Le pagelle di Svizzera-Italia (2-0): azzurri umiliati ed eliminati

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Le pagelle di Svizzera-Italia (2-0): azzurri umiliati ed eliminati

Di seguito le pagelle della sfida tra Svizzera Italia, gara valevole per gli ottavi di finale degli Europei. Gara senza storia a Berlino, vinta per 2-0 dagli elvetici con le reti di Freuler Vargas. Eliminazione indecorosa per gli azzurri, autori di una prestazione vergognosa.

Le pagelle di Svizzera-Italia

Prima di entrare nel merito delle pagelle dei protagonisti della sfida tra Svizzera Italia, ecco un giudizio sull’operato dell’arbitro dell’incontro, il signor Szymon Marciniak.

Arbitro: Marciniak 6 – Nessuna grossa sbavatura, ma resta un dubbio su un intervento di braccio in piena area elvetica.

Pagelle Svizzera

Sommer S.V. – Spettatore non pagante del supplizio italiano. Graziato dal palo in due circostanze.

Schar 6,5 – Visto che in difesa non deve fronteggiare alcun pericolo, si sgancia costantemente in attacco, proponendosi con ottima propensione. Rischia l’autogol nella ripresa, il palo lo grazia.

Akanji 7 – Prende in consegna Scamacca e, fondamentalmente, non gli fa toccare un pallone. Leader incontrastato della retroguardia elvetica.

Rodriguez 6 – Ordinato e senza grossi patemi, non appena ne ha l’occasione si fa anche vedere in avanti con una conclusione.

Aebischer 6,5 – Pressa in continuazione sui bradipi in maglia azzurra, recuperando una quantità enorme di palloni (91′ Steffen S.V).

Freuler 7 – Travolge Barella sin dall’inizio, umiliandolo in ogni zona del campo. Imbarazzante la superiorità sui colleghi italiani, per intensità, fisicità e qualità. E come ciliegina, il gol: un dettaglio non da poco.

Xhaka 7 – Cervello del centrocampo svizzero, sebbene goda di una libertà francamente imbarazzante. Non sbaglia mai una scelta, mai un pallone. Esempio vivente di leadership.

Rieder 6,5 – Si muove come meglio crede tra le maglie scollatissime della moribonda retroguardia italiana, senza neanche sudare più di tanto (71′ Stergiou 6 – Entra solo per dare più sostanza alla mediana elvetica).

Vargas 7,5 – Fa venire il mal di testa ai resti di Di Lorenzo, che può solamente leggergli la targa. Suo il filtrante vincente per il gol di Freuler, suo l’arcobaleno meraviglioso per il raddoppio a inizio ripresa. Prestazione totale (71′ Zuber 6 – Cerca qualche inserimento, in una circostanza ha anche una buona chance, ma non la sfrutta).

Embolo 5,5 – L’unico al di sotto della sufficienza, perché davanti a Donnarumma spreca il gol del vantaggio, ben prima dell’inserimento vincente di Freuler (76′ Duah S.V).

Ndoye 6,5 – Fa ammattire la carcassa di Darmian che, onestamente, sembra di una categoria inferiore al suo cospetto (76′ Sierro S.V).

Allenatore: Murat Yakin 7,5 – Ripropone in fotocopia la prestazione offerta dalla Spagna contro gli azzurri nella fase a gironi: pressing asfissiante, possesso verticale e ritmo superiore. Gara stradominata e vinta su tutti i fronti. E ora nulla è precluso.

Pagelle Italia

Donnarumma 6,5 – La sua squadra resta a galla nel primo tempo grazie alle sue parate su Embolo Rieder, non può nulla su Freuler Vargas. L’unico a rendere onore al tricolore.

Di Lorenzo 3 – Vederlo in campo è nauseante, come in tutto l’Europeo. Vargas lo umilia in lungo e in largo, come se fosse un Messi qualsiasi.

Mancini 4 – Si ritrova per causa di forza maggiore titolare al centro della difesa, e fa rimpiangere in lungo e in largo Calafiori. Entra a suo malgrado anche nel gol dell’1-0, con la deviazione decisiva.

Bastoni 4,5 – Fin quando può riesce a tenere botta, adoperando chiusure puntuali. Ma quando le maglie della difesa si aprono, anche lui affonda con il resto della nave.

Darmian 3 – Vederlo titolare nel 2024, in un Campionato Europeo, esemplifica il crollo del progetto italiano. L’unica attenuante è che gioca a sinistra, ruolo non suo. Per il resto, è un abominio (75′ Cambiaso S.V).

Barella 4 – Controfigura di quel motorino che abbiamo sempre ammirato in mezzo al campo. Freuler lo porta a spasso per tutto il campo e gli insegna l’arte del mediano (63′ Retegui 5,5 – Il primo tiro in porta degli azzurri è il suo. Al 73′. Per il resto non sfigura, cerca di offrire qualcosa in più della sagoma al suo fianco).

Fagioli 3 – Rispetto a Jorginho avrebbe anche più propensione alla verticalizzazione, ma su tutto il resto è meglio stendere un velo pietoso: si dimentica di Freuler sull’1-0, si fa un’oretta di sonno sull’azione del 2-0, su cui perde malamente palla. Della serie “Non sapevo di essere in campo” (86′ Frattesi S.V).

Cristante 3 – Gioca su ritmi balneari, che rimandano a un Trofeo Birra Moretti qualsiasi. Non ricorda quasi mai dare copertura a centrocampo. Incomprensibile la scelta di metterlo in campo (75′ Pellegrini S.V).

Chiesa 5,5 – L’unico uomo di movimento che cerca di offrire qualche spunto; dai suoi piedi nasce una potenziale chance nel primo tempo. Mette corsa e gamba, ma solo contro tutti può poco.

Scamacca 3 – Quando Spalletti lo definì pigro sapeva perfettamente a cosa si riferiva, e si è visto contro la Svizzera. Non tocca praticamente un pallone. E quando lo fa, a due metri dalla porta, spara sul palo un gol più facile da segnare che da sbagliare.

El Shaarawy 5 – Cerca soprattutto a inizio gara di farsi vedere con qualche sgroppata, ma forse non ha capito nemmeno lui il perché sia stato schierato dall’inizio (46′ Zaccagni 6 – Entra con buona verve, ispirato dal gol-qualificazione contro la Croazia. Serve di testa la palla per riaprire la partita a Scamacca, ma non viene sfruttata).

Allenatore: Luciano Spalletti 3 – Dalla notte di Palermo, contro la Macedonia, questo è il punto più basso della Nazionale. Non ci ha mai capito realmente nulla di questa squadra, sin dalle scelte sulle convocazioni. In campo, poi, è emerso nel suo insieme tutto ciò che si era ampiamente intravisto: squadra inesistente, senza ritmo né solidità. Eliminazione umiliante e disonorevole, ben più del risultato finale.

 

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