Le pagelle di Italia-Spagna (5-3 d.c.r.): gli Azzurri volano in finale

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Le pagelle di Italia-Spagna (5-3 d.c.r.): gli Azzurri volano in finale

Italia-Spagna si preannunciava una battaglia all’ultimo sangue, e così è stato. Non sono bastati i 90′ regolamentari per decidere la prima finalista di Euro 2020: al gol di Chiesa ha risposto un guizzo del subentrato Morata. Neppure i 30′ supplementari si sono rivelati decisivi e così sono stati necessari i rigori. Dal dischetto ha prevalso la freddezza dei rigoristi italiani, che nonostante la parata di Unai Simón sul tiro di Locatelli alla fine hanno strappato il biglietto per la finale. Per gli spagnoli decisivi gli errori di Dani Olmo e Morata, fino a quel momento fra i migliori nelle pagelle di Italia-Spagna.

Le pagelle di Italia-Spagna

Prima di passare alle pagelle vere e proprie di Italia-Spagna e degli allenatori, proponiamo quelle del giudice di gara e dei suoi assistenti.

Arbitro: Brych 5,5 – Il tedesco arbitra una sfida tutto sommato corretta per la posta in palio e in parte è anche merito suo. Contribuisce a non scaldare gli animi dei giocatori in campo dialogando con loro e facendosi rispettare. Il suo metro di giudizio è uniforme, “all’inglese per entrambe le squadre. D’altro canto commette diversi errori evidenti e non estrae alcuni cartellini sacrosanti (Borsch/Lupp 6,5).

Pagelle Italia

Donnarumma 7 – Europeo finora da incorniciare per il ragazzo di Castellammare di Stabia. Salva il risultato da due passi su Dani Olmo nel primo tempo e si dimostra sempre glaciale quando bisogna gestire la partita. Nell’impostazione non è sempre precisissimo e fatica a trovare giocatori liberi. Para il rigore decisivo a Morata con un balzo felino e permette a tutta Italia di sognare.

Emerson Palmieri 6,5 – Dalla sua parte Oyarzabal spinge parecchio e si inserisce arrivando spesso al tiro. L’oriundo si trova a dover sopperire “a freddo” all’assenza di Spinazzola, ma lo fa con esperienza e discreta attenzione. Colpisce una buona traversa nel primo tempo (74’ Tolói 6,5 – Entra concentrato e fa il suo per contenere l’esuberanza dello straripante Dani Olmo, spostato da Enrique sul suo lato. A volte è un po’ irruente, ma il giallo che si guadagna è come una tacca sulla sua cintura).

Chiellini 6 – Il Capitano azzurro soffre ma tiene abbastanza bene in mezzo alla difesa italiana. Conferisce la solita sicurezza alla squadra leggendo con abilità i vari momenti della gara. Purtroppo si perde Morata in occasione del gol spagnolo: disattenzione che poteva rivelarsi fatale. È un po’ impreciso nell’impostazione, ma glielo possiamo perdonare. Giocare 120’ a 36 anni non è da tutti.

Bonucci 7 – Quando l’Italia va in sofferenza è uno dei pochissimi che cerca di ragionare col pallone fra i piedi. A volte si prende qualche rischio eccessivo, ma il risultato finale gli dà ragione. Segna il proprio rigore spiazzando senza patemi Simón.

Di Lorenzo 7,5 – Il terzino ex Empoli gioca la sua miglior partita ad Euro 2020. Comincia a destra ed annulla con ordine e attenzione Ferràn Torres. Spostato a sinistra fa lo stesso con il neo-entrato Moreno. Non si spinge in attacco, ma non era decisamente serata.

Verratti 6 – Preso in mezzo dall’avvolgente manovra spagnola, si trova in grave difficoltà nel primo tempo, non riuscendo a capire quando alzarsi e quando invece stare basso. Dovrebbe marcare stretto Koke, ma spesso lo perde di vista. Mezzo voto in più perché fa ripartire velocemente l’azione in occasione del gol di Chiesa (74’ Pessina 6,5 – Entra in un momento critico per l’Italia, che è stanca e sta subendo molto da parte della Spagna. Mancini lo piazza trequartista non solo per sfruttarlo in fase offensiva, ma anche e soprattutto in quella difensiva. Lui si mette a mordere le caviglie di Busquets e Thiago Alcántara e la partita in qualche modo cambia).

Jorginho 7,5 – Al 90’ sembra aver finito tutte le energie fisiche e mentali. Poi, inaspettatamente, cambia le pile e ricomincia a macinare chilometri e palloni con la solita qualità sopraffina. Non che prima fosse mancato in toto, semplicemente era marcato strettissimo dalle mezzali spagnole, che gli toglievano il fiato. Segna il rigore decisivo con una freddezza da smooth criminal.

Barella 6 – Nicolò è stanco e si vede. Solitamente molto lucido, fin dai primi minuti perde alcuni palloni sanguinosi che rischiano di compromettere la gara. A porta vuota non tenta il tiro e viene rimontato. La sua grinta è molta e lui è imprescindibile, speriamo si riprenda per domenica (85’ Locatelli 5,5 – Il centrocampista del Sassuolo prova a riportare gli equilibri in mezzo al campo dopo l’uscita di Barella. Gioca con buona sostanza i tempi supplementari, ma poi nella lotteria dei rigori sbaglia il primo).

Insigne 6 – Lo scugnizzo gioca una partita sagace. Da esterno gestisce con discreta qualità i pochi palloni che riceve mettendo i compagni in condizione di fare bene. Partecipa all’azione del gol servendo Immobile in profondità. Da falso 9 non convince e si abbassa troppo senza riuscire a ripartire (85’ Belotti 6,5 – Il suo compito è quello di lottare con i difensori spagnoli: non sempre ci riesce. Peccato per il passaggio sbagliato a Berardi nel recupero, ma segna un rigore pesantissimo).

Immobile 5 – Altra prestazione incolore per il biancoceleste. L’Italia soffre l’assenza di una prima punta di peso, stasera anche di più visto che i lanci lunghi sono tutti preda della difesa iberica. Fa meno peggio rispetto alla scorsa partita, ma solo perché prova a giocare di più con la squadra. Lanciato in profondità da Insigne, partecipa in qualche modo al gol del vantaggio (62’ Berardi 6,5 – Inizialmente fatica a ingranare, ma quando entra in partita l’Italia ricomincia a girare con buona qualità. Si esibisce in alcuni stop da cineteca e per poco non chiude la partita in diverse occasioni).

Chiesa 7,5 – Il migliore delle pagelle di Italia-Spagna insieme a Di Lorenzo e Olmo. Il degno figlio di Enrico sfrutta la marcatura approssimativa da parte di García per puntarlo e andare sul destro. Segna uno splendido gol in una gara complicatissima per l’Italia. Nonostante i crampi torna a raddoppiare su Dani Olmo fino a quando ci riesce (107’ Bernardeschi 7 – Entra e mette dentro con una leggerezza disarmante un rigore pesantissimo, spazzando via tutte le critiche e il sarcasmo subiti nell’ultimo mese).

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Federico Chiesa (classe 1997) ha debuttato con la maglia azzurra nel 2018.

Allenatore: Mancini 6,5 – Non si è capito bene con quale tattica volesse giocare questa partita. La Spagna tiene in mano il pallino del gioco fin dall’inizio e l’Italia soffre moltissimo, dando l’impressione di poter essere pericolosa più per le disattenzioni delle Furie Rosse che per meriti propri. Nonostante l’oggettiva superiorità del gioco degli iberici, però, la forza del gruppo porta l’Italia a restare in partita fino alla fine e il risultato la premia. Si gioca i cambi al meglio delle proprie possibilità. Ora, testa alla finale.

Pagelle Spagna

Simón 5,5 – Il portiere dell’Athletic Bilbao continua inspiegabilmente ad essere preferito a De Gea fra i pali della sua nazionale. Dopo l’errore contro la Croazia anche stasera non dà sicurezza ai compagni della retroguardia. Nell’uscita su Emerson lascia la porta sguarnita; in impostazione rischia grosso in entrambi i tempi. Incolpevole sul gol di Chiesa, para anche un rigore, ma avrebbe potuto fare di più.

Alba 6,5 – il Capitano spagnolo è il più solido della propria difesa. Sempre attento in copertura, dà anche qualche fastidio in avanti quando tenta di spingere. Ultimo baluardo di un movimento che non vuole tramontare, il terzino blaugrana dimostra sempre la propria immensa classe.

Laporte 6,5 – Il ragazzo di ascendenze basche è il primo tassello della colonna vertebrale spagnola. Tocca tanti palloni quanti i compagni centrocampisti e dà anche certezze in fase di copertura. Annulla totalmente Immobile e non lo fa mai risultare pericoloso. Incolpevole sul gol di Chiesa.

García 5 – Una delle peggiori fra le pagelle di Italia-Spagna. Prende il posto di Pau Torres ma lo fa rimpiangere. Il n° 21 iberico si perde Chiesa in occasione dell’1-0 lasciandolo tirare con il proprio piede forte, il destro. Va un po’ meglio in impostazione. Lascia il campo al 109’ per crampi (109’ Pau Torres 5,5 – Quasi impossibile entrare in difesa a dieci minuti dalla fine e farsi trovare pronto. Il ragazzo dei Sottomarini Gialli gioca con molto timore e la Spagna perde smalto con il suo ingresso).

Azpilicueta 6 – Il Capitano del Chelsea inizia con il freno a mano tirato ma poi entra nel vivo del gioco spagnolo. Dietro è sempre ordinato. È pericoloso in fase offensiva e dà non pochi grattacapi ad Emerson Palmieri (85’ Marcos Llorente 6 – terzino, esterno, mezzala e trequartista. Inserito da Luis Enrique per alzare ulteriormente il ritmo di gioco, il giocatore dei Colchoneros non fa male ai ragazzi di Roberto Mancini, ma dimostra sempre di avere grandi qualità tecniche).

Pedri 7 – È un classe 2002, ma gioca come se avesse sulle spalle almeno 10 anni di premiata carriera. Insegna calcio per 120’ e porta a lezione anche i compagni di squadra: basti dire che nei tempi regolamentari ha realizzato il 100% dei passaggi tentati. Il pallone per Oyarzabal durante la prima frazione di gioco è illuminante, sebbene il ragazzo della Real Sociedad non lo sfrutti a dovere.

Busquets 6,5 – Il regista blaugrana gestisce la mediana alla grande e dà sempre supporto a Pedri quando la Spagna fa girar palla con il suo possesso palla snervante. Sempre fastidioso in interdizione, è una brutta gatta da pelare per tutto il centrocampo azzurro (106’ Thiago Alcántara 6 – Entra per tirare il rigore e sostituire l’esausto Busquets. Dagli 11 metri è impeccabile e spiazza Donnarumma).

Koke 6 – Non è tanto appariscente, eppure dà molto fastidio facendo da schermo alle giocate di Jorginho. Il ragazzo dell’Atletico Madrid non brilla in fase offensiva ma annulla totalmente le manovre italiane, portando il pallino del gioco in mano agli iberici (70’ Rodri 5 – Collocato nella stessa posizione tattica di Koke, anche Rodri deve aggredire in modo asfissiante Jorginho, arrivando fin quasi a snaturare le proprie caratteristiche offensive. Riesce peggio del compagno nell’arduo compito).

Olmo 7,5 – Uno dei migliori in queste pagelle di Italia-Spagna. Crea infinite occasioni da gol per la propria squadra ed è una spina nel fianco per tutta la durata del match. Dribbling, scatti, accelerazioni e tiri in porta: è Olmo l’uomo in più della Spagna stasera. È incredibile la parata di Donnarumma su di lui all’inizio del primo tempo; portentosa la giocata che libera Morata in area di rigore, in occasione dell’1-1. Il rigore sbagliato gli abbassa il voto, ma la sua partita è magistrale, sia in quantità che in qualità.

Oyarzabal 6 – Incredibile il suo errore, quando sbaglia l’inserimento e manca l’appuntamento con il gol di testa. Anche nella prima frazione di gioco, su assist di Pedri, aveva controllato male facendosi rimontare dalla difesa italiana. In ogni caso, la gara è sufficiente perché è veramente difficile da marcare, sia quando parte da destra accentrandosi, sia quando s’inserisce centralmente (70’ Moreno 5,5 – Entra al 70’ come Rodri ma si fa vedere maggiormente. Il rigore della lotteria finale lo realizza con freddezza ma non merita la sufficienza perché è troppo poco concreto e spreca anche un’occasione dal limite dell’area).

Ferràn Torres 6 – Sufficienza guadagnata per la classe che sa sempre dimostrare. Ma stasera sul suo lato agisce uno dei migliori di queste pagelle di Italia-Spagna, Giovanni Di Lorenzo, che gli dà del filo da torcere. Dribbling e corsa sono le sue armi migliori ma non riesce a trovare il guizzo giusto, pur creando alcuni problemi a Chiellini e compagni (61’ Morata 7 – L’attaccante juventino cambia volto alla partita. Sempre additato come poco freddo sotto porta, stasera gela Donnarumma e tutta Italia, quando a tu-per-tu con l’ex Milan spiazza il n°21 azzurro. La sua gara è di tanta corsa e sacrificio e il killer instinct da vero bomber ridona speranze ai propri compagni. Purtroppo per lui sbaglia il rigore decisivo ma, del resto, anche i più grandi hanno fallito dagli 11 metri in sfide così importanti).

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Dani Olmo è passato nel gennaio 2020 al RB Lipsia dalla Dinamo Zagabria, squadra in cui ha fatto il suo debutto da professionista.

Allenatore: Enrique 7 – Il tecnico ex Roma e Barcellona prepara una partita perfetta. La scelta di giocare senza una prima punta di ruolo è semplicemente geniale. Oyarzabal, Olmo e F. Torres non danno punti di riferimento ai centrali italiani, che faticano a capire come neutralizzare le sortite offensive spagnole. Il centrocampo surclassa quello dell’Italia e mantiene, per la maggior parte del tempo, il possesso palla. La scelta di Unai Simón è sempre discutibile ma è ammirevole che l’allenatore spagnolo resti fedele alle proprie convinzioni. Una gara bellissima, preparata magistralmente, ma che non ha portato i frutti sperati.

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