Le pagelle di Milan-Inter (0-2): andata ai nerazzurri

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Le pagelle di Milan-Inter (0-2): andata ai nerazzurri

Dopo l’1-1 tra Real Madrid e Manchester City, i riflettori dell’Europa intera vengono puntati sull’altra attesissima gara d’andata delle semifinali di Champions League. In un San Siro gremito in ogni ordine di posto sono scese in campo alle 21:00 Milan ed Inter, due delle regine del nostro massimo campionato. La gara si è messa subito in discesa per i nerazzurri grazie ai gol di Dzeko e Mkhitaryan nel giro di quattro minuti, dall’8′ all’11’ del primo tempo. Il Diavolo, orfano dell’infortunato Leao, non riesce a trovare le misure e solo nella ripresa arrivano le chance per Tonali, che scheggia il palo, e per Messias che non è preciso. Nel calcio nulla è scontato, ma gli uomini di Inzaghi sembrano aver ipotecato un posto nella finalissima di Istanbul. Ecco a voi tutte le pagelle di Milan-Inter.

Le pagelle di Milan-Inter

Prima di analizzare nel dettaglio, attraverso le pagelle di Milan-Inter, le prove di tutti i protagonisti in campo, valutiamo l’operato del direttore di gara.

Arbitro: Jesus Gil Manzano 7 – L’euroderby d’andata tra rossoneri e nerazzurri è stato affidato al fischietto spagnolo, protagonista di una gara ineccepibile. L’arbitro 39enne viene chiamato in causa solo intorno alla mezz’ora del primo tempo, quando concede un calcio di rigore all’Inter per fallo di Kjaer su Lautaro Martinez. Successivamente, grazie all’intervento del VAR, annulla correttamente la decisione presa, in quanto il tocco c’è ma è leggero ed assolutamente involontario.

Pagelle Milan

Maignan 6.5 – Niente miracoli stasera per Magic Mike, trafitto senza poter far nulla, nel giro di 4 minuti, dall’uno-due dell’Inter che di fatto incanala il derby. Non disdegna, però, di salvare i suoi su Mkhitaryan nel primo tempo e su Dzeko in uscita bassa nella ripresa. Orgoglio.

Calabria 5 – Dopo aver placato l’ira di Kvaratskhelia nei quarti contro il Napoli, ci mette pochi minuti a tornare l’anello debole della difesa rossonera. Sul perfetto calcio d’angolo di Calhanoglu si fa sovrastare da Dzeko, che non ci pensa due volte a stappare la partita. Ma vorremmo tanto sapere chi lo ha piazzato in marcatura sul bosniaco, 20 centimetri più alto del capitano, sicuramente il peggiore in queste pagelle di Milan-Inter. Cucciolo (82′ Kalulu s.v.).

Kjaer 5.5 – Meno granitico del solito, soffre psicologicamente l’impatto devastante dei nerazzurri sul match. Impacciato sull’episodio del rigore poi annullato, poteva essere la parola fine su gara e qualificazione. Defaiance (59′ Thiaw 6 – Mezz’oretta di inoperosità, l’Inter non affonda più e lui prova anche qualche sortita offensiva. OK).

Tomori 5.5 – Pronti via e sono subito sportellate e botte da orbi con Dzeko, ma questo ce lo aspettavamo. Quello che invece, ci ha lasciato senza parole è non vederlo marcare il bosniaco sul calcio d’angolo che sentenzia il Milan dopo soli otto giri di lancette. Sufficienza mancata soprattutto per la voragine lasciata nel gol del raddoppio. Stranezze.

Theo Hernandez 6 – Siamo abituati a coast to coast meravigliosi come quello di qualche giorno fa contro la Lazio, quindi non possiamo essere soddisfatti dalla gara del treno francese. Senza il suo partner in crime Leao, è sicuramente un altro Theo ed anche gli scontri fisici dei primi minuti, decisamente ruvidi, con Dumfries ne placano la consueta euforia. Timido.

Tonali 5.5 – Inizio da shock, con le mezz’ali nerazzurre che gli sfrecciano da tutte le parti. Si perde Mkhitaryan sul gol del raddoppio e non entra mai realmente nel vivo del gioco. Regala in avvio di ripresa la chance dell’1-2 a Messias, prima di mettersi in proprio e scheggiare il palo destro della porta di Onana con un destro velenoso. Così Così.

Krunic 5.5 – Visibilmente frastornato dall’intensità dei centrocampisti dell’Inter nella prima frazione di gioco, cerca di riemergere un pò di più nella ripresa. Poco dinamico, regala qualche traiettoria interessante ma solo in fase di disimpegno. Ce lo ricordavamo più incisivo, visto il periodo di forma è stato sicuramente uno dei grandi assenti. Intontito.

Brahim Diaz 5.5 – Il numero 10 del Milan, assolutamente imbrigliato nel primo tempo, è l’uomo da cui tutti si aspettano una giocata determinante. Lo spagnolo però è poco coadiuvato dai compagni ed i primi 45′ si chiudono nell’anonimato. Un acuto ad inizio secondo tempo lascia ben sperare, ma resterà l’unico vero squillo della sua partita. Isolato (82′ Pobega s.v.).

Bennacer 6 – Esce dopo un quarto d’ora senza infamia e senza lode in cui era comunque sembrato, come al solito, il più lucido dei suoi, soprattutto nel palleggio. Peccato (18′ Messias 6 – Entra a freddo e rimane in disparte per tutto il primo tempo. Si accende nella ripresa sfiorando il gol al 51′ e restando comunque il più attivo dei suoi con le continue sterzate verso il centro del campo. Positivo).

Saelemaekers 5.5 – Tocca alla verve dell’ala belga non far rimpiangere l’assenza di Leao, ma il portoghese è decisamente un’altra cosa. L’esterno d’attacco non disdegna qualche tentativo di serpentina, venendo anche discretamente in mezzo al campo, ma alla fine è match pari con Dumfries. Sprazzi (59′ Origi 5.5 – Il secondo tentativo di sostituire il fuoriclasse portoghese non riesce meglio del primo, con l’ex Liverpool mai davvero nel vivo del gioco se non per il tocco-assist per il palo di Tonali. Troppo poco).

Giroud 5 – Se per Leao l’elongazione all’adduttore è una scusa più che valida per non essere in campo, stiamo ancora aspettando quella del francese. Senza chissà quale fatica, Acerbi e Bastoni lo fanno sparire per tutto l’arco dei 90′ non concedendogli nemmeno una mezza occasione. Fantasma.

Allenatore: Stefano Pioli 5.5 – Quando ti ritrovi senza la punta di diamante alla vigilia di una semifinale di Champions League, sicuramente la situazione non è delle più rosee. Quello che è certo, però, è che l’atteggiamento molle dei primi minuti ha deciso l’intera contesa. Un Milan così statico e quasi impaurito dalla vivacità nerazzurra non lo vedevamo da tempo, soprattutto in Europa. La qualificazione è ancora aperta, ma serve ben altro per andarsi a giocare la finale di Istanbul. Rimandato.

Leao Le pagelle di Milan-Inter (0-2): andata ai nerazzurri
Rafael Leao, punta di diamante del Milan

Pagelle Inter

Onana 6 – Spettatore non pagante nel primo tempo, si limita ad osservare nella ripresa un destro di Tonali scheggiare il palo destro della sua porta. Ha il tempo di fare anche due acquisti su Amazon e di prenotare un volo per il 10 giugno ad Istanbul. Nochalance.

Darmian 6 – Altra prova granitica da parte dell’esterno nerazzurro prestato per questo finale di stagione nel ruolo di braccetto di destra. Inzaghi avrebbe sicuramente preferito avere Skriniar, ma le performance dell’ex Manchester United sono sempre al di sopra della sufficienza. Sicurezza. 

Acerbi 6.5 – Se per tutto l’arco della contesa non abbiamo notizie di un goleador come Giroud è merito soprattutto degli anticipi e delle chiusure del pupillo di mister Inzaghi. Lucido e puntuale su tutti i palloni, non lascia chance al francese e nessun’altro si trovi a passare dale sue zone. Ermetico.

Bastoni 6 – Il baby talento di casa Inter cesella una prestazione solida, così come i più esperti compagni di reparto. A dire il vero nessun rossonero lo impensierisce a dovere ed anche la gestione del pallone, senza pressing asfissiante, diventa un gioco da ragazzi. Sufficienza portata a casa in queste pagelle di Milan-Inter.

Dumfries 6 – Sicuramente il più felice in assoluto alla lettura della formazioni. Il Milan è senza Leao dalla su parte e, nonostante il mismatch con Theo Hernandez faccia comunque paura, la gara dell’esterno olandese si semplifica di parecchio. Alla fine saranno poche le scorribande offensive, visto che la gara si mette subito in discesa, ma dietro non soffre praticamente mai. Zen.

Barella 6 – Vorrebbe che tutti i possessi offensivi passassero dai suoi piedi, ma i compagni gli ricordano che non è Zidane. Nonostante la foga, tiene però sempre tutti sul pezzo ed infatti è sicuramente l’anima emotiva dell’Inter. Tecnicamente non è impeccabile come in altre occasioni e quando svirgola malamente un tiro da dentro l’area, nel concitato primo tempo, riesce anche a prendersela con l’incolpevole Mkhitaryan. Elettrico.

Calhanoglu 7.5 – Il calcio è fatto di episodi ed in questo senso il turco è l’assoluto mattatore della serata. Pennella l’assist per il gol del vantaggio di Dzeko, da il via all’azione del raddoppio di Mkhitaryan e tira un termosifone che si infrange sul palo della porta di Maignan. Ex tifosi zittiti, palma di migliore in campo nelle pagelle di Milan-Inter e finalissima di Istanbul ipotecata. Il tutto, in un ruolo che non sarebbe nemmeno il suo. Rivincita (78′ Gagliardini 5 – Avrebbe la chance di chiudere il discorso ma cincischia malamente senza arrivare nemmeno al tiro. Imbarazzante).

Mkhitaryan 7.5 – Gara monumentale della mezz’ala ex Roma, che fredda la San Siro rossonera con l’incursione del raddoppio, che indirizza la sfida. Sessanta minuti di ripiegamenti e sagacia tattica degna di un mediano navigato, ma con la classe di un trequartista. Fa spazio al numero 77 croato per l’ultima mezz’ora. Superiore (61′ Brozovic 6 – Trotterella per trenta minuti in mezzo al campo quando il grosso l’hanno ormai già fatto i compagni. Relax).

Dimarco 6.5 – Solo uno spunto degno di nota, all’11’ del primo tempo, quando un filtrante al limite dell’area per Lautaro Martinez, viene tramutato nell’assist dello 0-2 dal velo dell’argentino. Un gol che potrebbe valere la finale di Istanbul, c’è chi ha fatto di peggio. Puntuale (70′ de Vrij 6 – Venti minuti di ordinaria amministrazione. Preciso).

Dzeko 7.5 – Battaglia con Tomori e Kjaer per il tempo che resta sul rettangolo di gioco, spadroneggiando palla a terra e nel gioco aereo. Terzo gol in tre semifinali di Champions League disputate per l’ariete dell’Inter, che ha il grosso merito di incalanare il match con un mancino volante nel sette. Se gioca il Cigno di Sarajevo e non Lukaku un motivo c’è e stasera, ci auguriamo lo avranno compreso anche i più scettici. Classe (70′ Lukaku 6 – Anche per Big Rom nessun brivido particolare, sarà caldo per il campionato. Easy).

Lautaro Martinez 6.5 – Sembra poco, ma il velo che permette a Mkhitaryan di entrare nel cuore della difesa del Milan, nel gol del raddoppio, è una giocata d’alta scuola. Sfortunato nel primo tempo sul tocco leggero di Kjaer che gli impedisce di calare il tris e non gli varrà neanche il rigore, prima assegnato da Manzano e poi tolto dal VAR. Importante (78′ Correa s.v.).

Allenatore: Simone Inzaghi 7 – Quando i tuoi uomini stampano due gol in quattro minuti c’è solo da cercare di gestire il vantaggio e le energie fisiche in vista del Sassuolo e del ritorno contro il Milan. Ad onor del vero, però, è stato impressionante l’impatto sulla gara dei nerazzurri, sicuramente più centrati e cattivi sin dai primi secondi di gioco. Adesso l’Inter c’è ed il dominio totale nel derby di stasera ne è la prova più lampante. Felicità.

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Lautaro Martinez, centravanti dell’Inter

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