamente in quello spicchio di campo per arginarlo. Non brilla per conclusioni effettuate ma garantisce sempre grande imprevedibilità e tiene in apprensione la linea mediana avversaria.

Leao 7 – Il portoghese brilla nella notte della vittoria. Gioiellino dei “Diavoli”, dopo la doppietta della scorsa giornata, si ripete in chiave “assist-man”. Scappa a D’Ambrosio in occasione della seconda rete e da quel momento in poi obbliga Hakimi a marcarlo, togliendo una delle carte offensive dell’Inter (62′ Krunic 5,5 – Entra al posto di un grande Leao ma è chiamato a svolgere un compito diverso. Crea un’occasione limpida per chiudere il match ma spara alto a tu per tu con Handanovic).

Ibrahimovic 8 – Il voto è la somma di una miriade di giocate che han fatto strabuzzare gli occhi ai tifosi, di parte ed avversari. Vedere un ragazzo di 40 anni esser così determinante fa capire la grandezza del calciatore. Si procura il primo rigore incutendo timore in Kolarov, non proprio un calciatore ai primi passi in Serie A. Dal dischetto si fa ipnotizzare ma ribadisce in rete la respinta di Handanovic. Raddoppia pochi minuti più tardi, scartando il regalo offertogli dal compagno di reparto. Tiene sempre occupati almeno due calciatori avversari.

Allenatore: Pioli 7 – La vittoria del Milan passa dalle idee dell’ex della sfida. Posiziona in campo gli uomini perfetti per impensierire una squadra come l’Inter, il cui obiettivo dichiarato è quello più ambizioso. Tatticamente Leao è la mossa vincente: attira su di sé due avversari e sfonda dal lato più debole della retroguardia dell’Inter.

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