Le pagelle di Napoli-Salernitana (2-1): Rrahmani provvidenziale

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Di seguito le pagelle della sfida tra Napoli Salernitana, anticipo della ventesima giornata del campionato di Serie A. Incontro vinto dai partenopei in rimonta: 2-1 in pieno recupero, deciso dal gol di Rrahmani, che insieme al rigore di Politano rimonta l’iniziale vantaggio firmato da Candreva.

Le pagelle di Napoli-Salernitana

Prima di entrare nel merito delle pagelle dell’incontro tra Napoli Salernitana, ecco un giudizio sulla direzione di gara dell’arbitro del match, il signor Livio Marinelli.

Arbitro: Marinelli 5,5 – Ha bisogno del VAR per assegnare il rigore solare per il Napoli, e nel complesso si fa notare per una gestione del match non così accorta.

Pagelle Napoli

Gollini 6 – Non può nulla sull’invenzione di Candreva. Decisivo nella ripresa con un intervento in anticipo su un cross di Tchaouna, diretto al libero Simy.

Di Lorenzo 6 – Probabilmente il più continuo nei primi 45′, con diverse sovrapposizioni e buone assistenze per i compagni. Più bloccato nella ripresa, dove gioca da terzo di difesa.

Rrahmani 7 – Deputato alla marcatura di Simy, che non gli crea particolari grattacapi da fronteggiare. È decisivo, però, in attacco: zampata da bomber vero a tempo quasi scaduto, che vale un successo fondamentale.

Juan Jesus 6 – La velocità di Tchaouna può metterlo in difficoltà, ma lui usa esperienza senza subire.

Mario Rui 6 – Non sempre preciso palla al piede, dove commette qualche errore di troppo. Meglio nel secondo tempo, in cui accompagna con continuità l’azione dei suoi.

Cajuste 6 – Ha qualche spunto interessante, con un paio di incursioni sulla trequarti avversaria. A volte irruento, ma anche pericoloso: a inizio ripresa ha due buone chances per firmare il sorpasso. Esce per infortunio muscolare (76′ Demme 6,5 – L’uomo che meno ti aspetti, alla fine, è decisivo: zuccata vincente che vale l’assist per il gol di Rrahmani).

Lobotka 5,5 – Regia scolastica senza troppe verticalizzazioni, complice la difesa estremamente abbottonata della Salernitana. Commette diversi errori banali per uno con la sua qualità.

Gaetano 5,5 – Dovrebbe garantire dinamismo e inserimenti, ma non fa né una né l’altra cosa. E anche quando prova la conclusione, è parecchio impreciso (55′ Raspadori 5,5 – Non incisivo il suo ingresso: fatica a trovare la giusta posizione, giostrando su tutto il fronte offensivo senza, però, trovare un guizzo degno di nota).

Politano 6,5 – Parte bene, poi si perde per strada, complice l’errore in lettura difensiva sul gol di Candreva. Però, ha il merito di sbloccare i suoi con il rigore dell’1-1 a fine primo tempo (65′ Zerbin 6,5 – Troppo nascosto per quasi tutti i minuti in campo, fino agli sgoccioli finali, dove è decisivo: prima manda in porta Kvaratskhelia, poi si guadagna la punizione che porta al 2-1).

Simeone 6 – Passa 45′ nell’ombra della difesa ospite, da cui non riesce mai a smarcarsi. Fino al 45′, quando sfrutta l’ingenuità di Fazio e si conquista il rigore del pareggio. E quello è l’unico guizzo della sua partita.

Kvaratskhelia 6 – Primo tempo fumoso e privo di concretezza, dove risulta troppo precipitoso. Decisamente meglio nella ripresa, dove è più propositivo e meno lezioso. Ha due grosse chances a fine partita, ma prima Lovato e poi Ochoa gli negano il gol.

Allenatore: Walter Mazzarri 6 – La sua squadra gioca un calcio da paura. E non in senso buono, ma tutt’altro: fraseggio lento e orizzontale, senza propensione alla verticalizzazione. Più intraprendenza a inizio ripresa, ma l’effetto del pareggio a fine primo tempo si sgonfia subito. Alla fine, però, ha ragione con i cambi, che di fatto decidono la partita. Vittoria più di carattere che di qualità.

Pagelle Salernitana

Ochoa 6,5 – Inoperoso fino al 45′, quando poi viene trafitto dal rigore di Politano: intuisce la direzione, ma non riesce a respingere. Fondamentale in pieno recupero, dove respinge il tiro ravvicinato di Kvaratskhelia.

Gyomber 6,5 – Si occupa di Kvara con mestiere, attenzione e grande lucidità. Ripaga la scelta di giocare da braccetto destro difensivo, ruolo che ricopre con esperienza (83′ Daniliuc S.V).

Lovato 6,5 – Non ha particolari matasse da sbrogliare, complice una fase offensiva priva di imprevedibilità degli avversari. Determinante con una deviazione decisiva nella ripresa, a negare il gol a Kvaratskhelia.

Fazio 5,5 – Alla fine la sua gara è attenta, ma condizionata da una grande macchia: l’intervento ingenuo su Simeone, punito con il rigore del pareggio partenopeo.

Sambia 6 – Un po’ impacciato con la palla tra i piedi, ma mette corsa e abnegazione nelle letture difensive, contribuendo a neutralizzare Kvaratskhelia (90′ Bronn S.V).

Legowski 6 – Fisicità e letture preventive nella sua regia, in cui prova a dare geometrie nelle (poche) volte che i suoi possono ripartire (65′ Pierozzi 6 – Debutto con personalità: si adopera in fase di non possesso, aiutando la linea difensiva con chiusure efficaci).

Martegani 6 – Lui è più deputato a rompere l’azione avversaria, cercando di rubare il pallone quando può. Si muove con grinta e attenzione.

Bradaric 6 – Non soffre il duello con Politano Di Lorenzo: si sgancia ogni volta che ne ha la possibilità, ed entra nell’azione dello 0-1 con l’assist per Candreva. Protagonista, però, in negativo nel finale, dove provoca la punizione da cui nasce il 2-1 partenopeo.

Candreva 7 – Più va avanti con l’età, più migliora. Una cosa, però, è sempre rimasta tale: la capacità di sorprendere il portiere avversario dalla distanza. Abbacinante il gol del momentaneo vantaggio.

Tchaouna 6 – Ci mette velocità e qualche guizzo, soprattutto nella ripresa, dove è protagonista di un paio di ripartenze molto promettenti.

Simy 5,5 – Cerca di usare il fisico per offrire sponde utili per i compagni, ma non è sempre efficace, e talvolta è fin troppo lento e macchinoso (90′ Ikwuemesi 4 – Tocca una sola palla, ma basta e avanza per essere il peggiore in campo: liscio in area piccola che porta al gol-vittoria di Rrahmani).

Allenatore: Filippo Inzaghi 6 – Prepara la partita con spirito di sacrificio e intensità difensiva, inculcando ordine e distanze alla sua squadra. Nonostante un enorme carattere, però, alla fine paga l’ennesimo crollo in pieno recupero. Anche se avrebbe meritato miglior fortuna.

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