Lecce ammazza-grandi: ora la salvezza è missione possibile

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Il Lecce rientra prepotentemente in gioco per la salvezza. Dopo il convincente successo per 2-1 in rimonta sulla Lazio, i giallorossi sono infatti saliti a quota 28 punti, raggiungendo il quartultimo posto in classifica. Scavalcato momentaneamente il Genoa, fermo a 27, ma con una partita in meno. Stesso discorso per tutte le dirette avversarie impegnate nel trentunesimo turno di Serie A.

La compagine allenata da Liverani riscatta, così, un trend negativo di ben sei sconfitte consecutive che andava avanti da prima del lockdown. Nonostante i risultati non positivi, tuttavia, i giocatori non hanno mai dato l’impressione di arrendersi, visto il calcio sempre propositivo mostrato in questa stagione.

Grande con le “grandi”, incostante con le piccole: una squadra dal doppio volto

La storia del Lecce in questo campionato è abbastanza chiara. Un grande potenziale per la fascia medio-bassa, con alcuni giocatori rivelatisi interessanti anche in massima serie. Su tutti spiccano il trascinatore Mancosu ma anche Falco e Petriccione, migliori assist-man della squadra, soprattutto se messi insieme ad elementi esperti come Saponara, Lapadula e Gabriel. In più, lo stadio “Via del mare” si è rivelato essere autentico fortino contro le prime tre della classe: oltre alla Lazio, infatti, neanche Juventus e Inter sono riuscite a imporsi in terra salentina, non andando oltre il pari.

Ciò che però è davvero mancata al Lecce e ne ha fatto un po’ il dottor Jeckyll e mister Hyde del nostro campionato, è la con discontinuità nei risultati. 4 gol presi un po’ ovunque, ultime Milan e Juventus alla ripresa, addirittura 7 dall’Atalanta prima della pausa, ma soprattutto alcuni match chiave non sfruttati a dovere, ultimo in ordine di tempo quello contro la Sampdoria. Tutto sicuramente anche a causa dell’inesperienza di mister Liverani, alla prima vera stagione in Serie A condotta con continuità, così come per alcuni degli uomini citati prima.

Lecce ammazza-grandi: ora la salvezza è missione possibile

Da Cagliari a Parma, passando per gli scontri diretti: rush finale tutto da vivere

Se fino a ieri il Lecce partiva svantaggiato rispetto alle sue dirette avversarie, adesso si può dire che i pugliesi hanno il destino nelle proprie mani. Nelle ultime sette partite da qui a fine campionato, infatti, i giallorossi affronteranno Cagliari, Genoa, Bologna e Udinese in trasferta e Fiorentina, Brescia e Parma in casa. Spiccano tra questi, senz’altro, i due scontri diretti in Liguria e in Friuli e quello contro le rondinelle in Salento, con queste ultime che hanno riacceso la speranza salvezza dopo l’ultimo successo sul Verona.

La vittoria sulla Lazio può avere un peso specifico non indifferente non solo per il morale, ma anche per la classifica. Nel mirino del Lecce, in attesa del Genoa impegnato contro un Napoli a caccia della sicurezza del quinto posto, adesso c’è il Torino a +3, reduce da una situazione tutt’altro che rosea e impegnato contro quel Brescia voglioso di riaprire i giochi per la salvezza. Poco più su, a +4, l’Udinese ancora da affrontare ma che si è imposta all’andata, e la Samp in vantaggio in entrambi gli scontri diretti. In una situazione come questa e a maggior ragione in un’annata strana per tutti, provarci per il Lecce non è solo una missione possibile. È un obbligo.

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