Le pagelle di Manchester City-Chelsea (0-1): Blues campioni

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Analizziamo le pagelle di Manchester City-Chelsea, finalissima della Champions League 2020-2021. I Blues si aggiudicano la seconda coppa dalle grandi orecchie per la seconda volta nella storia, partendo da sfavoriti come nel 2012. Decide un gol di Havertz, che approfitta di una dormita difensiva. I Citizens tengono il pallone ma sono poco incisivi, mentre i ragazzi di Tuchel giocano compatti e con giocate di classe. Per Guardiola solo una grandissima chance nel finale con Mahrez. Il tecnico spagnolo fallisce la vittoria con una squadra diversa dal Barcellona, il teutonico campione per la prima volta. Dopo la sconfitta contro il Bayern Monaco dello scorso anno. Guarda caso, battuto dal Chelsea dal 2012.

Le pagelle di Manchester City-Chelsea

Prima di riportare le pagelle di giocatori e allenatori di Manchester City-Chelsea, consideriamo quella sull’arbitro.

Arbitro: Lahoz 6 – Si ritrova in mano una finale sostanzialmente corretta e con pochi episodi. Giusto nella ripresa non assegnare il rigore per il tocco in area Chelsea di James, il pallone tocca prima il petto. Ok anche i cartellini.

Pagelle Manchester City

Ederson 6 – Poco può fare quando si ritrova un solissimo Havertz a punirlo. Anzi, prova addirittura a metterci la mano fuori area. Poi è poco sollecitato e non deve compiere interventi clamorosi.

Walker 6 – Non demerita, soffre un po’ Chilwell ma non si scompone. In qualche occasione prova a sganciarsi in avanti, ma sembra più dedito alla copertura dietro.

Stones 5,5 – Non è il solito muro. Qualche incertezza di troppo, Mount e Havertz sono folletti imprevedibili e subisce i loro tagli. Sa essere più compatto.

Ruben Dias 6 – il beniamino portoghese di Guardiola non eccelle, ma tiene alquanto bene la posizione e cerca di rimediare alle falle dei suoi compagni. Non può però sorreggersi tutto sulle spalle.

Zinchenko 5 – Inizia bene, con delle belle fiammate offensive sulla fascia. Poi, però, sbaglia tutto spianando l’autostrada ad Havertz per il gol. Da quel momento, perde fiducia nei propri mezzi e si spegne alla distanza.

Bernardo Silva 5 – Chi lo ha visto? Di solito nel gioco è l’uomo che fa da accordo tra trequarti e attacco. Stasera, invece, gravita senza trovare la giusta collocazione sul prato verde. Tanto movimento, poco pallone (64′ Fernandinho 6 – 350 presenze con gli Sky Blues, prova a gestire la regia in mezzo al campo fino alla fine).

De Bruyne 5,5 – Prova ad accendere la luce, ma svaria senza trovare soluzione di continuità. Soffre la fisicità di Kanté e la pressione di Jorginho. Commuove per le lacrime a causa dell’infortunio (60′ Gabriel Jesus 5 – Non tocca mezzo pallone, mai pericoloso).

Gundogan 5 – 11 gol in Premier League, da attaccante aggiunto. Stasera è un centrocampista tolto. Annullato dalla mediana avversaria, si alza con l’ingresso di Fernandinho ma non è la soluzione giusta. Serata da dimenticare.

Mahrez 6 – Prova delle triangolazioni e cross bassi interessanti, è uno degli ultimi ad arrendersi. Se la sua girata fosse stata di qualche metro più bassa, staremmo raccontando una storia differente, terminata ai supplementari. Anche se, con i “se” e con i “ma” non si va da nessuna parte.

Sterling 5 – Inizia bene, superando James sul tempo ma cincischiando sulla conclusione. Poi poco o nulla, sbatte sul fisico dei rocciosi avversari e fornisce poco altro. Una mossa non azzeccata (76′ Aguero s.v.).

Foden 5,5 – L’enfant prodige rimane solo enfant. Qualche combinazione, qualche scatto in profondità ma nulla di più. Proverà a rifarsi in vista di Euro 2021.

Allenatore: Guardiola 5 – “Sei solo chiacchiere e possesso palla”, invece che distintivo, verrebbe da dire a Pep stasera. Tanta circolazione ma si sente l’assenza di una punta di peso là davanti. La tattica Sterling non ripaga, chiude in crescendo ma senza trovare acuti clamorosi. E le Champions restano solo quelle di Barcellona.

Pagelle Chelsea

Mendy 6 – Attento nelle uscite, non compie miracoli ma fornisce una gara guardinga e senza affanni.

Azpilicueta 6,5 – Cuore di capitano. Chiude Foden con esperienza e non disdice qualche sortita in avanti. Lotta come un leone.

Thiago Silva 6 – Fino a quando è in campo, garantisce la solita leadership difensiva. Poi è costretto ad alzare bandiera bianca. Ha però l’orgoglio di vincere la sua prima Champions League, giusto premio alla carriera (39′ Christensen 7 – Non fa rimpiangere il suo compagno brasiliano. Una vera statua di marmo, abbassa la sbarra).

Rudiger 6,5 – bene anche l’ex Roma, ci mette il piede alla grande su un’iniziativa di Foden. Sempre sicuro, riscatta anni di incertezze. Merito anche di Tuchel.

James 6,5 – Nei primi minuti si lascia sfuggire Sterling, poi supera l’emozione e guadagna in autorevolezza. Tanta spinta e ripiegamenti dietro, la gara della maturità.

Jorginho 6,5 – Sembra essere poco presente, in realtà fa filtro a centrocampo essenziale. In copertura ottimo, guadagna anche dei buoni calci di punizione.

Kanté 8 – Gli aggettivi sono finiti, di gran lunga il migliore in campo. Fra poco lo ritrovi a correre anche negli spogliatoi. Sradica via palloni e galoppa che è un piacere agli occhi. Pila inesauribile.

Chillwell 6,5 – Guadagna coraggio col crescere dei minuti e dà il via alla rete del vantaggio. Con Lampard aveva tante esitazioni, il lavoro del nuovo allenatore è evidente. Non sbaglia nulla nemmeno dietro.

Mount 6,5 – Potrebbe essere un altro grande protagonista dell’Europeo. Da giovane promessa a insostituibile, fa da raccordo con l’attacco e mette in continua apprensione la difesa. Impareggiabile.

Havertz 7 – Uno sprint che decide la finale. Un gol facile facile, ma lui è lì, pronto a ribadire in rete dopo l’uscita di Ederson. Anche lui rivitalizzato dopo mesi difficili, l’arma in più di questa finale.

Werner 5,5 – Due ottime chance non sfruttate, sotto porta e non impossibili. Un attaccante del suo calibro può e deve fare di meglio. Per il resto, si sbatte e prova a tenere alta la squadra (66′ Pulisic 6 – Si dimostra subito vivace e sfiora il gol del raddoppio. Ingresso positivo per allungare la squadra).

Allenatore: Tuchel 7,5 – Il trionfo passa dalle sue mani. Emula Di Matteo, riprendendo una rosa sfiduciata e trascinandola alla grande conclusione. La difesa è solida, il centrocampo fa geometrie e l’attacco è veloce e imprevedibile. Grande organizzazione tattica, il PSG si starà mangiando le mani. E lui si prende la rivincita, spazzando via le critiche degli scettici. Scrive il suo nome nella storia.

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